Caserta, Il centro sociale ancora senza sede

A Caserta  il centro sociale ancora senza sede, questo in breve quanto accaduto: lo storico capannone che ospitava il centro sociale, ubicato nei pressi della Reggia di Caserta, è infatti sotto sequestro dal marzo 2019 per criticità strutturali, i lavori di consolidamento e riqualificazione di competenza della Regione – proprietaria dell’immobile – non partono e così gli attivisti svolgono importanti servizi – dallo sportello per il reddito a quello per i migranti – per strada; da qualche giorno in particolare stanno fornendo i loro servizi con banchetti posti sul marciapiede di viale Beneduce davanti all’Ex Omni, immobile che in passato ha ospitato gli uffici del Rettorato, e che nelle intenzioni del Comune dovrebbe essere affidato proprio al Centro. Un affidamento che tarda però ad arrivare.

In una nota, il Centro Sociale parla di “ambiguità del Comune di Caserta”, e chiede che “il Comune prenda posizione in modo chiaro, rispetti gli impegni presi al Tavolo Istituzionale con la Regione e assegni l’Ex Onmi al Centro Sociale Ex Canapificio”. Gli attivisti ricordano che “la Regione Campania, proprietaria dell’Ex Canapificio, ha stanziato 700mila euro per ristrutturare l’Ex Onmi, in quanto sede del centro sociale. Il Comune di Caserta ha accettato questa proposta, ma gli atti dell’Amministrazione parlano di ‘Casa del Sociale’, non della nostra sede. Il sindaco Carlo Marino ha già realizzato la ‘Casa del Sociale’ nella caserma Sacchi: uno spazio richiesto anche da noi senza aver mai ricevuto risposta. Ebbene, quello spazio è un fallimento. Ad oggi è ancora vuoto e non utilizzato da chi, evidentemente, non aveva questo impellente bisogno di spazi. Leggiamo invece di un accordo con il CSV di Caserta sempre all’interno dell’Ex Onmi. Nel mondo dell’Associazionismo, il Comune sbaglia approccio pensando di giocare a Tetris, incastrando dall’alto gli enti del terzo settore negli spazi. Lasci fare a noi: il Centro Sociale è il cuore pulsante di un ampio tessuto di tanti enti del Terzo Settore, coi quali coi quali costruisce percorsi reali che davvero potranno far vivere in modo condiviso gli spazi dell’Ex Onmi”.