Di Guido Alizieri
CASERTA.
Chi ha fatto zapping ieri sera in Tv, sa che era in programmazione “Il Divo”, il film del 2008 di Sorrentino.
Il film cerca di raccontare la storia di Giulio Andreotti, 7 volte presidente del Consiglio e massimo esponente della Prima Repubblica.
Vi starete chiedendo tutto ciò cosa c’entra con Luigi di Maio?
Quante volte avrete letto che Di Maio rappresenta l’anima moderata del Movimento 5 Stelle, a differenza del più barricadero Alessandro di Battista?Bene, questi 60 giorni di stallo lo hanno dimostrato.
Da subito la politica dei due forni, come se un governo fosse possibile sia con la Lega sia con il Pd indifferentemente.
Come se ci si potesse alleare sia con chi vuole lo Ius Soli sia con chi vuole sparare ai barconi.
In perfetto stile Doroteo.
Perché la politica di oggi, a differenza di quella di andreottiana memoria, si fa sui media, sui social, nelle dichiarazioni.
Il Parlamento, il massimo organo legislativo, servirebbe per il confronto con le altre forze politiche.
Invece, Luigi “Il divo” oggi, tramite radio, ci dice di voler riportare il Paese alle urne.
Ora, in base alle condizioni politiche delineate ieri da Mattarella, sembra davvero l’unica soluzione possibile.
Ma con quali conseguenze?Oltre al conto(400 mln) e la data(22 luglio) e i seggi(probabilmente allestiti ai lidi balneari) e gli scrutatori(i bagnini) l’unica cosa certa è che non cambierebbe esattamente nulla, visto che si tornerebbe al voto con il Rosatellum.
Il centrodestra di nuovo unito sotto la leadership Salvini, il Pd ancora più decimato(Renzi che chiama Salvini, come oggi riportato dal Fatto Quotidiano fa capire che preoccupazione ci sia in quel partito) e il Movimento 5 Stelle che non sfonderebbe di certo il muro del 40%.
Intanto oggi Mattarella si prepara a nominare il primo governo della Terza Repubblica.
E indovinate un po’?Il primo governo della Terza Repubblica è un governo balneare.
Pinne, fucile ed occhiali..