di GIOVANNA PAOLINO
CASERTA. La lunga e complessa vicenda dell’Archivio di Stato contenuta in una nota che il COMITATO PRO ARCHIVIO DI STATO, presieduto da S.E. Monsignor Raffaele Nogaro , ha inviato alle Istituzioni preposte a conferire all’Archivio di Stato di Caserta la sede ad esso assegnata, ovvero la Reggia di Caserta.
La nota e’ stata inviata al Ministro dei Beni culturali on. Dario Franceschini, al Segretario generale del Mibact , Dott.ssa Carla Di Francesco, al Direttore Generale Archivi, Dottor Gino Famiglietti, al Direttore Generale dei Musei,
Dottor A. Lampis, al Sindaco di Caserta Avv. Carlo Marino, al Prefetto di Caserta.
In particolare , il Comitato pro Archivio di Stato ha chiesto alle Istituzioni sopra indicate l’ invio di ispettori e la nomina di un commissario ad acta per il trasferimento nella Reggia e per la immediata assegnazione della sala studio e dell’Archivio storico della Reggia all’ Archivio di Stato di Caserta soggetto istituzionale competente con piena titolarità giuridica- come da nota del Direttore Generale Archivi del 07.04.2017- Protocollo n.6435. Applicazione legge Istitutiva del Polo Museale della reggia di Caserta – PROGETTO DI RIASSEGNAZIONE E DI RESTITUZIONE DEGLI SPAZI DEL COMPLESSO DELLA REGGIA ALLA LORO ESCLUSIVA DESTINAZIONE CULTURALE, EDUCATIVA E MUSEALE AI SENSI DELL’ART. 3, COMMA 1, DEL DECRETO LEGGE 31 MAGGIO 2014, N. 83 CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 29 LUGLIO 2014, N. 106-.
Il testo della nota e’ qui di seguito pubblicato.
Siamo un comitato di cittadini che da anni si batte per salvare l’Archivio di Stato di Caserta dalla chiusura, ma nonostante gli sforzi prodotti, è sempre più chiaro che il destino dell’ Archivio appare segnato e che questo destino sia dettato da scelte operate in spregio alla cultura e alla legalità. Siamo di fronte ad uno scandalo che si perpetua da oltre 30 anni e che costa ai contribuenti decine di milioni di euro, senza che possano godere di alcun servizio. In ogni caso è evidente che non si tratta di mero disguido, lentezza della macchina amministrativa, ma ci troviamo di fronte “ad un potere che frena” e che opera dall’interno delle istituzioni proposte e si oppone ad ogni ipotesi di soluzione, contravvenendo di fatto le norme in vigore. Per questo chiediamo che si proceda con l’ invio di ispettori per far luce su una vicenda opaca, fatta di sprechi, abusi ed illegalità. Siamo arrivati al punto in cui nonostante l’ Archivio disponga di ben 3 sedi demaniali è pressochè chiuso. Per completare il desolante quadro aggiungiamo che il 9 febbraio 2018, l’architetta Daniela Fabiani della DGA, si è recata a Caserta per effettuare un sopralluogo propedeutico alla redazione di un progetto di “allestimento provvisorio” di una sala studio, negli spazi ex aereonautica, consegnati a gennaio 2016. Come mai ci si è accorti solo a febbraio 2018 che quegli spazi non erano a norma? Perché dal gennaio 2016 a febbraio 2018 non si è voluto procedere ai lavori di adeguamento? A marzo 2016, nel corso di un sopralluogo negli spazi ex aeronautica, l’architetta Fabiani e l’architetta Belardelli affermarono, rivolgendosi alla Sen Moronese che il progetto esecutivo sarebbere stato redatto in 30 gg. ( era il 14 marzo 2016!). In quella sede erano presenti 2 componenti del Comitato Pro-Archivio.

In breve di seguito esponiamo quanto accaduto:
Nel gennaio 2015 presso l’Istituto di Scienze Religiose di Caserta, si costituisce il Comitato Pro Archivio di Stato di Caserta, Presidente Don Nicola Lombardi, che lancia un appello all’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Ministro Dario Franceschini, per trasferire l’ Archivio in Reggia dove si trova la sez. staccata dell’ Archivio di Stato, cosiddetta sez. Archivio Reggia di Caserta e dare finalmente una sede consona all’Istituto culturale, aggiungiamo che ci era stato nascosto che il cosidetto “Piano Soragni” approvato nel 2014, già assegnava gli spazi ex aereonautica all Archivio. L’appello viene sottoscritto da miglia di persone, docenti universitari, studiosi, giornalisti, personalità di rilievo nazionale, tra cui Massimo Bray, Dacia Maraini, Massimo Cacciari (intervenuto più volte pubblicamente sull’ argomento), SE il Vescovo Raffaele Nogaro. Circa 50 comuni sottoscrivono l’appello con delibere di giunta comunali, ma nessuna risposta arriva dal Governo. Il 2 agosto 2015 Don Nicola Lombardi e Paola Broccoli (comitato) consegnano nelle mani del Ministro Franceschini recatosi a Carditello per sottoscrizione protocollo con Regione Campania, un dossier, in cui si denuncia anche “il mistero degli 11 milioni di euro spariti per i lavori Emiciclo ex Pollio”, ma nessuna risposta arriverà dal Ministro o da suoi collaboratori. Il Comitato continua la sua iniziativa: appoggiati dalla senatrice Moronese del M5S fa un sopralluogo presso la ex aula bunker del processo Spartacus di SmCV dove pare si volesse trasferire l’ Archivio e dove giacciono in stato di totale degrado decine di km di documenti del Tribunale che dovrebbero andare all’ Archivio ma non possono essere accettati per mancanza di spazi; identico discorso vale per le carte dell’ex manicomio di Aversa, una patrimonio lasciato alla mercè di chiunque; a rischio sono tutti i depositi lasciati nella sede di Via Bersaglieri. Altri sopralluoghi sono stati fatti a luglio 2015 nell ‘Emiciclo ex Pollio, ridotto ad un ricovero di sbandati e nei locali dell’ ex aereonautica assegnati all’Archivio nel gennaio 2016. Nel settembre 2017, inviamo al Ministro Franceschini una richiesta di incontro, primo firmatario SE Nogaro, ma nessuna risposta perviene. Nell’autunno 2017 abbiamo chiesto al Sindaco di Caserta la convocazione di un consiglio comunale aperto sulla questione, ma dopo aver incontrato tre assessori delegati nulla è accaduto. Il Dott Pasquale Iorio del comitato, ha avuto un incontro con Dottoressa Utili del Segretariato Mibact con sede a Napoli, rivelatosi infruttuoso. Sono state presentate ben 6 interrogazioni parlamentari, (4 M5S, 2 Pd, 1 SEL),un esposto alla Anac e uno alla Corte dei Conti ( sen Moronese M5s). I cittadini hanno fatto il possibile, ma hanno trovato di fronte un muro di cemento. Il Fatto Quotidiano, LEFT, SKY, Il Mattino, www.Appiapolis.it, GazzettadiCaserta, hanno riportato più volte i fatti.

Cronologia dei fatti
Gli archivi di Stato sono articolazioni delle Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici (DRBCP), organi territoriali dipendenti dal punto di vista tecnico-scientifico dalla Direzione generale per gli archivi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;
l’Archivio di Stato di Caserta ha sede dal 1972 in un condominio per civili abitazioni, in viale dei Bersaglieri, di cui occupa circa 3.000 metri quadrati (tra seminterrato e pianoterra per depositi e primo piano per uffici) con un costo di circa 200.000 euro annui, dal 2014 senza contratto di locazione in quanto l’edificio non è a norma; nell’aprile 2017 gli uffici vengono trasferiti in Reggia negli spazi dell ex Rettorato, i depositi e la biblioteca restano in Via Bersaglieri;

a) Emiciclo ex Caserma Pollio: prima sede demaniale assegnata all’ Archivio nel 1995 20 milioni di euro e siamo ancora al I° stralcio del progetto del 1999.
Il 3 luglio 1995 il Mibact individua come sede dell’ Archivio, l’edificio storico della cosiddetta ex caserma Pollio, (Demanio) ubicato nell’emiciclo antistante alla Reggia di Caserta; il progetto di restauro fu realizzato dall’ ex soprintendente Francesco Canestrini, Rup e direttori dei lavori sono stati l’ architetta Daniela Fabiani Dir. Generale Archivi di Roma, arch. Flavia Belardelli in servizio presso Museo della Reggia di Caserta, arch. salvatore Buonomo attuale Soprintendente di Caserta. Ingenti finanziamenti sono stati erogati, ma ci sono dubbi sulla realizzazione effettiva dei lavori: si legge in una delle interrogazioni parlamentari presentate sul caso Archivio: “risulta agli interroganti ( Sen. Vilma Moronese M5S) che dal 3 luglio 1995 ingenti quantità di denaro pubblico (circa 20 milioni di euro) siano state destinate per gli interventi di recupero e consolidamento statico della caserma Pollio, che ad oggi versa in una condizione di estremo degrado;…..
considerato, che:
da informazioni in possesso degli interroganti risulterebbe che la previsione di spesa iniziale prevista per il restauro dell’emiciclo ammontasse nel settembre 1997 ad un importo, convertito in moneta corrente, pari a circa 6.042.545,72 euro per passare ad una valutazione finale del febbraio 2002 di circa 15.697.608,80 euro, escluse le spese tecniche di progettazione strutturale, le somme relative agli imprevisti, gli oneri fiscali, gli oneri per la sicurezza e così via;
il 2 gennaio 1998 sono stati stanziati 6 miliardi di lire per l’esecuzione dei lavori di adeguamento strutturale e funzionale dell’emiciclo;
il 21 ottobre 1998 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un bando di gara di importo complessivo di 3 miliardi e 300 milioni di lire per il recupero strutturale e funzionale dell’emiciclo;
il 28 aprile 1999 (ordine di pagamento n. 136) il direttore dell’archivio ha trasferito alla Soprintendenza 1.805.224.040 lire, affinché quest’ultima provvedesse alla progettazione ed esecuzione del restauro dell’emiciclo;
il 12 dicembre 2001 sono stati versati ulteriori 4 miliardi di lire, a titolo di spese per adeguamento strutturale, a favore della Soprintendenza di Caserta;
il 16 febbraio 2002 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando di gara per licitazione privata per un importo pari a 1.991.857,02 euro;
dal 2000 al 2006 la Direzione generale per gli archivi di Stato ha versato oltre 5 milioni di euro, per i lavori dell’emiciclo, alla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico-artistico ed etnoantropologico delle province di Caserta e Benevento;
risulta agli interroganti che gli importi stanziati e resi pertanto disponibili a far data dal 16 agosto 1996 al 16 ottobre 2006 ammonterebbero a circa 11.812.737,72 euro”;

La denuncia all’ANAC aprile 2017 ( Moronese)<< Dobbiamo ricordare che oltre alla vicenda anomala dell’esito di gara con un ribasso altissimo, sulla quale ho chiesto l’intervento dell’Anticorruzione per capire se ci sono anomalie, c’è anche l’affitto della sede dell’Archivio in via dei Bersaglieri dal valore di circa 170.000 euro annui, che a quanto mi risulta, e come mi fu confermato dal Sottosegretario del Governo, dal Luglio 2014 viene corrisposto senza un regolare contratto, per un locale non a norma >> continua la Moronese, citando la risposta del sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo Ilaria Borletti Dell’Acqua, che risposte ad un’interrogazione a sua prima firma, il 15 Aprile 2015 << Ma non è finita, ci sono tante cose che non quadrano, come ad esempio i lavori che dovevano essere svolti all’interno dei locali della Reggia di Caserta, quelli ex Aeronautica Militare, che anch’essi devono ospitare l’Archivio. Mi fu assicurato durante un sopralluogo fatto a Marzo 2016 presso gli stessi locali, che sarebbero partiti i lavori di adeguamento per 500.000 euro e che i soldi erano già stati stanziati ed erano disponibili a fronte di un totale di 2 Milioni e 600 mila euro, e invece ad oggi non mi risulta ancora siano partiti. Poi ancora, chiedemmo di avere il cronoprogramma dei lavori al Ministro, perché fu sbandierato e annunciato sulla stampa, per poi scoprire con un’altra interrogazione, quando il Sottosegretario Cesaro venne a rispondere in commissione che questo cronoprogramma non c’era, e infatti non è mai stato pubblicato >>
La denuncia alla Corte dei Conti ( Moronese )<< Non mi sembra normale che dal 1972 i cittadini abbiano pagato milioni e milioni di euro, probabilmente circa 12 Milioni, senza mai avere quello che gli spetta, ovvero un Archivio di Stato degno di questo nome, che non sia in una casa privata, che sia invece in luoghi a norma ed accessibili a tutti. Perché non è possibile che ancora nel 2017 siamo in queste condizioni, l’unica cosa certa è che dal 27 Marzo scorso, l’Archivio di Stato è chiuso al pubblico, ed è trascorso già un mese, perché si starebbe provvedendo a portare parte del materiale presso gli spazi della Reggia di Caserta, non sappiamo quindi ad oggi, quando riaprirà e come, se ci sarà la sala consultazione, se avrà una biblioteca, niente. Basta andare sul sito web dello stesso per accertarlo. Anche per questi motivi ho chiesto alla Corte dei Conti di accertare i fatti ed individuare se tutto ciò ha prodotto un danno erariale alle casse dello Stato e quindi dei cittadini e di individuarne i colpevoli. Spero che la Corte indaghi affondo. >> conclude la Moronese, che sull’Archivio di Stato non ha intenzione di mollare un solo millimetro, sino a che la vicenda non si concluderà favorevolmente per quella che ritiene una battaglia culturale di tutti i cittadini della provincia di Caserta.”

Nel 2010 il Demanio invia dei tecnici per un sopralluogo, che scrivono “non riusciamo neanche ad entrare visto lo stato di abbandono”;
Viene bandita una nuova gara d appalto per importo di 12 milioni di euro;
Il 13 marzo 2017, viene pubblicato l’esito della gara , I stralcio progetto funzionale del ’99, aggiudicata con un ribasso del 67% dalla ditta Marsal srl con sede in Pianura NA. L’ esito della gara preoccupa anche la Fillea CGIl di Napoli che scrive al dott. Cantone;
Nell’ottobre 2015 arriva Felicori: agli inizi non è ostile, poi diventa un acerrimo nemico del passaggio dell’ Archivio in Reggia.
In una corrispondenza via mail con Paola Broccoli del comitato Pro Archivio in data 10.11.2015 scrive a proposito del trasferimento dell’Archivio in Reggia:
“naturalmente la procedura è molto articolata, ma stiamo andando nella giusta direzione, non solo io ma tanti, è il nostro lavoro, grazie comunque per l’incoraggiamento. mf “.
Dichiarazioni dello stesso tenore vengono riportate da Il Mattino di Caserta nel novembre 2015.
Infine il 09.11.2017 il Direttore dell’Agenzia del Demanio Ing. Reggi, l’Ing. Daniele, Direttore del Provveditorato O.P. Campania e Molise, convocavano una conferenza stampa tenutasi nell’Emiciclo per comunicare il trasferimento dell’Archivio di Stato nel 2019! (lavori mai iniziati)! Siamo alla farsa e per quanto ci risulta, oltre agli esposti, vi è un ricorso presentato da una delle imprese escluse. Inoltre in riscontro ad una richiesta della sen Moronese di “ informazioni e documentazione-lavori di restauro e adeguamento funzionale dell’immobile demaniale sito nell’ex Caserma Pollio in Caserta, da adibire ad Archivio di Stato” il Provveditore alle opere pubbliche Campania e Molise in data 21 12.2017 con protocollo 0036989 del 21.12.2017 comunica il diniego di accesso agli atti , in quanto “non è specificato l’interesse” che ha motivato la richiesta!
b) Sedi demaniali assegnate in Reggia: ex Rettorato ( nuova direzione Archivio e spazi ex aerenautica nuovi depositi e sala studio)
Nel gennaio 2016, secondo cronoprogramma, il demanio assegna all’ Archivio circa 4000 mq di spazi che erano occupati dall’ aereonautica: la legge di cui all’oggetto, al punto 4.3 prevede, tra l’altro, che “La parte meridionale dell’emiciclo vanvitelliano orientale antistante il complesso architettonico della reggia (ex Caserma Pollio), è stata individuata quale nuova sede dell’Archivio di Stato, in adiacenza agli spazi del medesimo emiciclo adibiti attualmente a centro residenziale della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. I necessari lavori di consolidamento, di risanamento conservativo e di adeguamento impiantistico della parte della predetta fabbrica saranno eseguiti avvalendosi di un finanziamento, dell’importo di circa 5.000.000 di euro, nella disponibilità del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per il quale sono attualmente in corso di svolgimento le procedure di individuazione del contraente, affidate al Provveditorato interregionale alle opere pubbliche della Campania e del Molise. Nel corso degli ultimi decenni il patrimonio documentario dell’Archivio di Stato di Caserta è stato incrementato notevolmente a seguito dei versamenti effettuati, in attuazione della normativa vigente, dalle Amministrazioni periferiche dello Stato della provincia, rendendo necessaria l’individuazione, all’interno dell’edificio della Reggia, di nuovi spazi da destinare a deposito. Considerato che l’Archivio storico della Real Casa, sul quale l’Archivio di Stato esercita le proprie competenze, è indissolubilmente connesso, al pari della Biblioteca Palatina, al Museo storico della Reggia ed è attualmente allocato al primo piano ammezzato del palazzo, si ritiene opportuno soddisfare le esigenze correlate alla consultazione di tali fondi archivistici (nonché di quelli storicamente correlati al predetto Archivio storico) assegnando all’Archivio di Stato di Caserta alcuni locali (attualmente in consegna all’Aeronautica militare) ubicati nell’angolo sud orientale del piano terreno e del soprastante piano ammezzato, destinando a deposito la parte del piano interrato sottostante (tavole 35, 36 e 37 approvate con DPCM)”;
Il ministero stanzia 2 milioni e 600 euro per lavori di adeguamento in modo da trasferire l Archivio. Viene nominato il RUP l’ architetta Daniela Fabiani della DGA Roma, un pool di 10 ( soprintendenza e Reggia) coordinati dall’architetta Flavia Belardelli: l’ 11 agosto 2017 dopo circa due anni dalla consegna dei locali, il pool deposita un progetto di realizzazione impianto elettrico ed antincendio da realizzare entro il 2020 ! ( che fine ha fatto il progetto di adeguamento del piano interrato da adibire a depositi dell’Archivio?) e la Belardelli nella relazione introduttiva al progetto trasforma “misteriosamente” la sede dell’ Archivio in sede provvisoria! Ad oggi è tutto bloccato.
Il sottosegretario Antimo Cesaro, con delega agli archivi, nel giugno 2016, insieme allo stato maggiore del Mibact viene in visita a Caserta perché “ l Archivio è una priorità” e quello di Caserta sarà “il più bello d’Italia”! A proposito dei lavori di adeguamento degli spazi, per i depositi dell’ Archivio risponde all’interrogazione in data 2 agosto 2016 dichiara che “il trasferimento definitivo dell’ Archivio sarà ultimato entro la fine del 2017”.
c)Trasferimento Archivio in Reggia:
Nell aprile 2017 gli uffici dell’ Archivio, vengono trasferiti come previsto, negli spazi ex Rettorato, ma i documenti restano in Via Bersaglieri, dove continuiamo a pagare il fitto; il servizio è bloccato, per mesi i dipendenti non dispongono di telefono ed internet, il 12 gennaio 2018 la direzione dell Archivio è costretta a chiudere la sala “ex aereonautica” e cosa ancor più grave “ nessun altro spazio è stato indicato per il possibile utilizzo neanche provvisorio”.( Comunicato dssa.Grillo) Dovremmo credere che in Reggia non ci sia uno spazio da poter utilizzare? Eppure la soluzione c è, possibile sfugga a tutti? Ci riferiamo all’archivio storico della Reggia e relativa sala studio, vicenda vecchia ed annosa, esplosa in tutte le sue contraddizioni il 9 ottobre 2017, in occasione di Domeniche di Carta , giornata di apertura straordinaria degli Archivi, a Caserta in Reggia si tengono 2 eventi in contemporanea: Archivio di Stato e Museo della Reggia. Sulla vicenda in data 05.10.2017 la sen Vilma Moronese del M5S ha presentato l’interrogazione n. 3-04034, alla quale nessun risposta è stata resa dal Ministro Franceschini Sappiamo che dal 2007 in poi la dottoressa Imma Ascione, il dottor Aldo Santamaria ex direttori dell Archivio di Caserta e la dottoressa Luigia Grillo direttore in carica, hanno chiesto alla competente DGA e al Segretariato Generale del Mibact, di intervenire sulla vicenda. In particolare ci risulta che il Direttore Generale Archivi dott. Gino Famiglietti, in data 07.04.2017 con protocollo numero 6435-2017 abbia scritto al Direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori, alla Direzione Archivio di Stato di Caserta, al segretariato generale del Mibact, precisando che le competenze istituzionali relative all’Archivo della Reggia sono di “competenza esclusiva dell Archivio di Stato”, inoltre tutta documentazione attestante quanto esposto “ è custodita presso la Soprintendenza BPPSAE” di Caserta, basterebbe consultarla! E’ grave leggere nella guida della Reggia, informazioni false che assegnano al Museo della Reggia la gestione e la conservazione dell Archivio Reggia o progetti finanziati dalla U.E che vedono Università Luigi Vanvitelli – Dipartimento di Scienze Politiche e Reggia gestire il patrimonio archivistico escludendo “il soggetto istituzionale competente cui spetta la piena titolarità giuridica”, come è grave sottoscrivere un illegittimo protocollo di alternanza scuola lavoro e pubblicizzarlo con un opuscolo! La dottoressa Grillo ha diramato il seguente comunicato:
“Dichiarazione ufficiale direttore
ARCHIVIO DI STATO DI CASERTA
Mi è stato segnalato, più volte e da più parti, che sono state pubblicate sul social network Facebook e riprese da alcune testate giornalistiche notizie relative all’Archivio di Stato di Caserta assolutamente inesatte.
Non sarei uscita al di fuori della corrispondenza in ambito istituzionale, molto corposa al riguardo, ma alcune esternazioni sul web, e quindi ad ampia diffusione, relative all’Istituto che dirigo mi costringono a riportare la verità.
L’Archivio di Stato di Caserta, Istituto periferico del Mibact, ha spostato nell’aprile scorso la sua sede da un appartamento in fitto (dal 1972) a spazi demaniali nella Reggia di Caserta, così come disposto dalla Direzione Generale Archivi, ai sensi della legge sulla spending review ed in ottemperanza a quanto previsto dal “Piano commissariale di restituzione della Reggia di Caserta alla sua funzione culturale, educativa e museale”.
Nello specifico, tali spazi erano stati restituiti all’Agenzia territoriale dello Stato dall’Aeronautica Militare e dall’Università degli Studi Luigi Vanvitelli.
Non corrisponde, quindi, al vero l’affermazione che il Direttore della Reggia abbia consegnato “il Circolo Ufficiali nei tempi giusti” al Demanio (Facebook 9 luglio 2017).
Altrettanto inesatta è l’affermazione che l’Archivio storico della Reggia sia della Reggia.
Meraviglia che tale questione sia posta e soprattutto che si insista su un punto sul quale c’è assoluta chiarezza: il materiale documentario conservato presso la Reggia di Caserta fa parte del patrimonio archivistico dell’Archivio di Stato di Caserta: i documenti si riferiscono all’amministrazione locale antecedente l’unità d’Italia e, come per tutti i documenti di medesima natura e origine, spetta all’Archivio di Stato competente per territorio conservarli e consentirne la fruizione.
L’attenzione sull’Archivio di Stato di Caserta, che evidentemente ha un nutrito seguito di followers, ha portato anche ad altre esternazioni imprecise questa volta relative all’emiciclo vanvitelliano – ex Caserma Pollio, assegnato nel lontano 1995 all’Archivio e futura sede di parte dei depositi dello stesso se, come fortemente ci si augura, questa volta verranno rispettati i tempi di consegna dei lavori (maggio 2019).
Non ho ritenuto e non ritengo opportuno intervenire sull’informazione relativa all’impegno profuso per riavviarne i lavori di restauro: attribuirsene il merito è un’operazione di marketing politico-aziendale che non interessa controbattere.
Ma se su una rivista bolognese, “Il Giornale del restauro”, viene pubblicato un articolo firmato che viene poi ripreso da diverse testate casertane on line e che riporta notizie risalenti a oltre 10 anni fa, utilizzando, tra l’altro, un articolo comparso nel gennaio 2006 sulla rivista on line dell’Archivio di Stato di Caserta, quale direttore protempore e persona informata dei fatti, devo smentirne in buona parte il contenuto e condividerne piuttosto l’incipit: “Coglie tutti di sorpresa con un annuncio su Facebook …”.
Non corrisponde al vero, infatti, che l’arch. Francesco Canestrini sia oggi direttore dei lavori di restauro dell’emiciclo–ex caserma Pollio: lo fu, in quanto funzionario della Soprintendenza di Caserta, con nomina del gennaio 2005, quando l’arch. Flavia Belardelli, allora funzionaria della Soprintendenza di Caserta e da alcuni anni funzionaria della Reggia, ne fu nominata RUP: ma non credo che sia di quei lavori che si intenda parlare oggi.
E’, infatti, altrettanto inesatta la descrizione dei lavori che vi verranno eseguiti, di cui è direttore dei lavori anche questa volta un funzionario della Soprintendenza di Caserta, mentre il RUP è un ingegnere del Provveditorato alle Opere Pubbliche.
Caserta, 17 luglio 2017
Il direttore
dott.ssa Luigia Grillo. Da parte del Direttore della Reggia non vi è stato alcun riscontro, anzi ha ristampato la guida ufficiale della Reggia, ignorando il tutto e continua gestire il progetto di digitalizzazione finanziato dalla Regione Campania in collaborazione con dipartimento Jean Monnet – Università Luigi Vanvitelli di Caserta senza avere alcun titolo.
CGIL Funzione Pubblica
Il 22 settembre 2017 i segretari provinciali e regionali (Caserta e Campania) della FP CGIL funzione pubblica scrivono al Ministro Franceschini, al Direttore generale Archivi , al segretariato generale Mibact in Campania, al Coordinatore della FP CGIL del Mibact per denunciare la grave situazione dell’ Archivio di Stato di Caserta e delle condizioni di lavoro dei dipendenti, chiedendo interventi urgenti, ma nessun riscontro viene dato alla nota.
In attesa un urgente riscontro alla presenta istanza, si porgono distinti saluti
Comitato Pro Archivio
S.E Raffaele Nogaro