Caserta, PD. Il Consigliere ANTONIO CIONTOLI:”Il Pd deve rigenerare le sue forti radici e deve farlo ora senza ulteriori indugi. I tradimenti alle provinciali un crollo strutturale. Non ci arrendiamo, le cose sono certo che cambieranno”

di GESUALDO NAPOLETANO

CASERTA – Le recenti elezioni provinciali 2017, come è noto a tutti hanno visto l’inaspettato trionfo di Giorgio Magliocca ( 50.347 voti ponderati), candidato della coalizione di centro-destra, che è riuscito a strappare la carica di Presidente della Provincia di Caserta al candidato di centro-sinistra, il Sindaco di Caserta avv. Carlo Marino, uscito sconfitto con 42.129 voti ponderati.

Una debacle totale quella di Marino, che nonostante fosse sostenuto da ben 5 liste, ha visto all’ultimo momento stapparsi la “tanto sicura” vittoria. Un vero e proprio “bacio di Giuda” è quello che l’asse Zannini-Bosco-Piscitelli ha dato al “povero” Sindaco di Caserta. Ebbene si. Perché se al Consiglio Provinciale siederanno 13 consiglieri sui 16 totali, appartenenti alla coalizione di centro-sinistra, è chiaro che i conti non tornano dal momento che a trionfare è stato il buon Magliocca.

Ad uscirne a pezzi è stato senz’altro il Partito Democratico casertano, sempre più caratterizzato da continue lotte interne e dall’assenza di una figura autorevole in grado di far ragionare sulla stessa lunghezza d’onda tutti i tesserati del partito. Un partito, il PD, di cui, da circa due anni, la federazione provinciale di Caserta è commissariata da una persona che evidentemente non sta agendo per il bene del partito.

Insomma una situazione non proprio confortante è quella che sta vivendo soprattutto in questo ultimo periodo il Pd casertano. E proprio su questo si è voluto concentrare il Consigliere comunale di Caserta, Antonio Ciontoli, esponente del Pd nei banchi di Palazzo Castropignano.

“Il Pd – ha detto Antonio Ciontoli – deve rigenerare le sue forti radici e deve farlo ora con ogni rapidità, senza ulteriori indugi. Ogni altro ritardo sarà letale. Il disastro Caserta si innesta, purtroppo, in un quadro più ampio di deriva di una politica ormai distante e distaccata, ritenuta incapace di rispettare le aspettative della gente, di dare risposte concrete e di cogliere le innovazioni e le spinte propulsive che vengono dai giovani e dalle nostre città. L’eletto, spesso, rimanendo solo, si autodetermina ciò che genera confusione e scarsa coerenza tra le sfumate entità politiche di riferimento. Personalmente e con molti amici del mio stesso partito possiamo dire che ci abbiamo provato, soffrendo, suggerendo, spesso rimanendo delusi ed arrabbiati ma non possiamo negarci che abbiamo visto e subito gli effetti di liste di proscrizione e di esclusione preconcetta da ogni discussione, ciò che veramente fa male anche al solo umano commento”.

“Eppure si voleva dare un contributo, nulla più … ma dove, visto che la sede cittadina non è mai stata aperta in questo ultimo anno? – ha continuato il Consigliere Ciontoli – Siamo stati dichiarati fuori gioco, senza alcun confronto e nella stessa casa democratica che volevamo costruire e che, purtroppo, non ha saputo così coinvolgere e stimolare altri, appassionandoli. Vorrei avere l’opportunità di fare una analisi dell’ultimo voto espresso per le provinciali, in una sede politica e pubblica, vorrei poter toccare una serie di argomenti che hanno zavorrato la proposta di presidenza del Pd e scoprire forse che i tradimenti ricercati non sono stati altro che un triste harakiri, un crollo strutturale, un cedimento dei muri portanti, di una casa costruita sulla riva instabile di un fiume in piena. Purtroppo la miope visone dei singoli ha sopravanzato le ragioni nobili e gli orizzonti alti di una politica trasformata in quotidiano vettore di egoismi e sciatterie. Per me che vengo dalla stagione dell’Ulivo, ossia dalla costruzione di una sintesi sui programmi e mai sulle persone, la sconfitta è cocente ancor di più. Ma ora si ha il dovere di ripartire, rimuovendo i blocchi e gli impedimenti che hanno creato la riserva indiana entro cui si è collocata, caracollante, la proposta politica rimasta inespressa. La particolare stagione politica, tarata sui governi disponibili, metteva Carlo Marino in pole position per qualunque scadenza elettorale e il tentativo di farlo vincere, senza stravincere (5 liste ad 1) ha provocato scossoni tali da invertire le previsioni ed anche il risultato di misura. Ecco perché parlo di crollo strutturale e cedimento storico al di là di ogni considerazione sui candidati e sui comportamenti dei singoli”.

“Il Pd, le sue filosofie, i suoi valori – ha concluso Antonio Ciontoli –  sono forse al di fuori del partito ma tra la gente, nel malessere dei tanti militanti, nelle aspettative di soluzioni, nella sensibilità e nelle forme di solidarietà che si sono ritrovate altrove ed in tante realtà associative che mantengono vivo il fermento
Culturale del nostro territorio. Insomma, urge recuperare una dimensione, serve una nuova stagione costituente del Pd, serve a chi fa politica ma soprattutto a chi attende improcrastinabili risposte di governo. E’ finita la stagione delle interminabili chiacchiericci che riempiono a dismisura le bocche e lasciano inesorabilmente vacante il futuro. Bisogna passare ai fatti quelli veri, stringenti sulle emergenze ed i bisogni quotidiani. Sono stanco ed anche offeso e mortificato di non potermi confrontare con chiunque e cimentarmi in un panorama ampio in cui ci sono i vari gradi della rappresentanza istituzionale e politica che all’unisono aprono ad una nuova stagione dell’ascolto, del confronto e della interazione positiva. L’azzeramento di giunta che il Sindaco ha annunciato è dunque un segnale, una cosa che non mi appassiona ma che coinciderà con la sua voglia di ripartire e guardare oltre il difficile momento. Con semplicità allora e con rinnovate ragioni dico non ci arrendiamo, proseguiamo, con fiducia, le cose sono certo che cambieranno, peraltro, come sono andate fin qui hanno solo scolpito la misura di un epocale fallimento ed il fatto di non ritenerci coinvolti e quindi responsabili dello stato dei luoghi non allevia la misura delle nostre responsabilità”.