CASTEL VOLTURNO, CLINICA PINETA GRANDE. IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA SUI MIGRANTI , FEDERICO GELLI : ” LO IUS SOLI E’ GIA’ UNA REALTA’ “

“A Castel Volturno è necessario effettuare subito il censimento dei migranti per capire quali sono i reali numeri, anche se la situazione che si vive in questo territorio non ha eguali in altre parti d’Italia”. Nella giornata di ieri 30 ottobre 2017  il presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sui migranti Federico Gelli,  è  arrivato  in missione a Castel Volturno accolto nella   clinica Pineta Grande,  che egli ha definito “eccellenza reale di questo territorio dove l’integrazione è ormai qualcosa di acquisito. In questa struttura, dove si assistono senza alcuna differenza cittadini e immigrati regolari e irregolari, lo ‘ius soli’ è già realtà”.

I lavori sono continuati nell’aula multimediale del Pineta Grande Hospital, prima con la presentazione del Direttore Generale, Dott. Vincenzo Schiavone, in merito alle attività sanitarie svolte dal Presidio Domitiano, e successivamente con l’audizione in seduta riservata delle massime autorità territoriali tra cui il  Prefetto di Caserta, Dott. Raffaele Ruberto, il  Questore di Caserta, Dott. Antonio Borrelli, il  Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Dott. Alberto Maestri, il  Commissario Straordinario di Governo per l’Area di Castel Volturno, Dott. Francesco Antonio Cappetta e il  Sindaco di Castel Volturno, Dott. Dimitri Russo.

Queste le parole di Federico Gelli : ” A Castel Volturno è necessario effettuare subito il censimento dei migranti per capire quali sono i reali numeri, anche se la situazione che si vive in questo territorio non ha eguali in altre parti d’Italia”.

Ed ha aggiunto : ” Lo ius soli e’ una questione di civilta’”.

A Castel Volturno Federico Gelli era accompagnato dalla deputata casertana del Pd Camilla Sgambato, componente della Commissione.

“A Castel Volturno bisogna uscire dalla logica dell’emergenza, visto che gli immigrati qui ci sono da trent’anni. Bisogna trovare le risorse per i progetti di integrazione, e bisogna farlo nel più breve tempo possibile con la sinergia tra tutti gli attori. C’è bisogno di censure gli irregolari, come ho chiesto anche nei mesi scorsi, e potenziare gli organici sottodimensionati di Carabinieri e Polizia, e di garantire il vaccino a tutti i bambini che frequentano le scuole cittadine”, ha affermato la deputata Sgambato .

“Le risorse  – ha continuato  – vanno reperite con progetti europei. Nella prossima legge di stabilità ci impegniamo ad inserire alcune misure finanziate con fondi statali, mentre per l’assistenza sanitaria agli immigrati dovremo sfruttare le risorse stanziate dal Ministero della Salute, perché Pineta Grande Hospital è un presidio di legalità e di sanità di fondamentale importanza”.

Presente all’evento anche il Sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo, il quale  ha  spiegato che gli enormi problemi al bilancio comunale  sono provocati proprio  dalla presenza massiccia di molte migliaia di immigrati, regolari e non.

Questi i dati   :  sul territorio di Castel Volturno vi sarebbero   quasi 20mila migranti, di cui circa 15mila non regolari, che vanno ad incidere  sulla casse comunali per quasi 5 milioni di euro, relativamente appunto ai servizi pubblici, come il ritiro dei rifiuti, che il Comune eroga senza ricevere nulla in cambio.

Proprio per risolvere le numerose emergenze del territorio legate alla massiccia presenza dei migranti, il Governo ha nominato ad agosto un Commissario Straordinario, Francesco Antonio Cappetta, che si è insediato ma senza avere i fondi necessari per attuare i progetti di inclusione sociale a favore dei migranti.

“Le risorse – spiega Gelli – devono provenire da progetti finanziati di livello europeo, e il Commissario sta già lavorando con la Regione nell’individuazione dei fondi e nella progettazione degli interventi; c’è poi la possibilità di intervenire su fondi statali, già nella prossima manovra di bilancio, per reperire risorse mirate, e sui fondi dedicati all’assistenza sanitaria degli immigrati previsti dal Ministero della Salute”.

Gelli ha poi sottolineato che tra le “priorità di Castel Volturno vi è quella di combattere l’abusivismo edilizio e di far tornare la legalità a tutti i livelli; in tal senso nei prossimi mesi aumenteranno le dotazioni delle forze dell’ordine sul territorio, così come annunciato dal Capo della Polizia Gabrielli”.

Il presidente della Commissione d’Inchiesta ha ascoltato anche il proprietario della struttura, Vincenzo Schiavone, che ha chiesto di intervenire presso il Governo nazionale perché allenti i limiti già stringenti che “la Regione ha in materia sanitaria a causa del piano di rientro dall’enorme debito accumulato negli anni scorsi”.

La clinica Pineta Grande, che ogni anno effettua solo al Pronto Soccorso 45mila prestazioni, di cui 4500, il 10%, a favore di immigrati regolari e non, vanta crediti già certi ed esigibili verso la Regione di circa 50 milioni di euro, molti dei quali costituiscono fondi che lo Stato trasferisce alla Campania proprio per la cura degli immigrati. “Il problema è che questi soldi restano a Napoli perché la Regione non può ritrasferirli per rientrare dal debito. Come struttura privata convenzionata, chiediamo di prendere in carico queste persone, come facciamo per i cittadini”.

Ogni anno la clinica ricovera 500 immigrati non regolari, e anche a causa di queste spese, e complici i mancati pagamenti della Regione, già a metà anno va spesso in difficoltà. Eppure Schiavone continua ad investire; è di qualche mese fa la presentazione di un piano di investimenti da 70milioni di euro, di cui 35 finanziati con tasso agevolato da Invitalia, per portare i posti letto dai 150 attuali ai 300; aumenteranno anche i dipendenti, che passeranno dai 600 di ora a 1000. “Non ce ne andiamo da qui” afferma con decisione.

All’evento sono intervenuti anche il  Dr. Severo Stefanelli, Direttore del Distretto Sanitario di Castel Volturno-Mondragone e la  Dr.ssa Antonella Guida dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania oltre che varie Associazioni di volontariato (Emergency, Centro Sociale ex Canapificio, Caritas diocesana di Caserta, Centro Fernandes) che hanno manifestato la necessità di maggiore integrazione ed azioni volte a semplificare l’accesso alle prestazioni agli extracomunitari ed in particolare con l’utilizzo di mediatori culturali.