CASERTA. DOPO L’ ARRESTO PARLANO I FAMILIARI DI RENATO MARINO

DI ANTONIO DE FALCO

CASERTA. Ieri la notizia del fermo di Renato Marino, un uomo di 51 anni che e’ stato arrestato, perché accusato di aver segregato per 30 anni in casa gli anziani genitori e di averli continuamente maltrattati , l’ arresto e’ arrivato dopo una denuncia fatta dagli stessi genitori.

La vicenda giudiziaria di Renato Marino, tuttavia , nasconde risvolti umani e familiari molto delicati che sfuggono inevitabilmente ad ogni valutazione normativa. Sta di fatto che la stessa famiglia di Renato ha chiesto alla nostra redazione di rendere giustizia alla storia umana di quest’uomo la cui solitudine sociale si pone come simbolo di una citta’ indifferente all’ emarginazione.

Questi i fatti che ci sono stati raccontati dai genitori, dal fratello e dalle sorelle di Renato Marino: Renato non e’il mostro che i giornali hanno dipinto, e’ stato da adolescente e nella prima gioventu’ un ragazzo come tanti, figlio di genitori onesti che hanno cercato di inculcare a lui come agli altri figli i valori della vita, tutto e’ andato nel verso giusto fino a quando Renato , un ragazzo di base molto sensibile e caratterialmente debole nel percorso della sua vita conosce l’ alcol del quale presto diventa dipendente.

La sua vita cambia rapidamente e completamente al punto da condurlo al fondo di un baratro senza ritorno. Piu’ la dipendenza dall’ alcol aumentava piu’ aumentava la solitudine e l’ isolamento sociale e affettivo di quest’ uomo , il quale nell’ ultimo periodo era ridotto ad una larva umana , chiuso sempre in casa da cui si allontanava solo per recarsi ad acquistare il suo ” veleno”.

In questa situazione evidente lo sgomento e la disperazione dei genitori con i quali Renato vive e che molte volte erano vittime incolpevoli della sua furia disperata di alcolista. Renato infatti alternava momenti di lucidita’ e di condivisione familiari a raptus violenti e distruttivi, tipici di chi e’ dipendente dall’ alcol.

La denuncia nei confronti di Renato e’ partita proprio dai genitori i quali con questa azione dolorosa hanno inteso trovare una soluzione che possa essere di aiuto al grave problema che affligge Renato .

” Ci auguriamo che il nostro gesto possa servire ad aiutare Renato – dicono i genitori – e confidiamo nella Magistratura affinché nostro figlio possa seguire un percorso di recupero, magari presso qualche comunita’ che sia in grado di restituire alla sua vita’ la dignita’ e la liberta’ di cui egli ha diritto. ( nella foto le sorelle Tiziana e Assunta, sorelle di Renato Marino).