CASERTA. E’ convocato per domani , 24 luglio 2017, alle ore 9.00, il Consiglio Comunale , presieduto dall’Avvocato Michele De Florio, in seduta di urgenza ed in sedura pubblica di prima convocazione .
All’ordine del giorno il Comune di Caserta avverso il DDL. 664 della Regione Campania del 2.12.2015 avente ad oggetto ” Disposizioni sui tempi per gli interventi di riqualificazione ambientale delle cave ricadenti nelle aree di crisi ed in zone altamente critiche e per le cave abbandonate del Piano Regionale delle Attivita’ Estrattive “.
Relatore sara’ il Presidente del Consiglio Comunale Michele De Florio.
Un Consiglio Comunale, quello di domani, in cui la citta’ di Caserta si aspetta dai propri rappresentanti un voto contrario contro il disegno di legge regionale che alle ore 11.00 dovra’ essere discusso in Consiglio Regionale.ù
Sul punto hanno espresso parere contrario sia il Pd di Caserta, attraverso il Segretario Cittadino Enrico Tresca, sia Fi attraverso il Consigliere Regionale Gianpiero Zinzi e il Coordinatore Cittadino Eugenio Russo.
Un modo evidente dell’Amministrazione Comunale di Caserta di prendere posizione a tutela di una citta’ che ” ha gia’ dato moltissimo ” in termini di attivita’ estrattiva .
Ma procediamo con ordine e cerchiamo di comprendere gli antefatti di quella che domani si annuncia una giornata ” di guerra ” soprattutto all’interno del centrosinistra della Regione Campania dove il Presidente De Luca , sostenitore della proroga, si ritrova ad avere come diretto avversario il Consigliere Regionale Gennaro Oliviero del Pd Presidente della Commissione Ambiente.
Un braccio di ferro , dunque, tra il Pd e i DeLuchiani , nel quale si inserisce il centrodestra quanto mai intenzionato a disarcionare il Presidente Sceriffo ed i suoi sostenitori.
Sta di fatto che il disegno di legge del Presidente De Luca sulle modifiche delle attività estrattive fa tremare , fra tutti, gli ambientalisti della nostra provincia che risulta essere la più sventata dai cavaioli.
De Luca ha promosso in prima persona un piano per prorogare i tempi di dismissione delle cave che prevede interventi di riqualificazione ambientale delle cave ricadenti in aree di crisi e in zona altamente critiche e per le cave abbandonate del piano regionale.
In sintesi, introduce modifiche importanti come la proroga fino a 8 anni (tempi dunque raddoppiati) dei lavori di estrazione per gli imprenditori e la possibilità di cavare anche in aree di crisi, dove secondo il Prae, il Piano regionale attività estrattive approvato nel 2006, il territorio è già spremuto.
La priam conseguneza e’ stata la spaccatura all’interno del Pd. L’iniziativa dell’ex sindaco di Salerno ha scatenato il veto del consigliere del suo partito Gennaro Oliviero, presidente della commissione Ambiente, casertano e assediato dalle associazioni del territorio.
La provincia di Caserta che il primato in Campania con 442 cave di cui 370 risultate abusive. Il conflitto è sottotraccia, ma nei cassetti sono rimasti progetti e emendamenti pronti a far esplodere la miccia. Gennaro Oliviero si oppone al piano e vorrebbe escludere Caserta.
Ma il problema e’ regionale. Si pensi che a Salerno le cave distribuite su tutta la provincia sono 369, di cui 250 quelle censite dalla procura salernitana guidata da Corrado Lembo, appena 17 sono quelle attive e quasi tutte senza autorizzazioni o con autorizzazioni scadute. Quindi abusive.
Nel disegno di legge fa discutere la motivazione introdotta per chiedere la proroga che rimetterebbe in gioco le cave e l’impossibilità per le imprese di proseguire nel piano di dismissione e di ripristino ambientale.
Nel testo è stata soppressa la frase, al fine di eseguire una graduale dismissione, un passaggio che sembra annunciare una nuova stagione di sbancamenti. Per questo il disegno approvato in giunta e depositato il 15 dicembre, da quando è stato assegnato alle commissioni (Lavori pubblici e Ambiente) il 22 dicembre, è rimasto fermo al palo per molto tempo..
Il presidente della Commissione Ambiente Gennaro Oliviero ha alzato un muro e proposto emendamenti per la provincia casertana. Ma il blocco vi e’ stato anche nella Commissione Lavori pubblici presieduta dal fedelissimo di De Luca, l’ex assessore comunale Luca Cascone.
Come si può prorogare ancora l’attività delle cave? «Bisogna chiuderle e basta – sferza Oliviero. – Per far passare i loro piani su Salerno non possono mica massacrare il mio territorio. Ho presentato vari emendamenti ma l’iter non è nemmeno iniziato. A chi serve cavare con il mercato edilizio in crisi?”.
Per capire la partita in gioco, occorre sottolineare il business del settore che nonostante la crisi edilizia, resta forte nei guadagni che produce la vendita di inerti destinati a altre opere (come le strade): un metro cubo di materiale estratto si vende dai 15 ai 22 euro al metro cubo, quindi un milione di metri cubi equivalgono a 22 milioni di euro. all’’anno s’intende, se l’impresa è ben attrezzata.
Nelle aree di crisi, dove il Prae stabilisce dei tempi massimi di 5 anni più 3 di proroga, il disegno di legge depenna lo scopo ultimo del progetto di dismissione che giustificava il periodo quinquennale. Secondo il piano della giunta i termini prorogabili fanno salire a 16 anni i tempi massimi di attività (8 più 8). La proroga prevista dal Prae viene raddoppiata per i casi di coltivazione e commercializzazione del materiale estratto.
Un problema non solo politico. L’impresa che fa un buco poi deve realizzare il progetto di ricomposizione ambientale. Ma finora quasi nessuno lo ha fatto. Del resto basta guardarsi intorno per assicurarsi che la rinascita della vegetazione con terreno fertile e piante vive, il cosiddetto ripristino ambientale, si è perduta nel libro dei sogni. E la Regione nella sua massima autorità del Genio civile, non interviene di fatto mai.