Che cosa è la destra cosa è la sinistra?

Primavera socialista a Carvinara 1975 ( Foto archivio famiglia Clemente – Bizzarro)

 

Che cosa è la destra cosa è la sinistra?

“Bandiera rossa ca trionferà”

Di Fiore Marro

Caserta 10 luglio 2018

Non so quando è iniziata l’età della mia ragione ideologica, ma ricordo di gente sotto braccio, giovane e meno giovane, che sfilava per le vie del mio paese, Cervinara, sono ricordi in biancoenero, non juventini però, per carità, il lettore lungi da un’idea così scabrosa, diciamo in tinte grigio perla ecco, ricordi lontanissimi, inizi anni settanta, la gente che cantava “Bandiera rossa ca trionferà, evviva il socialismo della libertà”, oppure in fase di elezioni si diceva a squarciagola “ Carissimo elettore, il socialismo tu devi votare, se non lo voterai tu te ne pentirai”, i nostri riferimenti, almeno per i miei amici più grandi, erano Preziosi e Nenni, uno dei capi socialisti di Cervinara era un mio zio materno, uno dei leader di quella fazione ideologica assieme a un vecchio barone in decadenza, si un barone socialista, da grande poi ho scoperto che una roba del genere è anomalia pura, la casta è casta e va si rispettata.

Le fazioni a quei tempi, al paese, che io ricordi, erano due, come succede da sempre in America, da un lato noi i Socialisti dall’altro la Democrazia Cristiana, i padroni, i ricchi, i benestanti , la borghesia, don Pascale Cremente, nomi e cognomi storpiati da una scolasticità più che elementare; due fazioni opposte, ma così tanto simili però, nel decoro, nell’educazione sociale, civica, morale.

Si nasce dall’altra parte perché forse il sangue che scorre è lo stesso di quelli che si opposero agli invasori, bollati col marchio di “briganti”, oggi tanto di moda, forse pure perché la sostanza di quel ruolo è ancora poco conosciuta e compresa a quelli di oggi, si sta dall’altra parte perché di qua gli avversari sono discendenti di un passato perlopiù di liberali, con il marchio degli amici dei Savoia, che aprirono le porte a Vittorio Emanuele .

Si era socialisti non per mangiare i bambini o per andare contro l’arciprete, almeno dalle mie parti, lo si era così perché c’erano ragioni sociali da difendere, al di là delle “bandiera rossa ‘ca trionferà”, e c’erano i valori che ci venivano trasmessi a noi, ragazzini e giovanotti in erba, il lavoro, il rispetto, l’altruismo, la lealtà.

La carità socialista, la comprensione socialista, la distribuzione socialista, erano cose talmente simili ai messaggi della chiesa di paese che talvolta si stentava a capirne la differenza, era un paese il nostro, non parlo solo di Cervinara, ma dell’Italia intera, almeno di quella che riuscivo a scorgere, che mirava a migliorare il futuro, le persone, le condizioni lavorative, quelle sociali, che mirava con fatica a livellare le caste, tutto grazie alla volontà sana di gente che ancora emigrava, che aveva emigrato e lavorato la terra e la montagna non a chiacchiere ma con le nude mani, ringraziando per i doni ricevuti dal loro sudore, e ho creduto da grande che quei valori erano giusti e ci credo ancora, ma allora quando è successo che il virus della sinistra liberare o della destra progressista si sono manifestati e che ora dominano la scene italiana? Dove sono finite quelle virtù trasmesse allora, visto che per difendere un migrante ci si presenta in pubblico, vestito si con la “bandiera rossa ca trionferà” ma con un orologio al polso da 9.000 euro? Dove sono finiti quel decoro, quella morale, quell’etica, che ti permette di presentarsi a culo all’aria per difendere le ragioni di uno diverso? Cosa mai può insegnare un individuo vissuto senza mai avere conosciuto il valore del lavoro duro dell’emigrante, di chi ha lavorato la terra, di chi ha disboscato la montagna, di chi ha conservato soldino per soldino per farsi la casa o risistemare il vecchio cortile o la casa lasciatagli in eredità dai padri? Quali valori di sinistra possono essere quelli del salvaguardare una banca? Di essere sempre e solo un beneficiato delle politica?Che funzioni sociali hanno quelle cooperative che prendono soldi dallo Stato per accogliere il rifugiato? E quelle onlus che si nascondono dietro un falso buonismo solo per potere avere dei tornaconti economici? Non era certo questo il valore e il contegno che i miei antenati socialisti mi hanno trasmesso altrimenti ho capito male io.

Oggi non esiste più nessuna idea di socialismo reale, ma neanche della parte che una volta era il contraltare, oggi si usano gli argomenti peggiori per contrastare l’altro, il contadino e l’operaio, il maestro e l’artigiano, il prete, il maresciallo sono stati sostituiti da altre figure, il radical chic, il conformista, il finto anti sistema, il guru dell’informazione a tanto a puntata, oggi sono le figure che vanno per la maggiore, sono quelli che parlano di accoglienza e di comprensione e poi magari sulla spiaggia di Capalbio o nell’isola di Capri, spendono mille euro per una cena, magari hanno sostituito il bicchiere di vino rosso con qualche sostanza meno sana, e che tra un passaggio di casacca all’altro spargono veleno su chi non la pensa come loro.

I valori del mio socialismo oggi sono sulla bocca di chi, invece di cantare “bandiera rossa ca trionferà”, augura all’avversario di fare la stessa sorte di Mussolini, “Fascista, devi penzolare!”, oppure creare le coop di accoglienza per potere sfruttare gli ultimi della terra per neanche 40 euro al giorno. Tutto questo sta spingendo quei ragazzini di una volta, quelli come me, e peggio ancora quelli che non hanno avuto trasmessa l’idea della speranza , a fare il tifo per i peggiori, che si propongono dall’altra parte, e purtroppo, ora, non c’è neanche uno zio come il mio di allora, quando ci articolava del sol dell’avvenire e non come adesso che gira tutto attorno al sole 24 ore; dove sono quei Padri che possono farci capire quel che sta accadendo e che magari ti prendevano sotto braccio e ti invitavano a cantare “ bandiera rossa ca trionferà”, spiegando anche il motivo di questa strofa.