NUNZIO DE PINTO
La Presidente ASI Caserta Raffaele Pignetti interviene su ZES (Zone Economiche Speciali) e imprenditoria giovanile
CASERTA – Lunedì scorso 22 gennaio 2018, con inizio alle ore 11.00, presso il Padiglione della Piscina della Mostra d’Oltremare a Fuorigrotta-Napoli, si è tenuto il Convegno dal titolo: “La dieta Mediterranea – Accordi per lo sviluppo di percorsi di educazione alla ricerca in alternanza scuola lavoro e divulgazione scientifica sulla dieta mediterranea, organizzato dall’Accademia Enogastronomica Medeaterranea, in collaborazione con il MIUR. Insieme ai numerosi professori e ricercatori che hanno partecipato al Convegno, ha partecipato anche la Presidente dell’ASI Caserta Raffaela Pignetti che ha tenuto una dettagliata relazione sul tema: “Zone Economiche Speciali (ZES). Un elemento di forte impulso allo sviluppo della imprenditorialità giovanile del territori”. Ma cosa sono le ZES? Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono aree geografiche circoscritte nell’ambito delle quali l’Autorità governativa: 1) applica una legislazione economica differente rispetto a quella applicata nel resto del Paese; 2) offre incentivi a beneficio delle aziende, attraverso strumenti di agevolazioni fiscali/finanziarie e semplificazioni amministrative. L’Ocse ha identificato quattro diversi tipi di zone economiche speciali: ci sono le “zone di libero scambio” (free trade zone), presso i porti e gli aeroporti, che offrono esenzioni parziali o totali sui dazi all’import o all’export di quei beni che vengono riesportati; ci sono le “export processing zone”, che agevolano sì la riesportazione dei beni, ma solo di quelli che, venendo lavorati in loco, assumono un significativo valore aggiunto; ci sono le “zone economiche speciali vere e proprie” (ZES), che offrono appunto un pacchetto variegato di incentivi, agevolazioni e semplificazioni amministrative alle imprese che stabiliscono lì la propria sede; ci sono le “zone speciali industriali”, che limitano le agevolazioni a un settore specifico (spesso si tratta del tessile, oppure dell’Ict) per il quale costruiscono anche infrastrutture ad hoc. Il decreto legge n. 91 del 2017, c.d. “Decreto Sud”, ha sancito la nascita delle prime zone economiche speciali italiane; è necessario però porre in rilievo che ad oggi, si è ancora in attesa del decreto attuativo del Governo (spesso il punto dolente di leggi e provvedimenti pure importanti, ma costretti al palo da ritardi e burocrazia) la cui pubblicazione era stata prevista per lo scorso 12 ottobre. Ebbene, il D.L. n. 91 del 2017 reca un insieme di disposizioni volte nel complesso a dare impulso alla crescita del Mezzogiorno, sia destinandovi risorse, sia incentivando l’utilizzo di strumenti imprenditoriali già esistenti, anche con riguardo all’innovazione. Le Sez nasceranno quindi al Sud: le regioni ammesse sono Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Più nel dettaglio, il decreto ha introdotto due fattispecie speciali: a) il “Resto al Sud” dedicata all’imprenditoria giovanile; b) la “Zes”, dedicate ad imprese già insediate o che si insedieranno, che saranno destinatarie di importanti benefici fiscali e semplificazioni amministrative.