CASERTA, ROGHI E INCENDI . EDGARDO URSOMANDO COORDINATORE PROVINCIALE VERDI RISPONDE A PAOLO FARINA – FI-.: ” ASSURDO PRENDERSELA CON IL SINDACO MARINO “

di  ANTONIO DE FALCO

CASERTA.”‘Anche la voglia di volere sempre più asparagi può essere uno dei moventi che alimenta la frenesia incendiaria di questi maledetti.
Condivido la tesi del Sindaco Carlo Marino, dietro questi incendi c’è una mano criminale e spero che la magistratura trovi i colpevoli” .

Con queste parole il responsabile provinciale dei Verdi , Edgardo Ursomando dice la sua sulla questione roghi che nell’ ultimo mese ha distrutto numerose montagne nel Casertano.

Ma non e’ tutto , Edgardo ha anche risposto per le rime a Paolo Farina di Forza Italia  che Da una parte  si e’ complimentato con Ursomando per il suo intervento  a riguardo, dall’ altra , ha accusato il Sindaco di Caserta, Carlo Marino di essere stato poco previdente e di non aver fatto cio’ che la legge impone di fare in certe occasioni.

  1. ” Poco o niente ha fatto il Sindaco Carlo Marino per prevenire questo fenomeno pur sapendo bene  che gli incendi si ripetono sempre nello stesso periodo e negli stessi posti”. Queste le parole di Paolo Farina alle quali diretta e”arrivata la replica di Ursomando.

“Credo che la Procura abbia già aperto un fascicolo d’ufficio e sono sicuro che le indagini andranno avanti. Ormai si è superato ogni limite, e proprio perché, come anche tu evidenzi, gli incendi si ripetono ciclicamente, ogni anno, e sempre nelle stesse aree delle colline casertane.

Oggi, dopo tre anni e tre incendi  possiamo affermare senza timore di smentita che tre indizi fanno una prova … e che c’è una mano criminale e aggiungerei anche ignorante dietro questi incendi. Considerato che sta storia va avanti già da una ventina di anni, personalmente ci andrei piano ad assegnare responsabilità, piuttosto dovremmo proporre soluzioni al problema.

Per quanto riguarda l’attività del Sindaco Carlo Marino, e qui non mi puoi certo affibbiare la figura di difensore d’ufficio perché sai benissimo che quando c’è stato da bacchettarlo sono stato il primo, non si può certo dire che sia stato fermo, perché in tempi non sospetti ha emesso un’ordinanza relativa alla pulizia dei fondi montani e pedemontani o comunque agricoli, da sterpaglie, sottobosco e quanto altro potesse alimentare incendi; Ha ripristinato il registro delle aree percorse dal fuoco e avviato i corsi per 40 osservatori civici che dal prossimo anno gireranno per il territorio, e si spera d’estate anche per le colline, per svolgere una funzione di controllo.

Tu, però, mi dirai che comunque tutto questo non è servito a niente, e forse hai ragione, ma mi devi anche spiegare come si può gestire una problematica del genere, che si può tranquillamente definire una sorta di terrorismo ambientale, dove dei delinquenti apparentemente “dormienti”, in alcuni periodi dell’anno si destano inspiegabilmente e in maniera scientifica appiccano il fuoco per chissà quale stupido motivo.

Siamo stati solo fortunati che ancora non ci sia stata una tragedia, quest’anno il fuoco ha lambito le case delle nostre frazioni. Adesso, io metterei da parte la politica e ti invito, anzi invito tutti, a mettere sul tavolo soluzioni; mi rivolgo a ingegneri ambientali e del territorio, agli amici del C.A.I. ( Gino Guadalupo), alle associazioni ambientaliste e a tutti quelli che come te amano il territorio. Ognuno può dare il proprio contributo, nel pieno rispetto dei ruoli e delle proprie competenze.

Sono sicuro che se ad ogni critica, corrispondesse un’azione propositiva, oggi a Caserta parleremmo solo di cose buone.