di GIOVANNA PAOLINO
Caserta. Il successo della 45a Edizione di Settembre al Borgo dimostra che il turismo e la cultura di Terra di Lavoro sono in grado di risorgere dalle loro ceneri riqualificando l’economia del territorio con l’indispensabile contributo della Politica.
Senza il Presidente De Luca, senza l’Assessore Regionale Matera , senza il Consigliere Regionale Zinzi e senza il Sindaco Marino questa 45a Edizione non si sarebbe tenuta : come dire Pd, Udc, Forza Italia e DeLuchiani tutti insieme appassionatamente in nome dell’Arte e delle imminenti elezioni , provinciali e politiche.
Tuttavia, il problema della gestione del turismo a Caserta e nella sua provincia permane , o meglio permangono dei nodi da sciogliere per comprendere , principalmente , su quali binari procede la riqualificazione culturale e turistica della nostra provincia.
Ad esempio , nel progetto di recupero culturale del nostro territorio risulta essere completamente assente l’ Agenzia Regionale per il Turismo , introdotta dalla legge regionale n. 18/2014.
Una struttura istituzionale , questa , piu’ volte annunciata ma a tutt’oggi mai realizzata. . L’Agenzia avrebbe dovuto essere l’ossatura portante nel perseguimento dell’obiettivo di garantire l’unitarietà dell’azione tesa ad assicurare una programmazione delle attività sul territorio, superando la parcellizzazione fino ad oggi esistente con i 5 EPT e le 15 Aziende di Cura e Soggiorno.
Al momento niente di fatto.
Ma non e’ tutto.
Ambigua rimane la posizione giuridico- istituzionale dell’E.P.T. di Caserta, ente intermedio che avrebbe dovuto essere sciolto , ma che , invece, continua ad operare sul territorio, a volte sotto” le mentite spoglie ” della Reggia di Caserta, altre volte sotto ” le mentite spoglie ” della Regione Campania.
Si pensi ai due infopoint turistici aperti a Caserta : uno all’interno della Stazione Ferroviaria e l’altro in Piazza Vanvitelli . Si tratta di due strutture che , in realta’, utilizzano risorse umane e materiali dell’ E.P.T. Caserta , ente ancora operativo e del quale il Commissario Liquidatore non ha ancora provveduto alla relativa liquidazione, il cui espletamento, cosi’ come era stato annunciato , avrebbe dovuto svolgersi entro il mese di dicembre 2016.
Alla luce di quanto sta accadendo , la domanda diviene inevitabile : l’EPT Caserta esiste o non esiste ? O meglio , l’ente e’ stato assorbito dal Museo Reggia di Caserta , dalla Regione Campania o conserva tuttora la propria autonomia?
E, soprattutto, perche’ non si da’ applicazione alla legge n.18/2014?
In questa fluttuante incertezza si muove il turismo casertano, che , dinanzi allo stallo della legge, si deve necessariamente affidare alla Politica , che , per definizione, ha obiettivi diversi con la cultura.
Insomma, una situazione non semplice nella citta’ fondata da Luigi Vanvitelli dove i due infopoint , secondo le segnalazioni dei turisti , pervenute alla nostra redazione, sarebbero stati allocati in luoghi decentrati per quanti accedono a Caserta in automobile ed intendono visitare , oltre la Reggia Vanvitelliana, anche gli altri siti turistico – culturali, come il Borgo di San Leucio e il Borgo di CasertaVecchia.
L’infopoint della Stazione Ferroviaria ha come inevitabile utenza , al di la’ dei proclami, solo i turisti che arrivano in citta’ con il treno .
L’infopoint in Piazza Vanvitelli, poi, rappresenta il centro di una vera e propria caccia al tesoro del turista , che per avere informazioni sui posti da visitare, in citta’ e in provincia, deve avere prima la fortuna di individuare la struttura di informazioni .
Ci si chiede per quale ragione, ad esempio, non vengono istallati centri di accoglienza turistica proprio in Piazza Carlo III al fine di fornire a turisti e visitatori informazioni tali da veicolare il flusso delle informazioni.
Si preferisce fare operare l’EPT ” sotto mentite spoglie ” e si consente la quotidiana corsa ” guardie e ladri ” fra forze dell’ordine e commercianti abusivi di gadget.
Il successo di questa 45 a Edizione di Settembre al Borgo e’ il successo della Politica , che chiama e muove i propri affiliati, secondo esigenze soggettive.
Ma il problema del turismo , sia a Caserta che in provincia , rimane : le zone interne , ad esempio, sono completamente abbandonate dalle istituzioni e se , fino a poco tempo fa, l’Ept riusciva a coordinare un ‘azione sinergica di promozione e di valorizzazione del territorio, oggi e’ tutto affidato alla disponibilita’ dei volontari mentre l’attivita’ delle Pro Loco si va sempre piu’ arenando bloccata dallo stallo della legge regionale.
Mancano , in realta’, una programmazione ed una strategia turistico- culturale condivise dalle Istituzioni.
Ci chiediamo : dopo il 6 settembre 2017, Casertavecchia entrera’ nel consueto letargo o continuera’ a garantirsi un afflusso di turisti tale da poter parlare di effettiva riqualificazione turistica ?
E, soprattutto, dopo il 6 settembre 2017 , riusciranno i turisti in visita alla Reggia a raggiungere Casertavecchia nonostante la difficolta’ ad individuare i due infopoint per avere informazioni al riguardo e nonostante la mancanza di collegamenti tra la citta’ ed il Borgo Medioevale ?