di GESUALDO NAPOLETANO
CASERTA – Ancora una “brutta tegola” per la città di Caserta. Come se non bastasse, alle tante problematiche presenti in città, va ad aggiungersi quella riguardante l’Archivio di Stato di Caserta: un vero e proprio giallo sul suo trasferimento nell’ex Caserma Pollio.
Da circa un anno sono partiti i lavori di trasferimento dell’archivio di Stato nei locali della Reggia (con precisione nell’ex Caserma Pollio). Si sta procedendo dunque con attenzione affinché il trasferimento dei volumi, dei documenti e degli atti possa avvenire nel migliore dei modi.
Ad oggi è stata però trasferita solo una quantità esigua di volumi rispetto a quanto è realmente rimasto nella vecchia sede. Con precisione sono stati trasferiti solo 1,2km su 15,5km di volumi. Il che significa ad esempio che i documenti notarili del ‘500, del ‘600, del ‘700 non sono consultabili, e dunque che la ricerca degli studiosi, i quali hanno spesso bisogno del materiale dell’archivio di Stato, sta vivendo letteralmente una fase di stallo.
Dopo un anno dall’apertura dei cantieri si è provveduto a trasferire nella nuova sede gli uffici amministrativi dell’archivio di Stato senza però mai preoccuparsi al trasferimento di tutti i volumi. Tant’è vero che attualmente si è riusciti a trasferire nella nuova sede solo la documentazione più recente (ad esempio: nati, morti, matrimoni etc…).
Il risultato? Oggi l’archivio di Stato si ritrova in uno stato tale da non poter accontentare l’utenza nelle legittime richieste che lo studioso fa per consultare i documenti dell’archivio. Ma quali i motivi di questo ritardo?
A quanto pare questo trasferimento del materiale d’archivio nell’ex Caserma Pollio in quest’ultimo periodo ha subito un vero e proprio rallentamento, in quanto i locali della nuova sede non sono adatti per contenere i volumi che dovrebbero arrivare. Mancano scaffali sufficienti su cui apporre i volumi, non ci sono gli ambienti idonei per quello che concerne l’umidità, la capienza, lo spazio. Addirittura pare che i tanti libri e documenti che dovranno essere appunto trasportati in questi nuovi locali possano eccessivamente gravare sulle pavimentazioni e di conseguenza sulla staticità e sulla sicurezza della stessa struttura. Non è da escludere a questo punto che il trasferimento completo possa avvenire anche tra più di due anni.
Come è possibile vedere i pochi volumi già trasferiti nella nuova sede sono oltretutto conservati in malo modo. Dalla foto si evince una serie di volumi disposti su quello che un tempo era il bancone del bar presente nell’ex Caserma Pollio. 
Intanto bisogna dire che i volumi non ancora trasferiti nella nuova sede giacciono attualmente nella vecchia sede in via Bersaglieri, accatastati e ricoperti di muffa dal momento che i locali della vecchia sede versano ora in uno stato di profondo abbandono e l’acqua piovana (e non solo) penetra e sgocciola sui volumi.
Insomma una fase davvero delicata questa dell’archivio di Stato che mette in luce purtroppo ancora una volta le diverse difficoltà che ci sono nella città di Caserta e che ci hanno posizionato, nella recente classifica del Sole24Ore, all’ultimo posto tra le provincie d’Italia.
Da quel poco che trapela, solo adesso degli architetti stanno mettendo mano a dei progetti per determinare uno stato di allocazione tale da poter contenere tutto il materiale d’archivio.
A denunciare fortemente questa triste condizione dell’archivio di Stato di Caserta, è stata l’arrabbiatissima studiosa maddalonese di Storia dell’arte prof.ssa Dora Barletta che una volta dentro l’archivio di Stato ha potuto costatare l’assenza degli atti notarili del ‘600 che doveva consultare per la sua ultima pubblicazione “La Concezione – il silenzio dell’oro”.
““Non ho potuto consultare atti notarili di notai maddalonesi di fine Seicento, su cui in precedenza avevo studiato, – ha dichiarato fortemente la prof.ssa Dora Barletta – per riscontri essenziali finalizzati alla completezza della mia pubblicazione. Per me è stato invalidante”.
La prof.ssa Barletta, docente di materie letterarie al Liceo Classico Giannone di Caserta, sta portando avanti grazie al fondamentale contributo della preside del Giannone dott.ssa Campanile e della prof.ssa Vozza (Responsabile alternanza scuola-lavoro del Liceo Giannone) un progetto di archeologia e di archivistica proprio con gli studenti del Liceo Classico Giannone.
“Nello spulciare tra i documenti relativi ai militari – ha detto la prof.ssa Dora Barletta dopo essersi recata con la classe di alternanza scuola lavoro nell’archivio di Stato di Caserta – ho scovato un documento riguardante mio nonno paterno. Tutta una pagina che riguarda il servizio che lui ha prestato presso appunto i locali della Reggia di Caserta. Questo per dire che l’archivio sembra un ambiente indipendente, polveroso, dimenticato, che non ha una presenza di radicalità importante con il nostro presente, ma in realtà partendo dall’antico documento si riesce a capire e a costruire il presente, e sopratutto a proteggere quello che noi siamo stati”.