Caserta, piazza Dante, 12 settembre, mezzanotte circa. Le torme di “pinguini” – sì, con questo epiteto gli abitanti della zona hanno appellato gli adolescenti casertani che si accalcano tra piazza Dante, via Mazzini e le attigue via Ferrante e via Majelli – ogni sabato sera accalcano le strade del centro fino a notte fonda.
I residenti spazientiti (ed è un eufemismo!) affermano: “Ciò che vediamo qui in piazza, per le strade più frequentate della città e nei locali non può essere taciuto né avallato. Le più semplici regole di cautela, quali il divieto di assembramento, l’obbligo del distanziamento e l’uso della mascherina non sono rispettate”.
Altri aggiungono: “Rientrare a casa è un’odissea! I ragazzi stazionano come un gregge di pecore e il parcheggio selvaggio di microcar e motorini su tutta la piazza, impediscono la circolazione”.
Altri ancora: “Guai a chiedere passo, magari usando il clacson, si rischia la lite. Per non parlare, poi, del continuo sciamare contromano in via Cesare Battisti di questi irresponsabili centauri, sempre in due sui motorini e quasi sempre senza casco”.
Le lagnanze dei cittadini meritano alcune riflessioni.
La prima. Il rispetto delle regole, può salvare vite umane, può evitare una nuova paralisi della città, può impedire la recrudescenza della pandemia. Irridere queste semplici regole ci induce a pensare a una mancanza di responsabilità e di solidarietà sociale.
La seconda. Appare, anche se i recentissimi dati sui contagiati sembrano smentirlo, che tra i giovani difficilmente l’infezione da covid-19 può portare a gravi conseguenze di salute. Questo, però, non significa che il contagio non abbia risvolti negativi, il virus, infatti, può essere trasmesso alle persone più fragili: parenti anziani, amici immunodepressi, conoscenti affetti da patologie respiratorie, oncologiche, metaboliche.
La terza. L’arrivo dell’inverno renderà difficile il distanziamento sociale e non possiamo permetterci di non far aprire le scuole o di vederle presto richiuse per leggerezza e irresponsabilità.
L’ultima. La domanda più frequente che si pongono i concittadini che subiscono il caos della “febbre del sabato sera” è: “dove sono i Vigili Urbani?”. A siffatta domanda non abbiamo risposta! Ci auguriamo di averla, a breve, attraverso gli organi preposti, in mancanza direttamente dal Sindaco, a cui compete vigilare sull’espletamento del servizio di polizia municipale e impartire le direttive a tal fine necessarie