Caserta e il “terremoto politico-amministrativo al Comune”. Parla Pasquale Napoletano F.D.I.

A distanza di 24 ore da quello che la stampa ha definito “terremoto politico-amministrativo al Comune”, ho digitato “Caserta” su Google e sono comparse, come è pure ovvio che sia, solo notizie su questa vicenda, accompagnate peraltro da quelle parimenti negative su una delle tante vertenze industriali di questa terra.

Poi ho letto i giornali nazionali e locali cartacei, dopo aver visitato quelli web. Anche lì, lo stesso quadro informativo.
Stavolta accompagnato dai commenti che “noi politici” rilasciato su questa storia.

 

Uso il virgolettato per dire la distanza, ancora una volta, dalla vita e dai problemi quotidiani dei casertani.

 

In città, ieri come oggi, il degrado quotidiano è continuo. E stavolta non devo ripetere il mio giudizio sull’amministrazione Marino, perché lo avevo proprio ribadito poche ore prima del “terremoto”, ricordando a tutti con precisione il danno intrinseco custodito in quella “coalizione elettorale” che generò questa Amministrazione.

 

Tutto è partito e si è acuito da allora. Lo sconforto di queste ore, nel vedere il nome della nostra città affiancato sulla stampa nazionale a “voti comprati a 50 euro”, non può affliggermi ancora per molto.

 

Voglio continuare a dire, con grande chiarezza, le cose che qui non funzionano. E ritorno a farlo denunciando, stavolta, il pericolo che questa vicenda sia “digerita” nel peggior modo possibile dall’amministrazione e dai suoi ancora non ancora chiari addentellati nel Consiglio comunale.

 

Leggo, infatti, troppe malcelate voglie di dare un piccolo colpo di aspirapolvere all’assetto dell’esecutivo senza risolvere, una volta per tutte, i danni di una gestione amministrativa completamente supina ai “singoli desiderata”.

 

Una gestione volutamente poco organizzata, condizionata dalla necessità di provvedimenti che – non era necessario attendere il “terremoto” per capirlo e saperlo – abbiamo in pochi denunciato con vigore ricevendo irrisione, risposte incomplete e una complessiva rappresentazione di “onnipotenza” incrollabile e indenne da qualunque censura.

 

Voglio continuare a battermi contro questo stato di cose. Caserta non merita di continuare ad essere offesa in questo modo.