CASERTA. Il Presepe della Reggia vanvitelliana è un incredibile successo

CASERTA – Per celebrare le festività natalizie, dopo quella di venerdì 21 u.s., venerdì 28 dicembre 2018 e 4 gennaio 2019 dalle ore 17.00, sarà possibile ammirare il Presepe Reale recentemente restaurato con una visita guidata a cura di Vincenzo Mazzarella, responsabile della Valorizzazione e dei Servizi educativi della Reggia di Caserta. La visita rientra nel costo del biglietto d’ingresso agli Appartamenti storici (3 euro a partire dalle ore 17.00). La prenotazione alla visita è facoltativa.

Per prenotarsi contattare il numero: 0823 277406. Grande è la tradizione presepiale a Napoli alimentata dai sovrani borbonici, a cominciare da Carlo di Borbone (1716-1788) fino a Francesco I (1777-1830), cui si attribuisce una vera e propria passione per le figurine presepiali. Nell’Archivio Storico del Palazzo è documentato come in occasione del Natale venisse allestito un grande presepe nella Reggia, cui concorrevano non solo gli artisti e gli artigiani di corte, ma gli stessi sovrani: le vestiture dei pastori costituiscano, oggi, un documento prezioso per la storia del costume dell’epoca. Tutte le figurine erano collocate sul cosiddetto “scoglio”, struttura di base in sughero, di cui venivano eseguiti dei veri e propri progetti. Teste, mani e piedi delle figurine erano realizzati in terracotta, mentre l’anima era in stoppa e fil di ferro.

Le tempere dipinte da Salvatore Fergola (1799 -1874) – oggi esposte nella sala che ospita il presepe – raffigurano lo “scoglio” progettato dal Cobianchi nel 1844 a cui si ispira l’attuale presepe casertano allestito nel 1988. Tra le numerose figure che popolano il presepe della Reggia di Caserta, spiccano i cosiddetti “caratteri”, personaggi che ritraevano un’umanità povera, nei cui tratti fisionomici si riproducevano impietosamente le imperfezioni fisiche: lo storpio, il cieco, il gobbo, e così via. Particolare attenzione è rivolta ai costumi folkloristici femminili delle varie Province del Regno, completati da preziosi monili in oro, argento, corallo, turchese e pietre dure. I costumi d’epoca sono realizzati con la stessa cura e la stessa perizia impiegata dai grandi sarti per confezionare gli abiti della nobiltà e della borghesia: essi sono realizzati con stoffe preziose, ricamate in oro e argento, tra cui i famosi tessuti della Real Fabbrica di San Leucio, antica colonia serica fondata da Ferdinando IV di Borbone. Molto ricca è anche la categoria degli animali esotici come cammelli, dromedari, elefanti e leoni, inseriti nel corteo dei Magi e condotti al guinzaglio da orientali georgiani. Numerosi sono anche cavalli, giumente ed asini, adibiti al trasporto di doni e vettovaglie, tutti di pregevole fattura.

Il primo presepe fu realizzato in realtà a Greccio nel 1223, grazie a San Francesco D’Assisi. L’opera vedeva al proprio centro una mangiatoia vuota con il bue e l’asinello. Pian piano l’usanza si diffuse all’interno delle chiese. Essa ebbe un gran seguito nel Quattrocento, per poi radicarsi nel Regno di Napoli a partire dal XVI secolo. Durante quel periodo si passò dalle figure scolpite e statiche, a quelle realizzate con il fil di ferro e la stoppa con l’applicazione della testa e delle giunture scolpite, in modo da creare le articolazioni. Questa tecnica permetteva di rifinire successivamente le figure, rendendole così estremamente variegate. A corte l’usanza era quella di modellare in terracotta le figure più importanti, realizzando poi le altre con la citata tecnica della stoppa e del fil di ferro. Le statuine venivano collocate su quello che veniva definito scoglio, realizzato in sughero.

I personaggi che animavano il presepe venivano realizzati da veri e propri artisti. Tra i più importanti ricordiamo Matteo e Felice Bottiglieri, Domenico Antonio Vaccaro, Nicola Somma, Francesco Celebrano, Giuseppe Cappiello e Giuseppe Sammartino. Gli accessori non erano meno preziosi: essi venivano realizzati da orafi, maestri argentieri, artigiani vietresi, costruttori di strumenti musicali etc., in base al genere di suppellettile necessario. Ma la realizzazione del presepe non era appannaggio esclusivo di artisti e artigiani. L’usanza era infatti diventata un vero e proprio divertimento di corte, che vedeva quindi la partecipazione anche di borghesi e aristocratici. Dame e principesse si dilettavano nel confezionare bellissimi abiti con sete di San Leucio e gioielli in filigrana o coralli, mentre gli uomini si divertivano a riprodurre tutte le figure principali del regno: dal soldato al pastore. Al centro della scena c’era ovviamente la Natività, ma essa era circondata da scene secondarie tratte dalla vita quotidiana popolare.