CASERTA – Il “Piano Terra dei Fuochi” non piace al Presidente Magliocca e Legambiente

di Alessandro Fedele

CASERTA – L’ultimo Presidente del Consiglio dei Ministri a venire in visita a Caserta è stato Matteo Renzi nell’ormai lontano 2015, oggi, invece, a distanza di ben tre anni, sono arrivati addirittura tre Ministri: il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Il Vertice di Governo che si è svolto nella sede della Prefettura casertana ha affrontato la tematica della Terra dei Fuochi presentando un “Piano d’azione per il contrasto dei roghi di rifiuti”. Questo progetto, però, pare non star bene al Presidente della Provincia di Caserta Giorgio Magliocca, il quale ha risposto al governo affermando: “Non abbiamo bisogno di spot elettorali”.

Secondo Magliocca si è trattato di un “progetto scenografico“, privo di vero spirito di iniziativa. “Credo che l’iniziativa di questo pomeriggio conservi una sua validità esclusivamente scenografica – ha dichiarato il Presidente della Provincia – per la rappresentazione, a volte con punte di sorprendente improvvisazione, di un impegno tutto a parole ma che nei fatti non aggiunge nulla di nuovo di quanto già previsto”.

La Terra dei Fuochi, da anni sotto il controllo della mano della camorra, necessita di interventi radicali e proprio Magliocca ha ribadito che “questo rivoluzionario protocollo d’intesa sulla Terra dei Fuochi è la classica montagna che partorisce un topolino“. “Più che protocollo – ha continuato il Presidente – mi sembra che siamo arrivati alla passerella della terra dei fuochi. Non abbiamo bisogno di interventi emergenziali. Spot elettorali. Abbiamo bisogno – ha concluso Magliocca – di fondi per migliorare la percentuale della raccolta differenziata e poteri chiari da affidare ad enti ben individuati, non certamente a carrozzoni vari, per chiudere il ciclo integrato dei rifiuti con impianti all’avanguardia”.

Anche i vertici di Legambiente hanno commentato duramente il nuovo “Piano d’azione”. “Ancora non ci siamo – dicono – In nome del popolo inquinato, chiediamo che nella terra dei fuochi venga fatta davvero ecogiustizia e che vengano adottate soluzioni serie e concrete, a partire da maggiori controlli su tutto il territorio e non solo nelle aree degli impianti, per contrastare il fenomeno degli incendi di rifiuti produttivi all’aria aperta che, nella provincia di Napoli e Caserta, provocano danni all’ambiente e alla salute dei cittadini”.

In Prefettura il Vertice di Governo aveva affermato che sarà istituita una cabina di regia a Palazzo Chigi per coordinare gli interventi delle Amministrazioni locali, monitorando, grazie agli appositi “piani di controllo”, il territorio insieme a reparti interforze composti da organismi di polizia ed esercito. Secondo Legambiente, invece, “le azioni previste dal protocollo firmato oggi a Caserta, come ad esempio la militarizzazione dei siti di stoccaggio o l’utilizzo dei droni, non sono sufficienti“. “Si tratta di misure non nuove – affermano Stefano Ciafani e Maria Teresa, presidenti di Legambiente Italia e Legambiente Campania – già adottate in precedenza come nel caso del presidio militare al centro di roventi polemiche. Occorre in primis intensificare le attività di intelligence e di controllo in tutta la Terra dei fuochi anche per fermare questa escalation di roghi sospetti negli impianti e pensare al risanamento ambientale di questo territorio”. 

Come riportato anche da Rai News, i punti chiave del piano prevedono una sorta di cabina di regia istituita a Palazzo Chigi per coordinare gli interventi delle varie amministrazioni e verranno studiati appositi ‘piani di controllo’ del territorio che potranno essere attuati utilizzando delle task force composte da appartenenti alle forze di polizia, Esercito e polizia locale. “Noi vogliamo che la Campania sia il primo laboratorio di tutela ambientale del Paese. Sappiamo che il Paese ha un problema grosso, ma sappiamo che la Campania ha dato troppo in questi anni. È qua che vogliamo andare a sperimentare in termini concreti”, ha aggiunto il ministro dell’ambiente Costa.