CASERTA ELEZIONI 2018. Parla il Consigliere comunale ANTONIO CIONTOLI:”Pericolosa sarà la ricerca del nuovismo utile solo a chi sfrutta il malessere della gente affermando poi nei fatti vecchie liturgie e difetti di governo conclamati”

di GESUALDO NAPOLETANO

CASERTA – Il fatidico giorno in cui milioni di italiani saranno chiamati al voto è in dirittura d’arrivo. Mancano poco più di 100 ore al 4 marzo 2018 e la campagna elettorale messa in campo dai vari schieramenti sta per terminare.

Queste elezioni politiche sono sicuramente molto particolari se prendiamo in considerazione alcuni aspetti, su tutti i cinque anni di governi scelti non dal popolo e il “battesimo” dei giovani classe 1999 che si recheranno appunto per la prima volta alle urne, ma è giusto dire che questa tornata elettorale probabilmente non ha riacceso i cuori di tutte quelle persone (e ne sono davvero tante) che non hanno più fiducia nella classe politica.

E’ altrettanto importante dire però che l’art.48 della Costituzione Italiana riconosce il diritto di voto a tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Allo stesso tempo il voto è anche un dovere civico e seppur non perseguibile giuridicamente, dovrebbe appartenere alla moralità di ognuno di noi, una sorta di imperativo categorico avrebbe detto il grande filosofo tedesco Immanuel Kant. Dunque non possiamo non andare a votare!

Ad affrontare gli aspetti di questa tornata elettorale che si concluderà appunto domenica 4 marzo 2018, è stato anche il Consigliere comunale di Caserta Antonio Ciontoli, il quale tramite i social ha espresso il suo appoggio a chi, come lui, intende la politica un punto cardine finalizzato al bene della collettività e della nostra bellissima terra. Questo il commento di Antonio Ciontoli:

“Avviandosi l’ultima settimana di una atipica campagna elettorale, da persona interessata alla politica ed al confronto democratico, mi soffermo su una frase che mi ritorna spesso in queste ore: ” Tanto cchiù nera ra mezzanotte nun po’ venì” … dimenticando che, poi, arriva anche la notte ed il risveglio può non essere come lo si è auspicato.  Dico questo, comprendendo ragioni e stati d’animo di tutti, la delusione della gente, la sofferenza delle famiglie, la crisi dei valori, lo scadimento della politica, pensando e sostenendo che questa mezzanotte vada illuminata a giorno con gli unici possedimenti disponibili fatti di bellezze naturali, monumentali ed architettoniche, passioni, sapori, storia, arte e qualità intellettuali di questo meraviglioso Sud. Ciò detto, aggiungo, domenica andrò a votare e lo farò per il Pd, affinché le cose fin qui fatte, sintetizzabili in questo inizio di ripresa economica, auspicata da sempre, non siano riassorbite dallo spirito di rassegnazione prevalente che domina la nostra società, dall’illogico ed anacronistico clima di avversione all’altro e dissolte, infine, in improbabili nuovi inizi. Andrò a votare, dunque, convinto che la vera novità può derivare dalla richiesta forte di un cambio di metodo e di passo di tutti e che giammai il nuovo potrà essere frutto di una sola parte. Pericolosa sarà la ricerca del “nuovismo”, utile solo a chi sfrutta il malessere della gente affermando, poi nei fatti, vecchie liturgie e difetti di governo conclamati. Andrò a votare, allora, non per simpatia, nè per antipatia, ma con responsabilità e convinzione, per dare una risposta concreta a chi pensa che la nostra splendida terra sia, ancora e soltanto, erba molle, su cui fare esercizio di ingrato calpestio, oltre che luogo storico di sottomissione e, pertanto, sede di facile conquista. Sono sereno e sicuro, certamente non ingenuo, allorquando, da posizione di sano realismo e con occhio attento e critico, mi dichiaro conscio e ben consapevole dei limiti che sono attribuiti ad una politica dissaldatasi dai territori, accentrata nelle sedi nazionali dei partiti e sostenuta ormai dalla sola comunicazione sociale e da noiose e destabilizzanti fakenews. Voterò, pertanto, come sempre, da uomo di questa terra, guardando negli occhi gli amici candidati che sosterrò con leale e coerente impegno, consapevole che bisogna fare di più, presto e meglio. C’è bisogno di ridare fiato e voce alle nostre comunità, da Ailano a Vitulazio, sviluppando un impegno straordinario e sicuramente non di generico e qualunquistico approccio, per dissipare i disagi delle famiglie, le incertezze dei giovani e le perplessità sul futuro che ci angosciano nella quotidianità. Riavvicinare la gente alla politica, restituire la fiducia, risolvere concretamente i problemi, presupporrà la scelta di una difficile strada, sicuramente in salita, ma non ignota o impossibile. Serve, per questo, uno scatto d’orgoglio e di identità. Con il recupero delle nostre forti radici, serve spiegare e far comprendere che questo meridione d’Italia non è uno scomodo onere ma una grande risorsa inespressa. Per far ciò bisogna ritornare alla buona politica, quella fatta tra la gente, quella fatta giorno per giorno, istante per istante e su tutti i temi, una politica che rimanga protagonista e che ritrovi le fondamenta di un impegno nuovo e rinnovato nell’orizzonte alto del bene comune e di ideali che non potranno continuare a tramontare al volgere di ogni giorno di irrealizzata speranza. Con questo spirito mi accingo al voto, speranzoso che il crepuscolo delle idee e delle passioni siano sopraffatti dalla luce del nuovo giorno”.