Caserta, il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia non è d’accordo con il Ministro Bussetti

FdI Caserta: "Le parole di Bussetti una superficiale giustificazione alla mancanza di un progetto serio per il Sud. Il Sud Italia ha bisogno di un piano serio e mirato alla crescita di zone a tutt'oggi abbandonate"

CASERTA – Il coordinamento provinciale Fratelli d’Italia di Caserta esprime forte dissenso alle insensate parole del ministro dell’istruzione Marco Bussetti durante la sua visita ad Afragola.

Purtroppo dobbiamo constare che ancora oggi è presente il germe anti meridionalista nei rappresentanti della Lega, ma ciò che maggiormente ci preoccupa e che le stesse siano condivise proprio dai rappresentanti territoriali del partito caro a Matteo Salvini che sicuramente – almeno si spera – conoscono più approfonditamente del ministro Bussetti, le reali condizioni socio-economiche in cui le comunità meridionali sono costrette a vivere.

Forse il ministro non è a conoscenza del fatto che il sud Italia, ancora oggi, soffre un gap infrastrutturale
rispetto al nord. Come spiega che, mentre il governo di cui fa parte discute (incomprensibilmente) sull’opportunità della Tav Torino-Lione, qui al sud ci vogliono circa 5 ore di treno per collegare la Campania all’Abruzzo e Napoli a Reggio Calabria? O che stiamo ancora in attesa del collegamento Tav Napoli-Bari i cui lavori sono stati da poco appaltati? Come può sollevarsi un territorio se non gli vengono concesse le opportunità per poterlo fare?

Sentir parlare di sacrifici, lavoro ed impegno ad un popolo che è stato costretto a subire il fenomeno dell’immigrazione perdendo i suoi migliori cervelli, le sue maggiori risorse proprio a vantaggio delle grandi aziende del Nord Italia o di altri paesi, appare come una superficiale giustificazione alla mancanza di un progetto serio per il Sud.

Fratelli d’Italia ritiene, invece, che il sud Italia debba essere messo al primo posto di un programma di rilancio nazionale, anche alla luce degli ultimi dati economici che ci danno in una fase di recessione.

Solo attraverso un piano di investimenti serio e mirato alla crescita di zone a tutt’oggi abbandonate, riusciremmo ad incanalare la nostra economia nazionale verso una maggiore produttività, abbandonando le sirene del reddito di cittadinanza che alcun miglioramento saprà portare all’economia italiana ed i cui risultati negativi si paleseranno nell’immediatezza, semprechè tale misura effettivamente veda la luce, soprattutto dopo la campagna elettorale delle europee.