Caserta. Riduzione TARI. CITTÀ FUTURA: “Gestione scellerata di una maggioranza spaccata”

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del Movimento politico "Città Futura"

Al Consiglio comunale di venerdì l’Amministrazione targata Carlo Marino, non ha perso l’occasione di dimostrare, per l’ennesima volta, le sue problematiche interne. Una inefficienza inaudita della macchina amministrativa, che come al solito porta l’ultimo giorno delle decisioni in aula consiliare sul genere “o bere o affogare”.

Siamo davvero stanchi, non ne possiamo più di questa scellerata gestione. Questo modo di fare politica non fa bene alla democrazia ma soprattutto non fa bene alla città di Caserta e ai cittadini casertani che continuano ad essere letteralmente maltrattati.

Per l’ennesima volta la maggioranza consiliare ha espresso un voto mascherato, un voto di fiducia all’Amministrazione su una tematica importante, approvando la riduzione della tariffa riguardante la Tari, attraverso una delibera di Giunta che a nostro avviso presenta una serie indiscussa di anomalie.

Innanzitutto va sottolineato che esiste una scadenza tecnica prevista per la fine di marzo, per l’approvazione annuale delle tariffe. Dunque non è ammissibile che si arriva sempre all’ultimo giorno utile con una convocazione del Consiglio comunale in 48 ore.

In secondo luogo, per onor di verità, la riduzione della Tari non è affatto del 6%, dato che, come si ricorderanno i cittadini casertani, il 4,03%, mai applicato nei fatti dal concessionario della riscossione, era di competenza dello scorso anno. A tutt’oggi nonostante le nostre richieste ancora non si è fatta chiarezza su chi abbia autorizzato il concessionario ad applicare nel 2018 le tariffe 2017 senza una delibera di giunta (che poi applicò la riduzione del 4,03%). Quindi tecnicamente la riduzione effettiva per quanto riguarda il 2019 è del 2%.

Ma soprattutto ciò che noi del Movimento Città Futura riteniamo estremamente grave, motivo per cui il nostro capogruppo e consigliere comunale Enzo Bove non ha partecipato alla votazione della proposta, è il fatto che vi sono delle evidenti incongruenze con i numeri riguardanti le previsioni di produzione di spazzatura. Tant’è che la media degli ultimi tre anni, a cui si fa riferimento nella delibera, dovrebbe corrispondere a 38 mila tonnellate circa e non 35 mila come asserito. Se si abbassano le previsioni di produzione di spazzatura è normale che di conseguenza si riduce la previsione di costo del servizio.

I conti non tornano e chi ha votato favorevolmente, per mero spirito di maggioranza, rischia di minare le casse dell’Ente comunale e quindi di creare un danno erariale considerato che siamo un comune in dissesto finanziario, inoltre lo stesso Assessore alle Finanze non esclude che si debba intervenire in futuro sui dati presentati venerdì. La maggioranza consiliare, che ha dimostrato ancora una volta di essere spaccata (visto che la proposta è stata approvata con 15 voti favorevoli e quindi non dalla maggioranza del Consiglio) dovrà assumersi le sue responsabilità.

Per quanto riguarda invece il secondo punto all’ordine del giorno, ovvero la definizione agevolata delle liti, è arrivato il parere negativo da parte del collegio dei revisori dei conti. E’ chiaro che oggi andare a sanare i giudizi pendenti, di cui non si conosce l’esito futuro, significa sottrarre risorse ad un Comune che attualmente è in dissesto, quindi alla massa di creditori che devono essere soddisfatti parzialmente o integralmente dall’Ente secondo quelle che saranno le decisioni dell’organismo speciale di liquidazione.