Caserta. Nel cuore del centro storico di Caserta cresce il malcontento dei commercianti. Non si tratta soltanto della crisi economica o della concorrenza dell’e-commerce: il problema, secondo molti esercenti della zona, è diventato molto più concreto e quotidiano. Parcheggiare in centro è ormai un’impresa e, giorno dopo giorno, questa difficoltà starebbe allontanando sempre più clienti dalle attività storiche cittadine.
“Tra strisce blu, costantemente occupate, pochi stalli gratuiti e parcheggi strategici chiusi da tempo – ha dichiarato il Socialista, Antonio De Falco – il centro cittadino rischia di svuotarsi sempre di più. E con esso anche le attività commerciali che da generazioni rappresentano un punto di riferimento per la città. Molti negozianti, della zona del centro storico: Via Mazzini, Via Pollio, Via Crispo, via del Redentore, Corso Trieste – continua De Falco – parlano di una situazione diventata ormai insostenibile”.
Secondo quanto riferiscono diversi esercenti, una parte consistente della clientela abituale avrebbe progressivamente smesso di frequentare il centro storico proprio a causa dell’impossibilità di trovare parcheggio. Alcuni commercianti raccontano di aver raccolto, anche informalmente, dati e impressioni dai propri clienti storici, ricevendo quasi sempre la stessa risposta: raggiungere il centro è diventato troppo complicato.
Tra i clienti che non si recano a fare shopping da oltre un anno, circa il 75% ha comunicato chiaramente ai negozianti, durante le loro statistiche personali, che evita il centro perché non riesce a trovare posto per l’auto.
Il problema, spiegano, non riguarda soltanto il costo della sosta ma soprattutto l’assenza di posti disponibili. Le strisce blu risultano spesso completamente occupate per gran parte della giornata, mentre quelle bianche sono poche e quasi sempre già piene.
A peggiorare il quadro c’è, poi, la chiusura di due aree considerate fondamentali per l’accesso al centro storico: il parcheggio dell’ex Caserma Pollio e quello situato nei pressi della Reggia di Caserta. Due strutture che, secondo De Falco, potrebbero alleggerire notevolmente il problema della sosta ma che oggi restano inutilizzabili.
Una situazione che sembrerebbe pesare soprattutto sulle attività commerciali tradizionali, mentre bar, ristoranti e locali della movida riuscirebbero leggermente a contenere il problema grazie agli orari serali. Durante la settimana, infatti, le strisce blu terminano il pagamento alle 21 fino al giovedì, permettendo una maggiore rotazione e una disponibilità più ampia di parcheggi nelle ore notturne.
In quelle fasce orarie diventerebbe più semplice trovare posto sia nelle strisce blu sia in quelle bianche.
Diverso invece il discorso nel fine settimana, quando il centro torna rapidamente a riempirsi e la difficoltà nel trovare parcheggio si ripresenta in maniera evidente, con stalli occupati e pagamento della sosta prolungato fino a mezzanotte.
La conseguenza, denunciano gli esercenti, è sotto gli occhi di tutti: molti cittadini preferiscono evitare il centro e spostarsi direttamente nei centri commerciali, dove trovare parcheggio è semplice e immediato. Una dinamica che starebbe mettendo in seria difficoltà soprattutto le attività storiche, spesso tramandate da generazioni, che vedono diminuire il passaggio e le vendite.
Ed è proprio questo il timore che accomuna molti commercianti del centro storico: essere progressivamente costretti ad abbassare le serrande oppure trasferirsi altrove per sopravvivere economicamente. Una prospettiva che molti considerano una sconfitta non soltanto commerciale ma anche culturale e sociale per la città.
“La questione – conclude De Falco – apre inevitabilmente una riflessione più ampia sul futuro del centro storico di Caserta. Perché mentre si continua a parlare di rilancio urbano, valorizzazione del territorio e sostegno al commercio locale, i commercianti chiedono interventi concreti e rapidi su quello che definiscono ormai un problema urgente. La riapertura dei parcheggi chiusi, un potenziamento delle aree di sosta o una revisione della mobilità cittadina potrebbero rappresentare un primo passo per evitare che il cuore commerciale della città continui lentamente a svuotarsi”