Elezioni 2018, Lucrezia Cicia (FI) attacca il PD, a Caserta c’è assenza di cultura, turismo, mercato, marketing territoriale
CASERTA – Manca poco più di una settimana alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo 2018 e tutti i candidati dei diversi partiti, specialmente in provincia di Caserta, lanciano strali contro il profondo stato di degrado in cui versa Caserta a cominciare dall’assenza di cultura, turismo, di mercato, marketing territoriale e promozione, lavoro. E tutti, ovviamente tranne i candidati del PD, hanno puntato il dito accusatore contro la filiera del PD al Comune e la Regione Campania. “Caserta amministrata dal Pd” – ha affermato Lucrezia Cicia, candidata di Forza Italia – “è diventata una città senza cultura senza speranza di una rinascita. Eppure Caserta ha una vivacità culturale incredibile: non solo chi è andato via ne eleva a livello nazionale la qualità; ma anche i tanti che sono rimasti operano in silenzio ma con grandi meriti. Penso” – ha tenuto a sottolineare l’esponente azzurra – “ai laboratori e gruppi teatrali come Teatro Civico 14, Officina Teatro, La mansarda teatro dell’orco, La Margherita, il Pendolo, Fabbrica Wojtyla, la bottega del teatro e tanti altri che non conosco. Il livello di questi gruppi è altissimo, al pari del lavoro portato avanti da Tony Servillo quando partì da Caserta, ma cosa fa il pubblico per sostenerli per farli crescere o conoscere. Nulla!” – è il “j’accuse” di Lucrezia Cicia – “Lo scorso anno ci fu organizzato da privati “FestBook”, l’anno prima la “Maratona Dantesca”, ma il pubblico…… . Il Settembre al borgo non si sa mai se si fa e se è patrimonio della città. Non ci sono casertani che lo pensano. Leuciana nacque ed è morto per inedia. Abbiamo casa editrici? Qualcuna, ma non si pensa a metterle in rete. Abbiamo musicisti, tanti e bravi a partire dagli Avion Travel che sono ancora a Caserta. Ma nessuno pensa a condividere le esperienze, la bravura. Caserta” – prosegue – “ha bisogno di qualcuno che accompagni lo sviluppo culturale, lo faccia ridiventare endogeno è strutturale. Una città d’arte non vive se non si alimenta e aiuta i propri figli a crescere! Servono le competenze, un parlamentare da solo non può sapere tutto e può fare ben poco. Ma può accompagnare i progetti endogeni a crescere e divenire visibili nel mercato culturale nazionale. Ho fiducia in Caserta” – ha precisato per passare poi al turismo. “Da anni i politici ed i candidati si riempiono la bocca di sviluppo del turismo, di mercato, marketing territoriale e promozione. Alla fine vanno alle fiere e fanno un viaggio” – ha aggiunto ironizzando la forzista – “Non ricordo di nessuno che abbia portato indietro risultati. Dovremmo fare un passo indietro: solo accompagnare gli imprenditori nelle politiche del turismo. Fare in modo che scelgano un progetto e sostenerlo. E gioco forza, anche per sfruttare il lavoro già fatto, dobbiamo partire dalla Reggia, da Casertavecchia e San Leucio. Ma poi abbiamo a due passi il museo archeologico di Calatia a Maddaloni e la musica primordiale di Sant’Antuono a Macerata Campania, che poco più di un mese fa è stata capace di andare all’assemblea mondiale dell’Unesco in Corea con un documentario che ne parlava. In una volta sola a Macerata sono stati capaci di conoscere ed incontrare tutto il mondo nella massima assise mondiale culturale. Eppure l’Associazione di Sant’Antuono per andarci ha dovuto anticipare le spese. Cioè i due ambasciatori culturali casertani hanno pagato di tasca propria. Il pubblico non è riuscito ad aiutarli! Ed era una occasione turistica incredibile per la nostra terra” –afferma scoraggiata Cicia – “Non dimentichiamoci che i Bottari di Macerata fanno un sound famoso nel mondo, frutto della tradizione religiosa, che non sappiamo valorizzare come territorio. Lo ha fatto a esempio per il suo repertorio artistico Enzo Avitabile. Ancora poco più in là a Marcianise c’è tutta la tradizione della cultura della terra e della canapa che rimane spenta da anni. Marcianise è con Carinaro la capitale della tammorra nel casertano e nessuno fa nulla. A Recale abbiamo la stupenda Villa Hamilton, una piccola Reggia con un giardino di grande fascino. Tutti la conosciamo come Villa Porfidia, quel monumento può essere un aggregatore formidabile per Recale. A Capodrise hanno saputo creare dal nulla un palazzo delle arti: bravi. A Maddaloni c’è il convitto nazionale e il villaggio dei ragazzi che hanno bisogno di essere accompagnati e, soprattutto il villaggio, sostenuto. Sono ricchezze incredibili. A San Nicola la Strada dorme sonnacchioso il complesso borbonico vanvitelliano. Non possono essere spenti questi monumenti. A Valle di Maddaloni anche in rete con la Reggia si stanno valorizzando i Ponti della Valle, ma è ancora poco. Non si sfruttano le relazioni con lo sport, non si coinvolge il CONI, non si sfrutta la ricchezza della scuola superiore della pubblica amministrazione come luogo ideale per la convegnistica di alto livello mondiale. Ho fiducia in Caserta” – ripete come un mantra Lucrezia Cicia che, ci auguriamo, possa sostenere i suoi progetti in Parlamento.