di GIOVANNA PAOLINO
Caserta. E’ ancora impasse nella giunta Marino dove , a quanto pare, il Pd spinge per acquisire nuovi incarichi di assessore.
Alla vigilia delle elezioni provinciali , nelle quali Carlo Marino e’ il candidato del centro- sinistra alla Presidenza dell’Ente, il Sindaco di Caserta si trova a fronteggiare l’avanzata del suo stesso partito , che sembra essere proiettato a trasformare Palazzo Castropignano in una succursale della sede del Pd in via Maielli a Caserta.

E , se da un lato , il Pd insiste per il rimpasto di giunta al fine di consentire all’Assessore Franco De Michele di espugnare la stanza del ViceSindaco – e le annesse funzioni – ed a Enzo Battarra di utilizzare , finalmente , i 301 voti riportati alle amministrative del 2016 con l’ingresso in giunta, dall’altro lato il Sindaco Carlo Marino non solo tace , ma addirittura benedice la nuova coalizione dei Moderati Centristi – Centro Democratico, PSI e UdC- guidata dal Consigliere Regionale Giovanni Zannini ed esprime ammirazione e stima per Campania Libera che ha come referente regionale il Consigliere Luigi Bosco.
A cio’ si aggiunge il sostegno che tutti i Consiglieri Comunali del Centro Sinistra hanno fino ad oggi fornito a Carlo Marino , sostegno e supporto di cui il Sindaco sembra tenere conto .
Eppure , sembra che il Pd tenga in scacco il Sindaco ed alimenti venti di guerra per arrivare a governare Palazzo Castropignano in caso di vittoria di Carlo Marino alla presidenza della provincia di Caserta.
La regola della politica, pero’, e’ una ed inconfutabile : al tavolo delle trattative contano “i numeri “, hanno cioe’ valore solo i voti e le preferenze riportate.
Su questo punto il Pd si trova in una posizione di netta minoranza rispetto agli altri gruppi del centro – sinistra che hanno sostenuto Carlo Marino alle amministrative del 2016.
Si deve ricordare che , nel 2016, il Pd ha vinto le elezioni a Caserta con appena l’11% dei voti. Una percentuale esigua rispetto al consenso elettorale riportato dal resto dei gruppi consiliari che attualmente siedono nei banchi di Palazzo Castropignano.
Ma cerchiamo di comprendere lo stato dei fatti all’interno della maggioranza di Palazzo Castropignano.
Il Pd conta 5 Consiglieri Comunali, anzi 4 dal momento che Antonio Ciontoli prosegue nella sua azione di dissenso nei confronti del partito.
Carlo Marino , tuttavia , e’ stato eletto Sindaco con i i voti di Campania Libera – rappresentata da 2 Consiglieri Comunali – , di Centro Democratico – 3 Consiglieri – , del Psi – 1 Consigliere-. E poi vi e’ il gruppo di Obiettivo Comune – 4 Consiglieri -, il gruppo Democratici per Caserta – 3 Consiglieri Comunali – Alternativa Popolare – 1 Consigliere Comunale- , Quarto Polo – 1 Consigliere Comunale -, e perfino 1 Consigliere Comunale indipendente.

E’ evidente che le pretese avanzate dal Pd sono irrilevanti rispetto alla consistenza numerica degli altri gruppi consiliari .
Ed e’ altrettanto evidente che gli alleati reclamino assessorati e deleghe alla luce della consistente composizione numerica in Consiglio e alla luce dei voti riportati, nettamente superiori al Pd,
Ancora : bisogna ricordare che , al momento della elezione del Presidente del Consiglio , il Pd chiese agli alleati la quadra sul nome di Michele De Florio – Consigliere Comunale del Pd – nonostante che questa carica spettasse di diritto al Consigliere Comunale di maggioranza che avesse riportato il maggior numero di voti : nel caso di specie Maddalena Corvino , oggi ViceSindaco e Assessore alle Politiche Sociali.

All’epoca sembra che il Pd rassicurasse gli alleati : in cambio della elezione di Michele De Florio a Presidente del Consiglio il partito ed il relativo gruppo consiliare si impegnavano a lasciare aperte le porte alle istanze degli altri gruppi del centro-sinistra.
A quanto pare , cosi’ non e’ andata : in vista delle elezioni provinciali , il Pd sembra interessato a trasferirsi in blocco a Palazzo Castropignano e a chiudere le porte agli alleati .
Le pressioni al Sindaco sono evidenti : il Pd aspira a conseguire la delega del ViceSindaco ed aspira ad aumentare i suoi uomini , in giunta o in Consiglio.
Ma, se andiamo a ben vedere , al momento il Pd , che continua ad avanzare pretese, e’ fortemente rappresentato all’interno dell’amministrazione comunale : se consideriamo che il Pd ha vinto le elezioni con appena l’11 % dei voti rispetto al notevole contributo fornito al Sindaco dagli alleati , ci rendiamo conto di quanto Carlo Marino sia stato fino ad oggi accondiscendente nei confronti del partito che , va detto, lo ha piu’ volte tradito.
Procediamo con ordine . I 5 Consiglieri Comunali Pd sono rappresentati in giunta da 2 Assessori : Franco De Michele , vero e proprio Plenipotenziario di Palazzo Castropignano , con un numero infinito di deleghe , e Daniela Borrelli.
Per dovere di cronaca , il primo e’ arrivato nelle stanze della giunta senza alcuna candidatura alle elezioni amministrative del 2016 e dopo essersi ripetutamente opposto alla candidatura di Carlo Marino come Sindaco di Caserta. La seconda , pur essendosi candidata nel 2016, non e’ stata eletta.
Ma tant’e’ ! A questo si deve aggiungere la Presidenza del Consiglio che il Pd , a dispetto della sua esigua minoranza in Consiglio Comunale , si e’ accaparrata con Michele De Florio.
Sempre per dovere di cronaca , va detto che negli equilibri consiliari il Presidente del Consiglio equivale a ben 2 Consiglieri Comunali.
Ma non e’ tutto.
E’ notorio che il Sindaco Carlo Marino , durante le amministrative 2016, non avrebbe avuto il voto dei rappresentanti del Pd, i quali avrebbero, invece, optato per Francesco Apperti , all’epoca candidato Sindaco di Speranza per Caserta, ed oggi Consigliere Comunale di opposizione.
Fino ad oggi Carlo Marino e’ stato sostenuto , sia in termini di voti che in termini operativi , dai cosiddetti alleati , ovvero dai Consiglieri Comunali dei gruppi consiliari del centro- sinistra.
Si pensi , ad esempio, alle elezioni per il Presidente nazionale del Pd : a Caserta , Carlo Marino e’ stato l’unico sostenitore della mozione Renzi laddove i suoi stessi consiglieri ed assessori sostenevano la mozione Orlando.
Anche in quella occasione , il Sindaco tiro’ dritto per la sua strada supportato , pero’, dai Consiglieri Comunali del centro- sinistra.
Alla luce di questa situazione, dunque, appare incomprensibile come Carlo Marino sia orientato ad assecondare un partito – il Pd – che piu’ volte ha dicharato di ” non considerarlo” come ” il proprio Sindaco “.
Una situazione difficile anche perche’ vi e’ in gioco l’esito delle elezioni provinciali.
Nel frattempo , pero’, mentre il Pd gioca al rimpiattino e cerca di impossessarsi delle chiavi del Comune di Caserta, gli alleati si compattano.
Il Consigliere Regionale Giovanni Zannini – Centro Democratico – e il Consigliere Regionale Luigi Bosco – Campania Libera – , pur preparando liste diverse per le provinciali 2017 , hanno costituito una vera e propria falange armata in Consiglio COmunale insieme con il Psi – il gruppo Confederato – . E a questa alleanza si va ad unire anche la coalizione dei Moderati che comprende Unione Popolare – Zannini, Psi e Udc.

Una eccellente operazione politica che sancisce definitivamente ed ufficialmente la superiorita’ numerica ed elettorale degli alleati del centro-sinistra.
Resta il fatto , altrettanto inequivocabile, che i capricci del Pd e la sua esigenza , ingiustificata , di dettare legge a Palazzo Castropignano stanno mettendo a seria prova la pazienza e la fedelta’ degli alleati nei confronti di Carlo Marino .
Come dire: se in Politica contano i numeri ed i voti , questi numeri e questi voti potrebbero traghettare alla Provincia di Caserta chi veramente e’ in grado di apprezzarli.
photo by GESUALDO NAPOLETANO