CASERTA. ” IL NUOVO “DELLA LEGA E LA VACATIO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

di GIOVANNA PAOLINO

Caserta. Piu’ passa il  tempo e piu’ sembra che la Politica casertana  sia decontestualizzata da quella nazionale.

Al di la’ delle fazioni ideologiche ,  sempre che le beghe cittadine alla Peppone e Don Camillo possano essere considerate tali, la citta’ di Caserta  appare sempre piu’ distante da quanto accade  a Roma e dai risultati del 4 Marzo 2018 che hanno sancito la vittoria del Movimento 5 Stelle e della Lega.

Ma procediamo con ordine.

Il Movimento 5 Stelle a Caserta e’ completamente inesistente :  si parla di una guerra fra i vari  Meet up  che, oltre ad averne paralizzato l’azione operativa sul territorio,  ne avrebbe minato la credibilita’.  In  ogni caso, il capoluogo di provincia, che pure ha contribuito in modo significativo alla vittoria pentastellata,  non ha alcuna espressione civica o politica del Movimento rappresentato in Parlamento , per la circoscrizione di Caserta, dall’Onorevole Antonio Del Monaco , Maddalonese doc.

Una carenza, questa,  molto grave per la citta’ di Caserta, che sembra destinata a subire le decisioni calate dall’alto, o , meglio, dal governo centrale. Ad esempio: si sa che il prossimo 1 ottobre il Direttore della Reggia di Caserta, Dott. Mauro Felicori,  uomo che, in questi anni,  ha rappresentato in citta’ il Pd , lascera’ il suo incarico per andare in pensione. Secondo indiscrezioni, a guidare il Monumento Vanvitelliano, sede Unesco, dovrebbe essere un Dirigente legato al Movimento 5 Stelle ed espressione della politica di Luigi Di Maio.

In un simile contesto, e’ sconcertante la vacatio del   popolo grillino casertano ,  nella stessa misura in cui il Pd , negli anni di Felicori,  ha assunto un atteggiamento di servile ossequio nei confronti del valente Direttore. Ma si sa, in ogni caso, gli eccessi  rappresentano un dato negativo e il Movimento 5 Stelle a Caserta non riesce a configurarsi come una valida realta’ politica.

E mentre i Pentastellati Casertani tacciono,  in citta’ vi e’ grande fermento per il nascituro coordinamento cittadino della Lega.

Il Movimento di Salvini sembra essere  destinato a  convogliare e a veicolare la destra casertana , che , come quella italiana, non ha piu’ una precisa identita’.  La destra casertana paga l’assenza dei vari ” duces “,  come Cosentino, che , a prescindere da ogni cosa, le hanno conferito struttura  organizzativa e consensi elettorali  fondati nel corso degli anni passati.

Ma anche le vicende della Lega di  casa nostra , rappresentata a livello provinciale dal Coordinatore Mastroianni, vicino a Paolo Romano, gia’ Presidente del Consiglio Regionale nella giunta Caldoro,  e forse eminenza grigia di questo nuovo corso politico del centro destra in Terra di Lavoro, ed a livello cittadino dal Coordinatore Finizio Di Tommaso, gia’ esponente di Fratelli d’Italia e poi alter ego del dimissionario Enrico Trapassi, lasciano alquanto perplessi.

La Lega di Salvini sta facendo salire sul proprio treno tutti  quelli dell’ancient regime: ad un uomo intelligente come Salvini non puo’ non sfuggire che , per sfondare in Terra di Lavoro, servono i voti , piu’ che la credibilita’ dei candidati.

Ed ecco che alla corte di Matteo sembra che  siano disposti ad entrare Gianpiero Zinzi, Consigliere Regionale, ma anche Emilio Caterino, gia’ Assessore alle Attivita’ Produttive  della giunta comunale Del Gaudio, oltre che bande sfrangiate di Forza Italia e di Fratelli d’Italia  camuffati di civismo. Si parla anche di  ” insospettabili “Consiglieri Comunali di Caserta, sia della maggioranza che della opposizione. Senza dimenticare Paolo Romano che potrebbe aspirare come tutti gli altri alle imminenti elezioni europee e regionali.

Insomma, ce ne e’ per tutti i gusti.

Anche in tal  caso, a dare forza a questi esponenti politici non e’ la loro validita’, reale o presunta, ma la forza del partito centrale .

Come dire: e’ il marchio della Lega che aggrega , non certamente la capacita’ valoriale, ed eterogenea, degli aspiranti leghisti di casa nostra, molti dei quali  ” trombati ” dalle urne o in cerca di una ricollocazione politica.

A questo punto, serve capire se , in queste condizioni, i dati del 4 marzo 2018 rappresentano per la citta’ di Caserta la vera, inequivocabile espressione della Sovranita’ Popolare , anche se alla luce di una legge elettorale iniqua.

E ,se la Costituzione ha ancora un valore ,  le recenti vicende casertane dei Pentastellati e dei Leghisti sembrano cancellarlo : il pluralismo o la liberta’ di associazione  sono sostituiti dal  niente di fatto.

La domanda che sorge dinanzi ” al nuovo che avanza ” e’ semplice : Caserta  perennemente citta’ sonnolenta o  perennemente citta’ suddita ?