Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota inviataci dal gruppo consiliare ” Speranza Per Caserta.
Gentile Redazione,
ci fareste cosa gradita pubblicando queste brevi note in risposta alle dichiarazioni del sig. Francesco Melone, rappresentante del movimento “Riprendiamoci Caserta”.
Innanzitutto, ci fa piacere essere individuati quale “bersaglio politico”, vuol dire che le nostre idee stanno avendo buona diffusione, al di là del giudizio che poi ognuno può emettere. E dobbiamo dire che, leggendo attentamente l’intervista, il sig. Melone sembra concordare sul messaggio principale che volevamo trasmettere, e cioè “che fine ha fatto il PUC?”. Veniamo, invece, al Macrico: le accuse di qualunquismo ci sembrano a dire il vero abbastanza… qualunquiste! Innanzitutto, il destino del Macrico è strettamente legato a ciò che sarà scritto, in merito, nel Puc.
E comunque in volantino era uno spazio troppo piccolo per contenere informazioni dettagliate, ma chi segue con attenzione la politica locale (come afferma di fare il sig. Melone) dovrebbe ben sapere quali sono le idee e le proposte sul Macrico di Speranza per Caserta. Il nostro movimento ha radici profonde e datate nel Comitato Macrico Verde, che oltre dieci anni or sono presentò lo studio di fattibilità per un “Parco dei Parchi”, redatto da validi ingegneri ed architetti con tanto di analisi di sostenibilità tecnico-economica. Il progetto, tuttora attualissimo, è stato acquisito dal Comune di Caserta durante la fase di partecipazione pubblica del preliminare di PUC ed è integralmente consultabile sul portale dell’Ufficio di Piano, portale dove sono peraltro rintracciabili le dettagliate proposte ed osservazioni di Speranza per Caserta sul PUC, mentre non ci risultano, ma potremmo sbagliarci, contributi da parte di “Riprendiamoci Caserta”, del signor Melone o dei suoi precedenti partiti di appartenenza. Il “Parco dei Parchi” potrebbe anche non essere il miglior progetto possibile, anzi sicuramente non lo è, ma ciò che conta sono i punti cardine del nostro pensiero: nessuna nuova edificazione, no a speculazioni di qualsiasi tipo, progettazione condivisa e gestione principalmente pubblica e partecipata degli spazi. Il Sindaco, poi, c’entra eccome! L’area è privata, lo sappiamo benissimo, ma il valore stimato di 40 milioni di euro non ha più alcuna rispondenza con la realtà (se mai l’ha avuta), a causa del deperimento di strutture e spazi interni, e soprattutto dopo la conferma da parte del Consiglio di Stato dei vincoli posti dalla Soprintendenza, contro i quali la proprietà (evidentemente non così interessata a salvaguardare l’area…) aveva fatto ricorso.
E chi dovrebbe imporre, con una forte volontà politica, una revisione al ribasso del prezzo, se non l’Amministrazione Comunale? E qualora dall’altra parte non si ravvisi disponibilità al dialogo, esiste sempre una procedura chiamata “esproprio”, al quale ricorre qualsiasi ente che debba realizzare strutture di interesse pubblico su suoli privati. Smettiamola con il solito vittimismo del “a Caserta non si riesce a manutenere neanche un’aiuola”: non ci si riesce perché da troppo tempo incapacità e voracità hanno scaraventato questa città ai bassifondi delle classifiche di vivibilità. Un manipolo di cittadini volenterosi autogestisce con ottimi risultati da ormai due anni la Villetta Giaquinto, altri lo stanno facendo per le villette del rione Acquaviva. L’elenco delle cose impossibili si svuota, se si lavora con passione e competenza, al solo servizio della collettività e senza alcun interesse personale.
Sperando di non apparire troppo qualunquisti, auguriamo al sig. Melone, al movimento Riprendiamoci Caserta, alla redazione ed ai lettori tutti di Belvederenews un Santo Natale ed un Felice 2019!