Caserta. TASSA SUI LOCULI DEL CIMITERO: le congreghe presentano ricorso contro la sentenza del Tar

di GESUALDO NAPOLETANO

CASERTA – Torna a far parlare di sé l’ormai “rinomata” vicenda riguardante la tassa sui loculi del cimitero di Caserta. A suonare la carica ancora una volta sono le congreghe casertane, per conto delle quali, nella giornata di ieri, venerdì 9 novembre 2018, gli avvocati Renato Labriola e Antonio Tisci hanno presentato un ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Campania datata 10 settembre 2018. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di fare chiarezza sulla vicenda.

IL COMUNE ISTITUISCE NEL 2014 UN NUOVO TRIBUTO PER LA MANUTENZIONE E PER LA PULIZIA DEGLI SPAZI CIMITERIALI
COMUNE DI CASERTA – Palazzo Castropignano

Secondo le associazioni religiose, il Comune di Caserta, attraverso la delibera emessa nel 2014 (delibera di G.M. n.71/2014), istituiva l’approvazione di tariffe cimiteriali e dei conseguenziali solleciti di pagamento notificati ad alcuni dei soggetti ricorrenti con i quali l’Ente aveva fissato le tariffe cimiteriali commisurandole “al costo dei servizi” e chiedendo il versamento di 8 euro per ciascuno dei loculi gestiti dalle ricorrenti, di importo maggiore rispetto alla situazione precedente. Insomma una nuova tariffa di natura tributaria, e non contributiva, destinata alla copertura dei costi riguardanti la manutenzione ordinaria e straordinaria, e altresì all’attività di pulizia degli spazi cimiteriali.

LE CONGREGHE PRESENTANO NEL 2015 UN RICORSO DI PRIMO GRADO

Nell’anno successivo le diverse congreghe (Confraternita SS. Sacramento e S. Rosario; Confraternita SS. Sacramento e Monte dei Morti; Confraternita Maria SS. Addolorata; Reale Arciconfraternita San Giovanni Battista; Confraternita S. Rosario e S. Donato; Confraternita Preziosissimo Sangue di Cristo; Confraternita Sacro Cuore di Gesù e S. Rosario; Confraternita SS. Immacolata Concezione e Anime del Purgatorio; Confraternita S.S. Sacramento; Confraternita S. Giuseppe, Santa Maria di Loreto e Purgatorio; Reale Arciconfraternita SS. Sacramento; Confraternita S. Rosario; Confraternita Monte dei Morti e Santo Rosario; Confraternita SS. Corpo di Cristo e Rosario, S. Rosario) presentavano un ricorso di primo grado (numero di registro generale 1913 del 2015) contro il Comune di Caserta per l’annullamento della delibera emessa nel 2014.

Tra le molteplici motivazioni del ricorso, l’ eccesso di potere per duplicazione della TASI. Questo perchè nell’aprile 2014 il Consiglio Comunale, approvando le nuove tariffe, specificava, con chiaro riferimento alla TASI, tutti i servizi indivisibili prestati dal Comune che sarebbero stati coperti dallo stesso tributo (e tra questi ricordiamo vi erano anche i Servizi cimiteriali).

LA SENTENZA DEL TAR CAMPANIA DA’ RAGIONE AL COMUNE DI CASERTA

Nella sentenza (n. 05436) pubblicata il 10 settembre 2018, il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha però espresso che l’Amministrazione Comunale di Caserta “non ha affatto introdotto un nuovo tributo comunale, ma ha soltanto previsto l’applicazione di tariffe con funzione di corrispettivo per l’uso dello spazio cimiteriale da parte dei singoli utenti”. 

TAR CAMPANIA

Con la sentenza del Tar Campania, le congreghe dunque si sono viste rigettare le proprie rimostranze (emerse per l’appunto nel ricorso di primo grado presentato dalle stesse nel 2015).

PRESENTATO IERI UN RICORSO IN APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO
AVV. RENATO LABRIOLA

Nella giornata di ieri però le associazioni religiose, rappresentate e difese dall’Avv. Renato Labriola, sono tornate alla carica ed hanno provveduto a presentare un ricorso in appello al Consiglio di Stato contro il Comune di Caserta per l’annullamento o la riforma previa sospensiva della sentenza del 10/09/2018 resa dal Tar Campania considerata illegittima, e per l’accoglimento del ricorso di primo grado presentato nel 2015 (R.G. 1913/2015).

Il ricorso in appello è stato promosso congiuntamente dall’ Avv. Labriola e dall’Avv. Antonio Tisci nell’interesse delle confraternite: SS. Sacramento e S. RosarioMaria SS. AddolorataS. Rosario e S. DonatoPreziosissimo Sangue di CristoSacro Cuore di Gesù e S. RosarioSS. Immacolata Concezione e Anime del PurgatorioS. Giuseppe; Monte dei Morti e Santo Rosario.

Secondo le congreghe in realtà il Tar è andato in equivoco perchè ha ritenuto che questa “tassa sui loculi” fosse un corrispettivo e non un tributo, quando invece essa è già contenuta nella TASI. Dunque mettendo un’ulteriore prestazione patrimoniale a carico degli utenti si è violato il principio di doppia imposizione.