Caserta – “Giochi senza barriere” al Palazzetto dello Sport. La disabilità non divide ma unisce

Tutti i cittadini, soprattutto quei genitori che hanno la fortuna di avere figli che sono in buona salute, debbono partecipare a quest’evento perché anche un piccolo aiuto concorre ad abbattere tutte le barriere.

CASERTA – Le barriere non sono mai utili, rappresentano un limite, un disagio. Questo accade a chi li vive direttamente ma anche per chi è dall’altra parte della barriera, che non conosce cosa si trova dall’altra parte della barriera. “Happy Hand – Giochi senza barriere” e festival dell’inclusione sociale, è un evento ideato da Willy Boselli e dal suo fantastico gruppo di amici dell’Associazione WTKG. Venne organizzato la prima volta a Monte San Pietro, vicino Bologna, nel 2011 e dal 2016 trasferito a San Lazzaro di Savena nel Parco della Resistenza.

È arrivato anche a Caserta dove si svolgerà per il quarto anno consecutivo, nei giorni 19 e 10 ottobre 2019 presso il Palazzetto dello Sport di Caserta in Viale Medaglie d’Oro. In collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali, con le Associazioni che operano con la disabilità e con gli Istituti Scolastici, tutti parte attiva nell’organizzazione di questa manifestazione sportiva, culturale, socio-educativa ove TUTTI possono divertirsi nel provare varie discipline sportive, cimentarsi nel disegno, nella pittura, teatro, danza, cucina, musica, ecc.. Abili e disabili, alti e bassi, giovani e “giovani dentro” insieme con ironia nella festa delle Persone, delle Idee, della Solidarietà.

Quest’anno l’evento è finalizzato ad aiutare Pietro un ragazzone di 17 anni, 1,84 mt. Di altezza, per circa 100 kg di peso. Prima del fatidico giorno, Pietro frequentava il 3° Liceo Scientifico “Diaz” di Caserta dove aveva una media che sfiorava la media del nove. Purtroppo una malattia cardiaca radicata nel DNA del padre Mario, trasmessa involontariamente e della quale nessuno era a conoscenza, lo ha reso tetraplegico, con necessità di aiuti infermieristici e terapeutici 24 h su 24.

Nonostante la grave patologia Pietro comunica con gli occhi, con i sorrisi ed anche con qualche smorfia del viso. Insomma, nonostante tutto, Pietro è vivo, forte ed ha tanto da insegnare ed imparare ancora. Tutti i cittadini, nessuno escluso, soprattutto quei genitori che hanno avuto la fortuna di avere figli che sono in buona salute, debbono partecipare a quest’evento perché anche un piccolo aiuto concorre ad abbattere tutte le barriere.