Ciro Guerriero -Caserta Kest’è-Movimento C.I.C: a pochi giorni dal Natale i commercianti casertani registrano un vero e proprio crollo

Non le manda certamente a dire Ciro Guerriero , Presidente dell’Associazione ” Caserta Kest’è”- Movimento Caserta In Comune- circa la condizione della città di Caserta alla vigilia delle festività natalizie . Da tempo Ciro Guerriero si sta battendo per una riqualificazione dell’attività commerciale a Caserta , che tuttavia non decolla. ” A pochi giorni dal Natale- dice- quando le vendite normalmente subiscono una buona accelerazione, i commercianti casertani registrano invece un vero e proprio crollo “. ” Il primo tratto del Corso Trieste – continua- vive una situazione di asfissia economia , mentre il secondo tratto è ormai deceduto a causa del cantiere per il montaggio di pedane , che, ne siamo sicuri, avranno vita breve e a nulla serviranno per il commercio se non per i vu’ cumprà, che , comunque, rimangono da abusivi ad affollare le strade della città senza alcun intervento da parte delle Forze dell’Ordine”. ” Senza parlare – aggiunge- di Corso Giannone sempre piu’ deserto e morto a causa del nuovo dispositivo traffico”. La disperazione dei commercianti di Corso Giannone si è espressa in un manifesto che contiene la seguente dicitura: ” Con il contributo dei Politici casertani i Commercianti tutti annunciano la morte del Corso Giannone “. ” Abbiamo voluto lanciare- dice Ciro Guerriero- un messaggio chiaro a tutta la città. Corso Giannone è il simbolo di tutte le strade del centro della città di Caserta al cui decesso prematuro hanno contribuito i politici casertani, anche se di politici non si puo’ parlare”. E conclude : ” Come si fa a definire politici coloro che hanno determinato la morte della città con scelte amministrative errate e inappropiate ? Ed ora li ritroviamo sotto gazebi fatiscenti per riproporsi alle prossime amministrative ,per rimischiarsi nelle liste elettorali, per riappropiarsi della poltrona , dando ai pochi commercianti che resistono alla chiusura soltanto promesse false”.