di RAFFAELE RAIMONDO
CASERTA – Un nuovo e ardito libro-strenna è nelle librerie, un’idea-regalo che si lascia accarezzare e fa pensare ed agire: è il volume “La Rotonda – ti racconto” di Dora Barletta, sedicente opera di narrativa, ma, in realtà, audace e coinvolgente saggio.
E’ stato presentato, con tutti i meritati onori, lunedì 17 dicembre, nell’elegante e “storica” sede-museo dell’Associazione Arma Aeronautica. Ad aprire l’atteso evento il presidente, gen. Elia Rubino, che con forbiti accenti ha salutato i numerosi ospiti intervenuti e, in primis, la brillante scrittrice la quale ha subito posto in chiaro motivazioni, stile ed obiettivi della sua neonata creatura letteraria.
Il prof. Alfredo Omaggio, docente di storia dell’arte, ha relazionato con acume, da par suo, intorno al libro che, prendendo amabilmente le mosse da un monumento di fede religiosa – la Rotonda, appunto, eretta, nella Flora adiacente al celebre e maestoso gioiello vanvitelliano ed ora “Sacrario Caduti dell’Aeronautica” – in sostanza si svela, pagina dopo pagina, quale impietosa rassegna di informazioni e critiche considerazioni sulla Caserta e sulla casertanità dei nostri giorni.
Ed Omaggio ha scandagliato nei pregi dell’opera, senza rinunciare però a gettare anche un po’ d’acqua sul “fuoco” che il saggio trasferisce al lettore con una prosa gradevole in grado, eufemisticamente, di tradurre il magmatico caleidoscopio che la Barletta ha fatto esplodere.
Il pubblico in sala ha così potuto trascorrere un benefico intervallo di assorbimento culturale foriero, nel contempo, di suggerimenti e proposte utili, nell’immediato e per gli anni prossimi, a strutturare percorsi di attenzione e di valorizzazione per/del patrimonio che la storia degli ultimi tre secoli ha lasciato in dono ad una generazione attuale troppo spesso ignara delle potenzialità e delle risorse di cui gratuitamente dispone.
Fra i presenti, il giornalista Gesualdo Napoletano, il già candidato a sindaco di Maddaloni Bruno Cortese, l’artista Simona Crasto e la consorte del maresciallo Antonio Magliocca “eroe e signore”, ai quali l’autrice ha voluto riservare speciali espressioni di autentica gratitudine.
Umile come ogni vera ricercatrice, dubbiosa alla maniera dei filosofi, avvertita com’è ciascuna educatrice di rango, puntuale sulla controversa temperie in cui viviamo, agguerrita nei modi tipici delle pasionarie di qualunque longitudine e latitudine, reticolare più che lineare come ogni intellettuale che non si fa sfuggire la complessità di fatti e fenomeni, Dora Barletta ha letteralmente catturato gli astanti nella cui mente e nel cui cuore germogliava, man mano, la voglia di seguirla nel suo nobile viaggio tutto puntato verso il rafforzamento dell’identità e dello spirito di appartenenza che la nostra comunità dovrebbe reclamare ad ogni pie’ sospinto, dovendo poi lottare di conseguenza e, in tal modo, finalmente rinunciando al fatalismo deteriore che fin qui ha purtroppo dominato nelle contrade che abitiamo.
L’interfaccia Omaggio, d’altro canto, ha rilevato i diversi registri del testo, la “passione civica” dell’indomabile Barletta, il lessico sempre aperto all’esaltazione dei valori che davvero contano, la “criminale incuria” che sinora ha velato l’auspicato sviluppo e, perfino, lo spettro del “fallimento educativo” intuito dall’autrice.
Due voci, dunque, convergenti sulla necessità impellente di rimboccarsi le maniche, senza più tentennamenti di sorta, e chi, presto o tardi si dedicherà alla lettura de “La Rotonda – ti racconto” non potrà che condividerne il flusso, a tutto vantaggio di se stesso e della “civitas casertana”. Il profumo dei fiori offerti alla Barletta sembrava destinato a durare ben oltre la serata. Falsa o vera quella percezione? Lo diranno, come sempre, i lettori, cui spetta il “giudizio di pubblico”, mentre la migliore “critica” già si è pronunciata a favore.