CASERTA. “Sto con gli #alberi e con la #radice profonda di #Caserta .” Con queste parole ,il Consigliere Comunale Antonio Ciontoli inizia ad esporre la sua opinione sulla decisione presa dall’ Amministrazione Comunale di abbatere ben 160 alberi nel centro di Caserta.
“Che ci fosse necessità – continua Ciontoli-di mettere mano, con serietà e professionalità, alla gestione del verde in città, è un dato di fatto che, personalmente, ho, più volte, sollecitato.
Che si dovesse procedere, alla luce del patrimonio arboreo esistente sul territorio, ad un censimento dello stesso, ad una verifica delle consistenze e della staticità, è cosa, altrettanto, vera.
Che si fosse, poi, deciso di “recidere” il problema a monte, eliminando radici, fusti e chiome, rendendo brullo e desolato il territorio cittadino, questa è altra considerazione che mi trova, sinceramente, ancora una volta, in totale disaccordo, con chi la ha assunta.
Non credo il Ministero della Salute abbia deciso, per noi tutti, che abbiamo la peggiore performance in termini di aspettativa di vita, un abbattimento generale e di massa.
La prevenzione su una problematica, seria, come quella in questione, la si fa manutenendo e curando e non certo abbattendo tutto….ricordo a me stesso che trattasi di 160 alberi .
Pensate per un istante ad una passeggiata tra Viale Beneduce, Via Unità d’Italia, Viale Medaglie d’Oro, Corso Trieste (dove, peraltro, per amore della verità, fu sbagliata la tipologia di insediamento arboreo, tant’è che risultano spaccati molti marciapiedi e i rami entrano ora in molte abitazioni al IV piano. Ogni albero di quelli, come i quattro di Piazza Ruggiero, costarono, all’incirca 6/8 mila euro, cadauno, parliamo di 13/14 anni fa) ed in altre zone della città, dove, ciascuno di voi custodisce radici di vita, fotografie e visione di immagini rallegrate e rese vive dagli alberi, immaginate, ora, che questa stessa passeggiata, venga effettuata in una Caserta del 2020, ebbene, vi apparirebbe subito un paesaggio lunare, laddove questa decisione, insensata, a mio vedere, dovesse andare in porto, avendo scoperchiato le brutture urbanistiche di ruderi, costruzioni e mura chilometriche fatiscenti, di una città cresciuta senza anima e resa priva d’amore e rispetto.
Mi imputano la responsabilità politica di scrivere e rendere pubblico il mio pensiero, lo faccio e lo continuerò a fare, con onestà intellettuale, nel tentativo di scuotere ” i rami ” della amministrazione e della politica di palazzo, in linea con il mio ruolo, con la coscienza di chi vive la città, si confronta con essa, ascolta tutti e non riesce a stare in silenzio in un clima di omologazione al ribasso.
Per quanto mi riguarda, il Sindaco, chiedesse ad horas, all’Ordine degli Agronomi, una consulenza sulle condizioni e la salute di tutti gli alberi in città. Si recidano, per carità, quelli ritenuti a rischio e di pericolo per la pubblica incolumità, per il resto si avvii una sana azione di potatura, anche in previsione della prossima stagione favorevole, sfoltendo e alleggerendo le chiome che, oggi, offuscano strade, rendendole buie di giorno e di sera, risultando ormai inglobate nella penombra molte pastorali della pubblica illuminazione, ciò che amplifica i problemi di sicurezza in generale. Nel contempo, si avvii una attività di ripiantumazione, con specie arboree compatibili al bisogno e con il nostro territorio, ridenominando, come per legge, gli alberi con i nomi dei bambini neonati. Per le sconnessioni stradali e sui marciapiedi, tantissime, ricollegabili a radici emerse in superficie, si proceda ad una risagomatura delle asole di radice e del piano stradale. Questo da uomo e cittadino, come consigliere comunale chiedo, pubblicamente, dove e come è stata assunta questa decisione, chi l’ha condivisa, quale l’atto di indirizzo, quale il supporto tecnico scientifico, se ancora una volta la città, nella sua massima espressione democratica (checchè se ne possa pensare del consiglio comunale) deve ancora scontare ed inseguire decisione solitarie e, per molti aspetti, insensate, clamorose e dannose per l’immagine complessiva della città e l’opinione pubblica. Se, la decisione sia innanzitutto rivedibile, in regime di autotutela. Un rivedibile che significhi chiarezza comunicativa e certezza amministrativa, uno stato diverso da quello già vissuto, nei precedenti anni ,su altre tematiche di rilievo, su cui la gente, ancora, attende risposte.
Personalmente, già, qualche tempo fa, in Via Curie (zona Parco Americani a Falciano) ho dovuto difendere, provocandomi inimicizie, l’abbattimento di alcuni pini ad ombrello…che, per mero refuso di stampa, su ordinanza comunale … erano stati dichiarati secchi. Quei pini, oggi, sono ancor verdi ed ombreggianti le abitazioni che ivi insistono, nel rispetto di un territorio che chiede solo tutela e presenza delle istituzioni.
Ciò detto, non ho difficoltà alcuna a dire che, laddove la decisione politica, risulti sorda al buonsenso e alle sollecitazioni popolari, sperando che, in questo nuovo anno, la politica, quella per i territori, ritorni protagonista, io mi colloco a favore degli alberi, con chi ne chiede il rispetto, difendendo la radice storica di Caserta.
Sulla questione e’ intervenuto anche l’Agronomo Domenico Bovienzo :”Come tecnico agronomico, dopo una mia superficiale perizia,superficiale ribadisco. Non vedo tutti questi alberi malati ,e ne da abbattere.In linea di massima ci si doveva pensare prima di impiantarli ,poiché si tratta e si trattava di alberi di alto fusto,ma che non arrecano troppi danni.Semmai sfoltirli abbondantemente ,ma non li vedo malaticci .Poi se si vuole una perizia più dettagliata ,con gli strumenti agronomici che abbiamo possiamo rispondere.”