di Alessandro Fedele
CASTEL VOLTURNO – La denuncia dei cittadini della zona Destra Volturno è arrivata fino al Sindaco Dimitri Russo. Ci si è chiesto se esiste una responsabilità penale e civile dello Stato che avrebbe permesso la distruzione di una zona concepita e nata come località balneare.
“Esiste, prima dello Stato, la responsabilità diretta dei cittadini, soprattutto non autoctoni, che hanno costruito abusivamente in una zona che doveva restare per sua natura e sua vocazione un’area golenale, per accogliere le esondazioni del Volturno”. Questa la risposta del Sindaco Dimitri Russo che ha così continuato: “Questa e’ la zona a rischio idraulico più “rossa” della Campania. Area tra l’altro vincolata da uso civico che gli stessi cittadini, grazie a funzionari corrotti (notai), hanno fatto sparire dai loro atti per chiedere un condono. Area in cui si è costruito senza sottoservizi, scavando migliaia di pozzi artesiani e vasche biologiche (la gran parte assorbenti) che hanno fatto sprofondare la costa rispetto il livello del mare che oggi entra nelle case nonostante la scogliera. La distruzione di Castel Volturno è soprattutto autodistruzione”.
Ma i residenti e i proprietari delle villette di mare non ci stanno alle parole del primo cittadino e replicano al Sindaco ricordando che ad accordare il condono edilizio è stato il Governo sanando, dietro il corrispettivo pagato dagli stessi proprietari, le irregolarità legate alle varie costruzioni della zona , che inevitabilmente e fatalmente, a partire dalla fine degli anni ’80, dopo un periodo di boom economico, e di conseguenza edilizio, legato al turismo, è piombata nel più oscuro degrado.
Ciò che veramente è andato in rovina, con la distruzione di Castel Volturno, sono i risparmi delle tante famiglie che hanno investito in quelle abitazioni e che con la loro presenza sul territorio avrebbero potuto garantire un circuito economico finalizzato a garantire occupazione ai residenti.
I cittadini, nella protesta che hanno sollevato, si sono chiesti poi se sia legittimo che le Istituzioni, ancora oggi, nonostante il più bieco degrado della zona, continuino ad imporre comunque tasse gravose, senza garantire alcun servizio ed, in particolare, la sicurezza pubblica.
Anche su questo punto il Sindaco castellano ha risposto: “Nonostante il dissesto che ha imposto tariffe e tasse al massimo possibile, siamo tra i comuni in provincia di Caserta, ma non solo, con la TARI (che è tassa principale) più bassa”.
Castel Volturno da anni cerca di riscattarsi da quelle considerazioni di terra di discariche, di latitanti, di costruzioni abusive, di tossici e disperati. Il litorale domitio è diventato per mano di stolti un territorio sommerso dal cemento. Il lucro ha causato disagio sociale.
Una politica non ostentata, fatta solo di tessere, affari e potere, e rapporti con quell’imprenditoria mafiosa che per due decenni è stata costruita e favorita nell’accesso al credito ed ai finanziamenti pubblici.
A questo punto conta poco stabilire se per Castel Volturno si tratta di distruzione o di autodistruzione: quello che conta è che Castel Volturno sta morendo in modo irreversibile e nessun Amministratore, e non se ne comprende la ragione, è in grado di risolvere il problema.