di GESUALDO NAPOLETANO
CASERTA – La quattro giorni di ‘Panorama Italia’ a Caserta, ricca di eventi emozionanti, è stata una bella occasione di rilancio del turismo e soprattutto della cultura nel nostro territorio, dal momento che il tour del magazine Mondadori alla scoperta del meglio dell’Italia, ha portato a Caserta personalità dall’importante profilo artistico-culturale.
Su tutti, è stato senza dubbio un successone, l’arrivo in ‘Terra di Lavoro’ del critico d’arte, opinionista, scrittore, docente e politico italiano Vittorio Sgarbi, presentatosi alla numerosissima platea di pubblico nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta, intorno alle ore 21.30 di venerdì 10 novembre.
Ad accoglierlo calorosamente sono stati moltissimi cittadini casertani che non hanno esitato a scambiare qualche parolina oppure a farsi qualche selfie con il critico d’arte ferrarese.
Presente all’evento anche l’archeologa maddalonese, prof.ssa Dora Barletta, autrice della trilogia di pubblicazioni riguardante tre chiese dell’antica Calatia (Sant’Agnello maddalonese, Santa Maria del Carmelo e la Congrega Laica della Concezione), un percorso altamente qualificato nella storia dell’arte locale che la prof.ssa Barletta ha voluto regalare ai casertani.
Un incontro emozionante il suo con il buon Sgarbi. Dopo essersi vicendevolmente salutati, l’archeologa maddalonese ha avuto l’onore di consegnargli le sue pubblicazioni, e il critico d’arte ferrarese pare abbia manifestato la volontà di recarsi proprio nei luoghi descritti dalla scrittrice, dimostrando ancora una volta la sua profonda passione dinanzi alle bellezze artistiche di un territorio.
Un Vittorio Sgarbi che, a proposito del territorio casertano, sta sviluppando tutta una tematica sulle bellezze nascoste.
“E’ una persona eccezionale – ha detto l’archeologa Dora Barletta dopo l’incontro – L’ho umilmente invitato a contemplare nel panorama delle bellezze di Terra di Lavoro. Oltre alla Reggia di Caserta, al Real Sito di San Leucio, al borgo medioevale di Casertavecchia, ai ponti della valle con il settecentesco Acquedotto Carolino, all’abbazia Benedettina in quel di Sant’Angelo in Formis, anche alla splendida Maddaloni, così vicina eppure ad oggi così lontana dai circuiti turistico-culturali promossi”.