CASERTA. Maresciallo dei Carabinieri Vincenzo Carlo Di Gennaro ucciso a tradimento nel foggiano per vendetta

Il 65enne autore dell'omicidio a tradimento è stato bloccato da altri carabinieri mentre tentava la fuga e immobilizzato per poi essere condotto in caserma dai militari della Stazione di Cagnano Varano e della Compagnia di Vico del Gargano. L'uomo nei giorni scorsi era stato oggetto di una perquisizione ed era stato trovato in possesso di droga.

CASERTA – Il Maresciallo Maggiore dei Carabinieri, Vincenzo Carlo Di Gennaro, 47enne, è stato ucciso sabato mattina, 13 aprile 2019, in una sparatoria in piazza a Cagnano Varano, in provincia di Foggia. Un altro militare è rimasto ferito. Per l’omicidio è stato fermato un uomo di 65 anni con precedenti per reati legati alle sostanze stupefacenti. L’uomo si sarebbe avvicinato a piedi all’auto dei militari dell’Arma per poi fare fuoco con una pistola calibro 9.

Questa, secondo indiscrezioni, la dinamica dell’accaduto. L’altro carabiniere, ferito a un braccio, è in condizioni che non destano preoccupazione. Il 65enne è stato bloccato da altri carabinieri mentre tentava la fuga e immobilizzato per poi essere condotto in caserma dai militari della Stazione di Cagnano Varano e della Compagnia di Vico del Gargano. L’uomo nei giorni scorsi era stato oggetto di una perquisizione ed era stato trovato in possesso di droga.

“Ve la farò pagare, vi sparo”, avrebbe detto il pregiudicato minacciando i carabinieri. Possibile quindi una ritorsione come movente dell’azione omicida. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Foggia. “Ho appreso con profondo dolore la notizia del tragico episodio di Cagnano Varano nel quale è rimasto ucciso il Maresciallo maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro e ferito il carabiniere Pasquale Casertano”. È quanto si legge nel messaggio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Giovanni Nistri. “In questa dolorosa circostanza – continua il capo dello Stato – desidero esprimere a lei, signor comandante generale, e all’Arma dei Carabinieri la mia solidale vicinanza. La prego di far pervenire ai familiari del maresciallo maggiore di Gennaro le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio e al militare ferito un augurio di pronto ristabilimento”.

Unanime il cordoglio in tutto il mondo della politica e delle Istituzioni per la morte di un figlio dell’Arma dei Carabinieri che ha tenuto fede al suo “giuramento” di fedeltà e che ha svolto il suo dovere per la tutela della legalità a favore della sicurezza dei cittadini fino alla morte. Vorrei ricordare il Maresciallo Vincenzo Carlo Di Gennaro con i versi di Costantino Nigra, uomo politico, poeta e letterato, autore del poema “La Rassegna di Novara”, poema in cui l’autore immagina che Carlo Alberto passi in rassegna il grande esercito dei Caduti nelle patrie battaglie. Primi sono i Carabinieri:

“Calma, severa, tacita, compatta,
Ferma in arcione, gravemente incede
la prima squadra, e dietro al Re s’accampa
In chiuse file. Pendono alle selle,
Lungo le staffe nitide, le canne
Delle temute carabine. Al lume
Delle stelle lampeggian le sguainate
Sciabole. Brillan di sanguigne tinte
I purpurei pennacchi, erti ed immoti
Come bosco di pioppo irrigidito.
Del Re custodi e della legge, schiavi
Sol del dover, usi obbedir tacendo
E tacendo morir, terror de’ rei,
Modesti ignoti eroi, vittime oscure
E grandi, anime salde in salde membra,
Mostran nei volti austeri, nei securi
Occhi, nei larghi lacerati petti,
Fiera, indomata la virtù latina.
Risonate, tamburi; salutate,
Aste e vessilli. Onore, onore ai prodi
Carabinieri!”.

Onore e gloria al Maresciallo Maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro.