CASTEL VOLTURNO. FESTA PROVINCIALE DELL’UNITA’ TRA LE RIFLESSIONI DI RUSSO E PETRELLA E LA SATIRA DI TONINO CARDAMONE

di Maria Perillo

CASTEL VOLTURNO.  Una giornata, quella di ieri, all’insegna della satira e del dialogo. Dopo i saluti del coordinatore del Circolo PD di Castel Volturno, Salvatore Raimondo, gli interventi  dell’europarlamentare Nicola Caputo, componente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento Europeo, l’europarlamentare Pina Picierno, che nella nuova segreteria di Matteo Renzi ha ricevuto l’incarico di responsabile nazionale del Dipartimento Fondi Europei del Partito Democratico e che, proprio in tale veste, è intervenuta sul tema trattato.
Tra i relatori, presenti anche  esponenti del mondo sindacale come Antonio Farinari, Segretario della UIL Caserta, e tecnici come Giuseppe D’Alterio, funzionario regionale che si occupa proprio dei fondi europei utilizzati attraverso il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Campania, che avrà anche il compito di coordinare i lavori del tavolo tematico.

Al termine del dibattito politico, in piazza Annunziata, la serata ha preso la piega tradizionale di una festa tra stand gastronomici e musica dal vivo. E proprio in questa cornice di risalto per il terriotorio, il Primo Cittadino Dimitri Russo e l’Assessore all’ ambiente Anastasia Petrella hanno discusso con noi i temi salienti che toccano il territorio.

Ne è emersa  una panoramica sulla particolarità del territorio e sulla sua gestione.

Sindaco, quale crede sia il problema più grande di Castel Volturno?

Il basso livello culturale. Fino agli anni 90 Castel Volturno era una cittadina popolata da un turismo che  trascinava l’economia poi l’inquinamento, la scarsità di servizi fognari e le problematiche legate ai sistemi idrici hanno portato i proprietari delle seconde case a lasciare il territorio. 

Sono presenti 80 nazionalità e 200 etnie diverse – ci spiega l’assessore Petrella – Castel Volturno gli originari cittadini sono  pochi, la maggior parte della gente che vive qui proviene da tutto l’interland casertano e napoletano.

Sindaco anche gli immigrati rappresentano una nota dolente?

Fino ad un certo punto. La responsabilità dell’andamento delle cose non va rovesciata sugli immigrati, ma su un territorio in cui socialmente è tutto possibile; spaccio, prostituzione, sversamento rifiuti. Gli immigrati arrivano in Italia e già sanno che a Castel Voltuno potranno, in un modo o nell’altro, vivere di espedienti.

Assessore cosa manca agli immigrati per l’inserimento in un contesto sociale, già di per sè, articolato e complicato?

Le figure mediatiche. Se io o il Sindaco volessimo parlare con la comunità Africana o, ad esempio, con la componente islamica, non abbiamo figure che creino mediazione, anche in termini di comunicazione, tra noi e loro.

Questo crea tensione sociale – riprende il sindaco – e mi fa sentire in colpa con gli immigrati per cui riusciamo a fare poco. Mentre per i cittadini italiani bisogna far leva sul senso civico e sul controllo, da parte di loro stessi, del territorio, per gli immigrati bisogna agire su fronti diversi ed aiutarli perché loro non fanno altro che portare la loro cultura qui.

Assessore quindi l’integrazione non c’è proprio?

Non come vorremmo noi, i disagi sono numerosi.

Sindaco come si può agire in un territorio così…?

Straordinario. Tutte le misure atte alla rivalutazione del territorio devono essere straordinarie. A partire dall’impegno dei cittadini fino a toccare tutti i vertici che rallentano, per mezzo di lungaggini burocratiche, il lavoro che stiamo tentando di fare. Bisogna attenzionare la dispersione scolastica, i casi di malattia degli immigrati che, a differenza di un cittadino italiano, non si reca in ospedale per paura e non sappiamo se ciò di cui è affetto potrebbe esser peggio della malaria.

Quanto conta il lavoro delle forze dell’ordine e delle forze di polizia?

È fondamentale, ma 14 vigili non possono controllare tutto.

Assessore, secondo Lei, in che maniera si potrebbe intervenire?

Con misure e finanziamenti straordinari.

Non si può intervenire su un territorio straordinario – precisa il sindaco – con misure ordinarie. Ci troviamo quotidianamente ad affrontare problema che richiedono interventi che vanno oltre il nostro livello ed i cittadini non si rendono tutti parte attiva di questo cambiamento.

Assessore in che modo rispondono i cittadini?

Una parte vive chiusa nel proprio mondo senza interessarsi minimamente di quello che accade intorno ma c’è una parte attiva, bel lieta di prendere parte a questo cambiamento. Una parte di cittadinanza legata al territorio che ha capito quanto è importante rendersi fautori del cambiamento che vogliamo vedere.

Sindaco, abbiamo parlato dei cittadini di Castel Volturno e degli immigrati, ma qual’è l’altra componente che popola la zona?

Tutte le pendenze legali vengono scontate qui a Castel Volturno, arresti domiciliari, servizi sociali, da tutta la provincia, vengono inviati qui. E questi non sono certo abitanti di Castel Volturno.

Assessore, una popolazione cosí “straordinaria” e variegata, che concezione ha dell’amministrazione?

Manca l’educazione all’amministrazione. Il cittadino crede in un rapporto clientelare. Le difficoltà sono anche dettate dalla morfologia del territorio ma anche dal basso livello di cultura da cui molti non vogliono uscire.

A proposito di risanamento ambientale, Sindaco, occupare i marciapiedi con la cultura è stata un’ iniziativa apprezzata?

È stata una provocazione, l’azione di controllo è fondamentale e qualcosa si sta muovendo, molti sono stati multati per favoreggiamento alla prostituzione ma abbiamo bisogno che si eserciti un controllo diverso, ancora si verificano casi di furti nelle abitazioni… abbiamo bisogno di una risposta da parte del territorio e di un riscontro concreto, sia dal basso che dall’alto.

Terminata l’intervista, Sindaco, Assessori e cittadini hanno assitito alla satira di Paolo Caiazzo, in arte Tonino Cardamone. Personaggio pungente ed ironico che, prendendo spunto dalla quotidianità crea una comicità mai banale, forte e riflessiva.

Come forte è stato il paragone sul senso di inferiorità tra i cittadini del Nord e quelli del Sud e sul fatto che, sono proprio i meridionali a sentirsi, ingiustamente, inferiori.

Forti i richiami storici alla prima ferrovia, alla prima illuminazione pubblica, all’acqua corrente nelle case, alla prima ambulanza ed al primo sistema fognario che , in tempi non sospetti, hanno visto i natali proprio in meridione.