“Come si fa ancora a pagare milioni di euro all’anno per immobili in affitto dove ci sono gli uffici giudiziari del Tribunale Civile di Santa Maria Capua Vetere alla famiglia Cosentino? Lo sanno tutti, e ciò è inconcepibile”.
La storia non è nuova, ma viene rilanciata dalla denuncia di Antonio D’Amato, procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere e componente della Giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati di Napoli. Lo Stato paga il fitto di alcuni uffici giudiziari alla famiglia dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica.
Nel corso della conferenza indetta dall’Anm dopo l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, D’Amato denuncia: “Non dico una bugia e lo sanno tutti, alcuni uffici del settore civile sono in immobili privati e per quegli immobili lo Stato paga milioni di euro che finiscono nelle tasche della famiglia di Nicola Cosentino”.
Le parole del procuratore aggiunto arrivano quando il discorso cade sull’emergenza strutturale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. “Si è parlato e si parla da tempo di risorse, che bisogna investire. Nel nostro Tribunale – aggiunge D’Amato – hanno già evacuato due piani perché inagibili”.
Questi i temi affrontati dai Magistrati del Distretto: la piaga delle prescrizioni che arrivano fino al 31%, i problemi del Tribunale Napoli Nord, ed il nuovo sopravvento della criminalita’ organizzata.
Quest’anno i Magistrati dell’Anm Nazionale non hanno partecipato alla Cerimonia di Apertura dell’Anno Giudiziario alla Cassazione e per protesta hanno presenziato nei vari distretti per spiegare in modo diretto le loro ragioni.
A tutt’oggi irrisolto il problema del Tribunale di Aversa dove mancano personale amministrativo e giudici ed aule con videoconferenza per processi di camorra e dove il Presidente del Tribunale ha stabilito che per mancanza di risorse infrastrutturali e per mancanza di personale si possono celebrare solo due udienze penali a settimana .