di PASQUALE CAPPELLA
CASERTA – A parlare è Stefano Graziano, presidente del Partito Democratico campano. “Una sconfitta netta ed inequivocabile quella del 4 marzo per il PD in campania”. Ringrazia inoltre i 433mila elettori campani che hanno ancora una volta dato fiducia al PD.
“Ripartiamo da loro – ha detto il Presidente- ma non dobbiamo negare che è in gioco la sopravvivenza stessa del Partito, per cui serve una inversione di rotta netta rispetto agli ultimi anni. Ci vuole un confronto chiaro su cosa deve essere il Partito Democratico, su chi e quali interessi vogliano rappresentare, su quali politiche vogliamo
realizzare in futuro. Abbiamo rimesso in gioco il paese ma ciò non è bastato, abbiamo commesso errori politici e comunicativi che non dobbiamo nascondere nel lungo discorso di dialogo che si sta aprendo.”
Aggiunge inoltre un punto fondamentale, l’appuntamento ai prossimi appuntamenti elettorali, come ad esempio le Europee per il prossimo anno e le Regionali previste per il 2020. Sfide che il partito non potrà assolutamente fallire per garantire la sopravvivenza stessa dei “Dem”.
Stefano Graziano, infine, rivolge un in bocca al lupo ai parlamentari eletti, che specifica, giocano un ruolo fondamentale perché dovranno rappresentare anche le province che non hanno eletti, come Caserta e Avellino.
Totalmente diversa la situazione per quanto riguarda il Movimento 5Stelle. Si aggiunge un quarto nome alla lista senatoriale Fabio Di Micco che va ad unirsi a Vilma Morronese, Agostino Santillo e Sabrina Ricciardi.
“Soddisfatto per il risultato personale” dichiara Di Micco che porge un ringraziamento ai quasi 9mila elettori concittadini che hanno scelto il M5s, rendendo Orta di Atella il comune con la più alte percentuali di voto nei collegi uninominali di Camera (67,51%) Senato (66,75%).
Afferma infine il neo senatore “Grazie quindi a voi che avete saputo intercettare il vento del cambiamento. Grazie ai giovani del Meetup “Orta in movimento” e il gran lavoro svolto su questo territorio.”
Un vero e proprio successo per il Movimento che in Terra di Lavoro riesce ad eleggere quasi tutti i candidati di Camera e Senato, fatta eccezione di Aniello Nazaria, collocato al quarto posto nel plurinominale camerale.