Storia della passione politica del giovane Renato Dalla Zuanna

A cura di Pietro Salvatore Reina

«La più piccola minoranza al mondo è l’individuo. Chiunque neghi i diritti dell’individuo non può sostenere di essere un difensore delle minoranze» (Ayn Rand). Questa è una delle frasi del processo di formazione (Bildung) di Renato Dalla Zuanna, uno tra i più giovani presidenti di un Consiglio comunale dell’Italia. Nato nell’anno Duemila, è uno di quei giovani che appartengono alla «transizione generazionale». Infatti, l’anno 2000 segna da un punto di vista sociologico lo spartiacque tra la cosiddetta Generazione Y (o Millenials) e la Generazione Z.

Conseguita la maturità classica, nel 2019, presso il Liceo «Gandhi» di Merano, sta proseguendo gli studi di Giurisprudenza italiana presso l’Università di Innsbruck.

Il 10 giugno 2025, quasi un anno fa, Renato Dalla Zuanna veniva eletto presidente del Consiglio comunale della città di Merano/Meran (Bolzano), il più giovane presidente di un Consiglio comunale nella Provincia Autonoma di Bolzano. La prima volta è stato eletto in Consiglio comunale nel 2020, poi è stato rieletto nel 2021 e nel 2025.

Renato Dalla Zuanna è un ragazzo dalle «passioni forti». È cresciuto in una famiglia di madrelingua italiana, nella provincia italiana a maggioranza di madrelingua tedesca.Un ambiente che lo ha arricchito, che gli ha aperto gli orizzonti offrendogli periodi di lunghi soggiorni e vacanze-studio all’estero. Tutto questo ha contribuito al sentimento fortemente europeo di Renato, che si è concretizzato nella nomina nel 2021, poi riconfermata nel 2025, di Consigliere comunale di contatto dell’Unione Europea per il Comune di Merano. Ha frequentato la scuola dell’infanzia in lingua tedesca, parla fluentemente l’inglese e ha imparato anche lo spagnolo. La sua famiglia lo ha sempre sostenuto nelle sue scelte di studio, lavoro e vita. Fin dai primi anni del Ginnasio ha mostrato interesse per la politica e per i processi della democrazia liberale. La sua prima grande prova con delle elezioni è stata l’elezione a Rappresentante d’Istituto dell’I.I.S.S. «Gandhi», (dei suoi sei indirizzi di studio: Classico, Scientifico, Linguistico, Scienze Applicate, Scienze Umane e ITC). Un Istituto dedicato al grande teorico della non violenza e della pace, della tolleranza, della responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.

Fin da allora ascolta, incontra tanti ragazzi e ragazze, ma anche adulti, e cerca di portare, trasportare nella comunità una coesione sociale grazie a quei valori (libertà, tolleranza, ecc.) che oggi appaiono sbiaditi e a volte, purtroppo, non più garantiti.

Sempre dal 2015 al 2016 è stato eletto Presidente del Movimento Giovani Meranesi, occupandosi soprattutto di volontariato, oltre che di politica e membro della Consulta dei giovani del Comune di Merano.

 

D.: Quale esperienza e/o quale persona ha fatto sbocciare in te la «passione per l’arte della politica»? Quali maestri e/o libri, di ieri ma anche di oggi, sono le tue guide nel tentativo di coniugare le libertà individuali con il bene o i beni massimi della collettività?

 

R.: Nessuno mi ha portato sulla strada della politica, né spinto a seguirla. È stata una «vocazione» e «desiderio» autonomo ed indipendente, che ho avuto fin dalle elementari, anni nei quali ho iniziato a chiedermi il perché di diversi problemi in Italia. In quegli anni ho iniziato ad ascoltare dibattiti in televisione e parlare di politica con adulti ed a 15 anni è stato per me naturale il passaggio alla politica attiva. Le ideologie sono per me un male, soprattutto in Italia, dove serve preparazione, pragmatismo e voglia di fare. Le idee alle quali sono arrivato, sono il frutto delle mie esperienze di vita reale e di studio, di pensatori diversi tra loro (da Aristotele ai grandi del Novecento passando soprattutto per l’Illuminismo)

 

D.: Quanto la massima attribuita al Mahatma Gandhi «Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» ha forgiato, tessuto e nutrito la tua missione e visione politica?  

R.: La massima rappresenta per me qualcosa di molto vicino a ciò che mi ha sempre motivato a fare politica: la convinzione che se non siamo noi in prima persona a cambiare il mondo che ci circonda, nessuno lo farà al posto nostro. Lo scopo della mia vita è cambiare almeno un po’ in meglio il luogo nel quale mi trovo, solo così potrò sentire realizzato quello che ho deciso essere il senso della mia vita.

D.: Qual è il motore o la leva della tua vita che ti fa spingere lo sguardo verso orizzonti sempre più lontani e portatori di senso da incastonare nel quotidiano?

R.: Più vado avanti negli anni e più mi rendo conto di quanto sia fondamentale che i giovani si occupino di politica. Purtroppo, l’Italia non è un paese per giovani, abbiamo ereditato una situazione davvero difficile e questo mi spinge ogni giorno a non ad andarmene all’estero, ma a rimanere e combattere per il nostro futuro in Italia. Tutti i giovani italiani devono farlo, con studio ed impegno, ognuno nel suo ambito.

D.: Quali sono i progetti, i programmi politici che in questa legislatura stai elaborando e che desidereresti portare a compimento?

R.: Nel prossimo futuro voglio proporre una modifica del Regolamento interno del Consiglio comunale. Sto lavorando per portare per la prima volta a Merano le classi delle scuole elementari, medie e superiori nell’aula del Consiglio comunale, spiegandone in modo semplice il funzionamento, all’interno dell’Educazione civica. È fondamentale che ci sia la conoscenza delle istituzioni e la partecipazione almeno al voto da parte dei giovani (e non solo) italiani.