Caserta. Interrogato Pasquale Corvino: “Mai pagato per essere votato”

Interrogato dal Giudice Piccirillo, Pasquale Corvino sottolinea il fatto di aver versato i tremila euro solo ed esclusivamente per l'affissione dei manifesti elettorali

CASERTA – Giornata di interrogatori quella di ieri, giovedì 7 Febbraio. La dott.ssa. Piccirillo, Giudice che sta seguendo il caso affissioni manifesti elettorali e presunta compra vendita di voti risalenti alle elezioni regionali 2015, ha ascoltato la versione di alcuni degli indagati.

Fra questi c’era Pasquale Corvino. Per onore di cronaca, è giusto ricordare, che lo stesso si trova da martedì 5 Febbraio, giorno in cui è scattato il blitz dei Carabinieri, agli arresti domiciliari senza aver avuto, fino ad ieri, la possibilità di raccontare la sua versione dei fatti.

Alla dott.ssa Piccirillo, Pasquale Corvino ha parlato in primis del suo ricco curriculum politico, mettendo in risalto il fatto che da oltre venti anni risulta fra le persone elette al consiglio comunale di Caserta e che per ben tre volte è risultato eletto alla Provincia di Caserta, una delle quali con innumerevoli incarichi politici.

Sulla questione dei tremila euro che, secondo l’accusa, Pasquale Corvino avrebbe versato ad alcuni esponenti del Clan Belforte per acquistare consensi elettorali, lo stesso si è dichiarato estraneo.

I tremila euro, secondo la dichiarazione di Pasquale Corvino, sono stati versati solo ed esclusivamente per l’affissione dei manifesti elettorali ad una società che a quei tempi era l’unica ad effettuare tale servizio.

È doveroso ricordare che i tremila euro furono versate da Pasquale Corvino nel 2015, anno in cui lo stesso era candidato alle elezioni regionali con Il nuovo centro destra e risultò alla fine fra i non eletti.

Pasquale Corvino ha concluso la sua deposizione al Giudice, dichiarandosi estraneo a qualsiasi altra cosa e di essersi comportato sempre con onestà e buona fede.