Yuri Avantaggiato, virtuoso musicista salentino.

Yuri ci racconta il suo impegno artistico e professionale in ambito musicale. Polistrumentista, personaggio eclettico con il cuore a Sud.

Per BelvedereNews abbiamo intervistato Yuri Avantaggiato. 

Parlaci un po’ di Yuri Avantaggiato.

Yuri Avantaggiato è un artista e autore, fisarmonicista, che ha fatto della musica la sua principale forma di espressione. Il suo percorso nasce da una forte sensibilità culturale e da una ricerca costante che lo porta a trasformare emozioni, immagini e vissuti personali in linguaggio musicale. Al centro del suo lavoro c’è la fisarmonica, strumento che Yuri rilegge in chiave contemporanea attraverso l’utilizzo di componenti elettroniche e soluzioni sonore moderne, con l’obiettivo di ampliarne le possibilità espressive e avvicinarla alle nuove generazioni. La sua ricerca artistica si muove tra tradizione e innovazione, con una visione chiara: rinnovare lo strumento senza snaturarlo, rendendolo attuale, vivo e capace di dialogare con i linguaggi musicali di oggi. Ne nasce una musica che punta all’emozione e alla connessione diretta con chi ascolta, costruita su identità, sperimentazione e continua evoluzione.

Come nasce il tuo rapporto con la musica?

Il mio rapporto con la musica nasce in modo naturale, quasi istintivo. È qualcosa che mi accompagna da sempre e che nel tempo è diventato prima curiosità, poi studio e infine una vera necessità espressiva. La fisarmonica ha avuto un ruolo centrale in questo percorso: è lo strumento attraverso cui ho iniziato a costruire la mia identità musicale e a dare forma alle mie emozioni. Col passare degli anni, però, il mio approccio si è evoluto, aprendosi alla sperimentazione e all’utilizzo dell’elettronica, con l’obiettivo di ampliare le possibilità sonore dello strumento. Oggi la musica per me non è solo esecuzione o tecnica, ma un linguaggio attraverso cui racconto ciò che sono e ciò che mi circonda, cercando sempre un punto di incontro tra tradizione e contemporaneità.

Quale è il messaggio che generalmente vuoi comunicare con le performance musicali?

Il messaggio che cerco di comunicare con le mie performance è quello di un dialogo tra tradizione e contemporaneità. Attraverso la musica provo a dimostrare che anche strumenti considerati legati al passato possono vivere una nuova vita, attuale e vicina alle sensibilità di oggi. La mia fisarmonica, arricchita dall’uso dell’elettronica, diventa un mezzo per abbattere distanze e pregiudizi sonori, trasformandosi in qualcosa di nuovo ma sempre riconoscibile nella sua identità. Sul piano emotivo, il mio obiettivo è creare un contatto diretto con chi ascolta: non solo intrattenere, ma coinvolgere, sorprendere e lasciare un’emozione che resti anche dopo la performance. In fondo, ogni esibizione è un modo per condividere un pezzo del mio mondo e metterlo in relazione con quello degli altri.

Che tipo di location scegli generalmente per realizzare le tue esibizioni artistiche?

La scelta delle location per le mie esibizioni è sempre guidata dall’atmosfera e dalla capacità del luogo di dialogare con la musica. Mi piacciono gli spazi con una forte identità visiva e sonora, perché diventano parte integrante della performance e ne amplificano il significato. Allo stesso tempo, il mio approccio si basa anche sull’innovazione scenica: utilizzo nuove tecniche di esibizione che integrano elementi visivi come LED wall e sistemi di proiezione avanzata, fino a soluzioni di tipo olografico che rappresentano una delle frontiere più moderne in questo campo. L’obiettivo è creare uno show immersivo, dove musica e immagine non sono separate, ma si fondono in un’unica esperienza. Che si tratti di contesti più intimi o grandi palchi, ciò che conta è trasformare ogni esibizione in un ambiente immersivo, capace di coinvolgere il pubblico su più livelli e rendere l’esperienza memorabile.

Progetti per il futuro? Quali evoluzioni desideri per la tua operazione artistica?

I miei progetti per il futuro sono fortemente orientati all’evoluzione del linguaggio che sto costruendo attorno alla fisarmonica. L’obiettivo è continuare a sviluppare un percorso in cui lo strumento possa espandere sempre di più le sue possibilità espressive, grazie all’integrazione tra suono acustico ed elettronica, fino a forme di performance sempre più immersive e contemporanee. Sto lavorando per portare questo progetto su palchi e contesti sempre più ampi, anche internazionali, dove la fusione tra musica e innovazione scenica possa trovare piena espressione attraverso LED wall, visual dinamici e tecnologie olografiche, che rappresentano una parte importante della mia visione futura. Più che un singolo traguardo, vedo il futuro come un’evoluzione continua: un percorso in cui la tradizione non viene mai abbandonata, ma rinnovata costantemente per parlare alle nuove generazioni e creare un linguaggio musicale sempre più universale.

Quale è il tuo legame con l’Irpinia?

Il mio legame con l’Irpinia è un legame di profondo rispetto e di forte suggestione artistica. È un territorio che sento ricco di identità, di storia e di una musicalità naturale che si percepisce nei suoi paesaggi, nelle tradizioni e nelle persone. Ogni volta che entro in contatto con questa realtà, ritrovo una dimensione autentica, fatta di radici e di senso di appartenenza, che per un artista rappresenta una fonte importante di ispirazione. L’Irpinia, con la sua energia discreta ma intensa, ha quella capacità di entrare in profondità e lasciare immagini ed emozioni che poi ritornano anche nella mia musica. Per questo la considero non solo un luogo geografico, ma uno spazio simbolico che dialoga bene con la mia ricerca artistica, soprattutto nel rapporto tra tradizione e innovazione che porto avanti con la fisarmonica e con il mio linguaggio musicale.

Due brani più significativi per te?

Tra i brani che meglio rappresentano il mio percorso artistico segnalo Pizzica Bianca, disponibile su YouTube al link https://youtu.be/9SFZLA512p0. Si tratta di un lavoro che esprime bene la mia visione musicale, in cui la fisarmonica viene reinterpretata in chiave contemporanea attraverso l’integrazione con elementi elettronici e una ricerca sonora che punta a rinnovare il linguaggio dello strumento. Partendo da un’ispirazione legata alla tradizione ritmica della pizzica, il brano si trasforma in una forma espressiva moderna, dove radici e innovazione dialogano costantemente. Accanto a questo, un altro progetto significativo è La Mortadella, disponibile su https://youtu.be/O5P2mtBkY7E. In questo brano ho voluto sperimentare una dimensione più ironica e leggera, senza rinunciare alla complessità musicale, inserendo al suo interno anche un assolo di fisarmonica particolarmente virtuoso. È un lavoro progressivo che unisce gioco, tecnica e ricerca sonora, mostrando un altro lato della mia identità artistica. Entrambi i brani rappresentano due sfaccettature del mio percorso: da un lato la rilettura della tradizione in chiave moderna, dall’altro la sperimentazione e la libertà espressiva della composizione.

Grazie Yuri.

Grazie a Voi.