di GESUALDO NAPOLETANO
CASERTA. Il Comune di Caserta ha vissuto in queste ultime amministrazioni comunali un periodo di dissesto non indifferente. Indebitamenti con ditte esterne, appalti truccati, i soliti “intrallazzi” di consiglieri e sindaci, hanno portato il debito fuori bilancio della nostra città alle stelle. Durante il discorso tenuto dal neo-eletto sindaco Carlo Marino, in occasione del primo Consiglio Comunale a dicembre, il primo cittadino ha lanciato un forte messaggio a tutti i cittadini, invitandoli ad essere sempre positivi e fiduciosi della sua nuova amministrazione, il cui primo obiettivo è proprio quello di costruire un nuovo modello di città partendo dal buon governo. Ad oggi qualche buon risultato lo si è ottenuto, ma è davvero il minimo e si spera di migliorare ancor di più la città.
Bisogna però dire che i cittadini sono stanchi di attendere e pretendono sempre più risposte concrete dall’amministrazione. Purtroppo ad oggi i debiti sono ancora molti (circa 75 milioni) e il cambiamento deve avvenire gradualmente.
Ciò che non può assolutamente aspettare è però l’istruzione! Moltissimi sono i cittadini che si stanno lamentando del ritardo di pagamento delle borse di studio. L’ultima borsa di studio, quella corrispondente al 2009, fu pagata dalla Banca della Campania (tesoreria del Comune) nel 2014, quando il comune si trovava in pieno dissesto finanziario. Quindi contate un po’ quante borse di studio devono ancora avere gli aventi diritto? Lascio a voi il calcolo…
Anche perchè l’art. 34 della Costituzione recita così: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”
Dove sono finite queste “maledette” borse di studio? Quanto altro tempo devono aspettare gli aventi diritto? Speriamo non molto, anche perchè il tempo passa e la vecchiaia si fa sentire…