Caserta. Duplice blitz anticamorra :26 arresti per associazione mafiosa. Arrestate Katia e Teresa Bidognetti

Duplice blitz anticamorra tra Casertano e basso Lazio: la Dia di Napoli ha arrestato cinque persone tra cui due figlie e la nuora di Francesco Bidognetti, capo storico e fondatore del clan dei Casalesi con Francesco Schiavone.

Contestualmente Polizia, Guardia di finanza e Carabinieri hanno arrestato altre 26 persone ritenute affiliate alla stessa fazione del clan. A tutti vengono contestati i reati di associazione mafiosa, ricettazione ed estorsione. In carcere è finita Katia Bidognetti, 35 anni; arresti domiciliari invece per la sorella, Teresa, di 27 anni, perché in stato di gravidanza.

Arresto in carcere per Orietta Verso, 43 anni, nuora del capoclan, moglie di Raffaele Bidognetti, secondogenito del boss, Raffaele Bidognetti, detto ’o Puffo, secondogenito di Cicciotto.

Le donne sono tutte incensurate.

Una misura cautelare è stata notificata nel carcere di L’Aquila anche al capoclan. In cella è finito anche Vincenzo Bidognetti, 32 anni, non imparentato con il boss, l’unico autorizzato ad avere rapporti con le donne del clan e “trait d’union” con gli affiliati.
Determinanti per il buon esito delle indagini sono state le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, tra i quali figura Anna Carrino, madre di Katia e Teresa, e le fondamentali attività di intercettazione in carcere, telefoniche, ambientali e telematiche. Dalle indagini è emerso che Katia Bidognetti, ancor più della sorella Teresa (nei riguardi della quale mostrava di nutrire non poca avversione, ritenendola un ostacolo alla sua esclusiva leadership), nel corso dei colloqui riceveva dal padre gli ordini riguardanti la gestione delle attività illecite del clan: ciò avveniva sempre attraverso una consolidata forma di linguaggio criptico fatto di allusioni, doppi sensi, gestualità rituali e mimiche facciali. Agghiaccianti alcune frasi rivolte al padre da Katia: “Che fortuna che tiene, che la possano uccidere come dove sta mo lei (Teresa) la mamma (Anna Carrino) e tutta la famiglia della mamma”. Parole che sembrano rievocare passate sentenze di morte: il 30 maggio 2008, emissari del clan Bidognetti (guidati da Giuseppe Setola e dallo stesso ultimogenito della Carrino, Gianluca Bidognetti) tentarono invano di assassinare, la sorella della collaboratrice di giustizia, Maria Carrino, e la figlia Frances