CASERTA. LA PRO LOCO CONTINUA NELLE SCUOLE IL PROGETTO ” IL PRESEPE E GLI ANIMALI” PER FAR CONOSCERE AGLI ALUNNI VALORI E SIGNIFICATI DEL NATALE

Di ANTONIO DE FALCO

CASERTA.La Pro loco di Caserta sta promuovendo per gli studenti delle scuole casertane un evento singolare per il Natale; “Il Presepe e gli animali” è il suo titolo, che intende approfondire in una nuova visione prospettica il simbolo chiave della cristianità.

Il progetto, ideato dal suo Presidente Carlo Roberto Sciascia ed organizzato dalla socia Ottavia Patrizia Santo, offre agli studenti di molte scuole di Caserta un percorso conoscitivo, che li porterà ad esaminare significati e simboli degli animali che fanno da cornice alla capanna della natività. In questi incontri essi saranno stimolati a riscoprire quei valori cristiani ed i contenuti del Natale, che paiono quasi svaniti nel vortice della vita attuale, tutta dedita all’arrivismo socio politico economico ed al consumismo sfrenato.

Dopo aver preso il via presso l’I.S.I.S.S. “Enrico Mattei” di Caserta con l’intervento del suo Dirigente Scolastico dott. prof. Roberto Papa, e presso l’Istituto Tecnico Industriale “Francesco Giordani” con l’intervento del prof. Ennio Ranucci per la Dirigente scolastica prof. Antonietta Serpico, la manifestazione proseguirà venerdì 16 dicembre, alle ore 10:00 presso I.S “G.Ferraris” di Caserta con il laboratorio di cake design.

Rivolgeranno i saluti di rito la Dirigente scolastica prof. Antonietta Tarantino e dell’Assessore alla Cultura di Caserta prof. Daniela Borrelli, a cui seguirà la presentazione del progetto da parte dell’ing. Carlo Roberto Sciascia; suo è l’incarico di parlare del presepe e degli animali che immancabilmente formano una indispensabile cornice all’insieme; all’artista Paola Paesano, invece, è conferito il compito di mostrare praticamente la realizzazione completa di essi. A moderare gli interventi sarà la giornalista Serena Li Calzi.

Come si evince dal titolo, l’attenzione sarà rivolta principalmente agli animali del presepe ed al simbolismo ad essi legato; all’uopo si impegnerà la presiepista Paola Paesano, medico veterinario dirigente presso la ASL di Caserta, che organizzerà un interessante work shop mostrando come si possono essere realizzati. Singolare sarà in confronto previsto con quelli ottenuti dagli studenti dell’Istituto Alberghiero di Caserta, costituiti da cristalli di zucchero. Ad allietare il tutto penserà il Direttore della fisorchestra liberina M° Pasquale De Marco con la sua fisarmonica.
In questi incontri l’attenzione sarà rivolta agli animali del presepe ed al simbolismo ad essi legato oltre che alle loro peculiarità; in tal modo tutti riscoperta quegli antichi valori cristiani che parlano di pace, di perdono e di riconciliazione in un periodo storico in cui prevale l’arrivismo socio politico economico ed il consumismo più spietato. Inoltre, le ininterrotte< invasioni> di uomini, provenienti da paesi martoriati da guerre e carestia, spingono ancora di più ad affermare questi valori, che sono alla base della nostra civiltà e che non vanno certamente persi. Il progetto con i suoi works shops si chiuderanno nel mese di gennaio del 2017 con altri incontri in scuole del casertano che si stanno prenotando.

È a San Francesco d’Assisi, che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione della Natività (dopo aver ottenuto l’autorizzazione da papa Onorio III), che si fa risalire il presepe, primo di una lunga tradizione che arriva fino ai giorni d’oggi. Greccio fu scelta da Francesco quando, tornato nel 1220 dalla Palestina dove era rimasto colpito dalla visita a Betlemme, volle rievocare la scena della Natività in un luogo, che trovava tanto simile alla città natale di Gesù.
Il presepe tradizionale si presenta come una complessa composizione plastica della Natività di Gesù Cristo, in cui vi sono tutti i personaggi e i luoghi storici di quei tempi. Le figure basilari del presepe sono: la grotta o la capanna, la mangiatoia, ove sono posti i due sposi Giuseppe e Maria e, a partire dalla mezzanotte tra il 24 ed il 25 dicembre, Gesù bambino, poi il bue, l’asinello e gli angeli del Gloria in excelsis Deo con pastori, pecorelle ed agnelli; infine, a partire dall’epifania, i Re Magi con i loro doni. Come sfondo è raffigurato il cielo stellato sopra uno scenario paesaggistico. Spesso, infine, si aggiungono artigiani intenti al loro lavoro, scene di vita quotidiana e, nel presepe tipicamente napoletano, personaggi assurti alla notorietà.

Il presepe è una rappresentazione ricca di simboli, dei quali alcuni provengono direttamente dal racconto evangelico, essendo riconducibili al racconto di Luca: la mangiatoia, l’adorazione dei pastori e la presenza di angeli nel cielo. Altri elementi appartengono ad una iconografia propria dell’arte sacra, quale il manto di Maria di colore azzurro (simboleggiante il cielo), il manto dai toni dimessi di San Giuseppe (a rappresentare l’umiltà).
I re Magi sono tre, come i doni da loro offerti indicati da un decreto papale di Leone I Magno, in quanto il loro numero oscillava fra due e dodici). I tre sacerdoti persiani (Melkon, Gaspar e Balthsar) simboleggiano i tre continenti allora conosciuti: il persiano recante in dono oro (potenza), l’arabo meridionale recante l’incenso (spiritualità) e l’etiope recante la mirra (salute).

Molto nota nel mondo è la via San Gregorio Armeno, strada del centro storico di Napoli celebre per le botteghe artigiane di presepi, dove a fianco dei personaggi e i luoghi storici di quei tempi, sono in bella vista nel presepe tipicamente napoletano, personaggi contemporanei, assurti alla notorietà. (CRS)