di Redazione
CASERTA – Riceviamo e pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del dott. Ciro Guerriero, Presidente di “Caserta Kest’è”.
Sulla malasanità casertana, Caserta Kest’è si è più volte espressa, denunciando affinche si prendessero provvedimenti ad hoc. Oggi, l’intervento della trasmissione televisiva Le Iene all’Asl di Caserta, si palesa ai lettori, con fonti attendibili perché documentate, fatti e non chiacchiere politichesi, atti a dimostrare, non solo il grave stato di degrado, ma soprattutto l’assenza di ogni forma di igiene, vista la presenza di scarafaggi e topi morti, rifiuti pericolosi e non, macchinari obsoleti che non sarebbero utilizzati neppure nel terzo mondo. Rappresentando compiutamente una situazione inadeguata e, soprattutto inaccettabile per una regione, la CAMPANIA, che dovrebbe essere all’avanguardia nel campo ospedaliero, avendo dato i natali ad illustri cultori della medicina, fra i tanti: Cotugno Domenico (medico), Monaldi Vincenzo (medico e ministro), Moscati Giuseppe (medico e santo), Sarcone Michele (medico), ma per la mala gestio dei politici e faccendieri, si trova relegata nelle ultime posizioni.
Anche il dott. Ciro Guerriero, si è espresso sulla vicenda ormai nota a tutti, da tempo , il quale dichiara che : “I video e le foto dimostrano irrefutabilmente le condizioni igieniche in cui versava il nosocomio casertano, con la presenza di carte e mozziconi di sigarette che fanno da arredo al pavimento, sacchetti della spazzatura che giacciono a terra, in attesa di essere buttati. Quanto suddetto e soprattutto la denunciata malasanità della Campania e in particolare del nosocomio di Caserta ha avuto una laconica risposta dal governatore Vincenzo De Luca <<i fatti ormai appartengono al passato”.
“Passato in realtà recentissimo, afferma indignato il dott. Ciro Guerriero, perché dopo essere stato più volte minacciato, ho dovuto subire anche il sequestro della mia persona, per circa mezz’ora, fatto-reato accaduto il 21 novembre 2017, ad opera di due vigilantes, che avevano ricevuto ordini precisi dal manager-dirigente del nosocomio casertano, tale Mario Nicola Vittorio Ferrante, perchè sollecitato da pazienti e familiari, mi ero permesso di recarmi per accertarmi personalmente, dello stato di degrado in cui versava l’ospedale casertano.”
“Situazione di degrado e sporcizia, continua Guerriero, portata a conoscenza il giorno seguente, mercoledì 22 novembre 2017, in occasione del convegno a San Leucio intitolata “Caserta e il territorio provinciale tra le priorità della Regione Campania per lo sviluppo e la valorizzazione di Terra di Lavoro“, quando fu consegnata una pennetta usb, contenente testimonianze di malasanità, proprio nelle mani di Vincenzo De Luca, governatore della Campania appena arrivati al Real Sito, contenente le foto – video denuncia di vari percorsi e dei reparti sanitari in evidente avanzato stato di degrado, che, ovviamente si differivano da quelli preparati ed infiocchettati ad hoc, in occasione della visita dello stesso, il giorno 19 novembre 2017.
Anche l’On. Alfonso Piscitelli, consigliere regionale, dice Guerriero, ha ricevuto la pennetta usb, congiuntamente alla Dr.ssa Antonella Guida dip. gen. della Salute, con i file che mostravano il reale stato di degrado della struttura ospedaliera casertana.

Quindi , pare alquanto strana l’incredulità paventata dall’On. Alfonso Piscitelli, dopo aver guardato la trasmissione televisiva Le Iene che riguardava l’ASL di Caserta, la quale secondo noi, sembra confezionata ad-hoc per precostituirsi una parvenza di difesa, che sta crollando fragorosamente davanti all’evidente degrado e, quindi inoppugnabilmente documentato, avendone, fin dal 22.11.2017, piena contezza sullo stato di abbandono delle strutture ospedaliere.
Infatti, l’On. Alfonso Piscitelli ha la piena conoscenza che il contestato stato di degrado è una realtà inconfutabile, essendo realmente esistente, e che tutt’oggi persiste nelle strutture ospedaliere. È di palmare evidenza che non sono i politici le parti lese, perchè i veri danneggiati sono i cittadini casertani e non solo che per motivi di forza maggiore devono rivolgersi, in caso di bisogno sanitario, alle strutture ospedaliere, pur nella consapevolezza dell’esistente ed incontrovertibile degrado e malasanità casertana.
A prescindere dalle responsabilità penali e deontologiche dei singoli medici, casi di tanti decessi dimostrano in modo inequivocabile una sola cosa: la rete dell’emergenza sanitaria in Campania è malata, e deve essere bonificata.
Per quali motivi? Perché c’è un rapporto squilibrato tra ospedali pubblici e cliniche private, tutto a favore delle seconde. Le cliniche sono convenzionate, quindi pagate con i soldi pubblici del Servizio nazionale, ma questo vale solo per gli interventi di elezione, ovvero quelli meno rischiosi e più remunerativi. Quando si tratta di emergenza, i privati si chiamano fuori, non vogliono rogne e rischi. Si può tollerare una convenzione a metà, che si ferma di fronte al caso più grave, più urgente e per il quale bisognerebbe essere meglio attrezzati? Perché l’impreparazione