CASERTA. DISSESTO BIS : CERCASI INNOCENTI

 

CASERTA – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa di Riprendiamoci Caserta di cui è Presidente Antonio De Falco.

Dissesto bis: tradotto vuol dire secondo dissesto e cioè per chi non l’avesse compreso ce n’è stato uno prima.

Cerchiamo di capirci meglio : la Corte Dei Conti non ha accolto il piano di riequilibrio finanziario messo in atto in primis dalla commissaria Maria Grazia Nicolò e proseguito successivamente dalla Giunta Marino, piano che sembrerebbe stato aggravato oltretutto da ulteriori 20mln di debito contratti dall’Amministrazione uscente.
Ci chiediamo: ma l’Organo straordinario per la liquidazione (OSL) cosa ha prodotto oltre che il loro stipendio?

Possibile che dinanzi ad una situazione così difficile parla pure chi per ovvi motivi non dovrebbe?

Perché l’ente comune di Caserta ha contratto negli anni tanti debiti? Chi ha sbagliato e dove? Perché nessuno è ribadiamo nessuno fino ad oggi ha pagato?

Alcuni “politici” casertani, fortunatamente non eletti alle ultime elezioni amministrative, dimostrano ancora una volta quelli che sono i propri limiti e in un momento così delicato per la città, stanno cercando di sfruttare l’ occasione per ritornare alla ribalta  parlando come se non fossero mai stati seduti nei banchi di Palazzo Castropignano.

Un dissesto bis, se dissesto sarà, colpirebbe ancora una volta i cittadini che per quanto e’ vero che già da tempo pagano le tasse fra le più alte d’ Italia è pur vero che continuerebbero a farlo per molto tempo ancora.

Negli ultimi giorni stiamo assistendo a delle vere e proprie autocelebrazioni, e’ successo con il Biodigestore, dove oltre a tanta demagogia e qualche intestazione di ” battaglia politica” nessuno ci ha spiegato perché il Biodigestore non si può fare a Caserta.  Lo stesso vale per il dissesto bis, dove tutto sembra limitarsi a delle accuse reciproche che spesso arrivano dalla parte sbagliata.

A quanto pare la vicenda del comune di Caserta, in corsa per il finanziamento di fondi pubblici per la riqualificazione della città, sembra essere analoga a quella della vicina Napoli dove il Sindaco De Magistris si trova oggi a pagare per un dissesto non prodotto dalla sua amministrazione. Coincidenza, ironia del destino o che altro? Resta il fatto che a questa terra, sembra sia negata ogni possibilità di riscatto e al suo popolo sia assegnata una condizione di generale dissesto sociale.