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CASERTA. MOVIDA , RISORSA ECONOMICA PER LA CITTA’ . LE AULE DEL TRIBUNALE NON SERVONO : URGE TAVOLO DI CONFRONTO TRA LE PARTI SOCIALI

di GIOVANNA PAOLINO

La   movida ,  ovvero il divertimento e la vita notturna giovanile  , continua  a rappresentare un problema per la citta’ di Caserta. Nei giorni scorsi , il  Comitato Caserta centro  :  no degrado, no movida selvaggia ha diffidato il Comune di Caserta, in persone del Sindaco p.t., il Dirigente dello Sportello Unico Attività Produttive del Comune di Caserta ed il Comandante della Polizia Municipale del Comune di Caserta a provvedere immediatamente a tutte le verifiche necessarie alla riduzione dell’inquinamento acustico derivante dai noti fenomeni della movida molesta, sia per immissioni da apparecchi elettroacustici, sia da strumenti musicali, sia dalla eccessiva presenza di persone, adottando tutti i provvedimenti necessari di cui all’art. 9 della legge 447/1995.

Oggetto della questione via Ferrante e le strade del centro storico cittadino.

Si tratta adesso di stabilire quali sono i punti essenziali di una vicenda che va esaminata in una prospettiva trasversale , in grado di contemperarne tutti  gli aspetti  fondamentali.

Indubbiamente  ,da qualche anno, a Caserta  la vita notturna giovanile   ha assunto dimensioni macroscopiche ed incontrollate. I residenti del centro storico , nelle ore serali e notturne  soprattutto nel fine settimana, sono praticamente barricati nelle loro abitazioni  e spesso si  sono verificati e si verificano episodi di violenza messi in atto dai ragazzi nei confronti dei loro coetanei o anche di adulti. Sena parlare dell’inquinamento acustico, proveniente dai locali, a cui sono sottoposti i malcapitati residenti.

Insomma, una vera e propria invasione : un esercito di giovani votato non ad una nobile causa ma al piu’ disimpegnato e molte volte inutile ed infruttuoso  divertimento.

Sta di fatto , pero’, che la movida e’ un  importante fenomeno sociale ed economico di questi anni dal quale non si puo’ prescindere  e che non si puo’  cancellare con una sentenza giudiziaria  o con un colpo di spugna, soprattutto in una citta’ come Caserta  c he ha rinunciato ad ogni sviluppo , tranne che a quello turistico.

Se si eliminano o si riducono le attivita’ commerciali ,  soprattutto quelle di somministrazione di bevande e di alimenti, cosa altro resta alla nostra citta’ ?

Questo non significa che i cittadini debbano piegarsi al ” ricatto ” dei giovani e agli interessi dei commercianti  rinunciando al primario  diritto di una vita sostenibile in nome della economia cittadina. Significa, pero’, esaminare il problema in una prospettiva globale  per tutelare gli interessi di tutti.

Al riguardo va ricordato che , nel 2015, il Commissario Prefettizio Maria Grazia Nicolo’  emise una ordinanza  , attualmente  in vigore, che consente  fino alle ore 24.00 la diffusione della musica all’interno degli esercizi  pubblici per la somministrazione di alimenti e bevande  sia dal vivo che riprodotta con presenza di un deejay secondo i  valori limite  assoluti di emissione e i valori limite assoluti di immissione riportati nella tabella prevista dalla deliberazione di Consiglio Comunale n.57/2000 contenente la ” Zonizzazione Acustica del Territorio Comunale “.

Tutto questo  per dire che ,  nella zona della movida , oltre le ore 24.00,  deve cessare la musica , ma  non sono obbligate  a chiudere le attivita’ commerciali  frequentate dai giovani   fino a notte fonda.

Resta , pertanto , il problema dell’ordine pubblico che si presenta evidente nelle ore serali e notturne durante il fine settimana . Su questo punto dovrebbe essere piu’ presente sul territorio la Polizia Municipale, laddove  la Polizia Muncipale di Caserta dichiara di non avere un numero di uomini tali da controllare e gestire anche la movida notturna.

Il Regolamento  prevede che  il Comune organizzi le pattuglie di Polizia Municipale sulle 24 ORE , Questo significa che , pur essendo  sottodimensionato il Corpo di Polizia Municipale di Caserta,   i Caschi Bianchi potrebbero essere utilizzati e distribuiti  , nelle 24 ore e , dunque, non come attivita’ straordinaria,  in relazione alle esigenze della vita notturna per garantire ai residenti il sacrosanto diritto alla quiete e alla sicurezza.

Il problema della  movida casertana  non puo’ essere risolto  nelle aule del tribunale : urge , invece, un tavolo di confronto fra le istituzioni e tutte le parti sociali coinvolte in questo fenomeno, dalle istituzioni ai commercianti per finire ai residenti.

Bisogna prendere atto che l’economia cittadina gira  intorno alla movida : si pensi che nel giro degli ultimi anni  sono notevolmente aumentate le pigioni dei locali e degli appartamenti in via Ferrante e nel centro storico .

Se fino a poco tempo fa , la pigione di un locale in quella zona era all’incira di 500/ 600 euro , oggi e’ pari a 1500 euro.  Assistiamo , praticamente, ad una riqualificazione economica dell’area che va ad incidere sulla intera citta’ e  della quale  si deve assolutamente tenere conto.

Va detto poi che non tutti coloro che si dichiarano residenti in via Ferrante e nel centro storico della movida ,  e che si stanno battendo per eliminare  tale fenomeno  da quella zona,   vi abitano effettivamente.

Alla nostra redazione sono pervenuti casi concreti  di cittadini casertani , alcuni anche  impegnati in politica, che hanno ottenuto la residenza in via Ferrante – area movida , beneficiando in tal modo di tutte le relative concessioni di passaggio automobilistico , ma che poi abitano in parti della citta’ diametralmente opposte.

Ne’ tantomeno  si puo ‘pensare di spostare la movida in Piazza Carlo III, come e’ stato suggerito da alcuni :  qui , senza alcun controllo da parte delle Forze dell’Ordine , come e’ accaduto finora , il problema  rischierebbe di diventare   vera e propria calamita’ sociale.

Resta il fatto che  problema della  movida casertana  non puo’ essere risolto  nelle aule del tribunale : urge , invece, un tavolo di confronto fra le istituzioni e tutte le parti sociali coinvolte in questo fenomeno,  residenti, commercianti e , perche’ no, anche  i rappresentanti dei giovani.

Resta il fatto , sul quale , dobbiamo interrogarci tutti , che il divertimento dei nostri giovani e’ diventato un affare economico ed un problema sociale , laddove  il futuro professionale e lavorativo dei nostri giovani non presenta  al momento alcuna speranza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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