CLP – ex ACMS. Trasporto pubblico locale : irrisolto enigma della Regione Campania

di GIOVANNA PAOLINO

Un fatto, gravissimo, di cui si parla poco e male, è il reale espletamento del servizio da parte di Clp azienda concessionaria del Tpl e che, nel 2012,  e’ subentrata alla ex Acms azienda pubblica casertana

Negli anni, dal 2012 ad oggi, si sono susseguite segnalazioni da parte della Faisa Cisal e delle altre OO.SS., da parte di privati cittadini e associazioni varie, come documentato dai tanti articoli di giornale.

Il servizio domenicale e festivo inesistente, la zona a nord di Capua e l’ alto Casertano, in genere, praticamente isolato.

Un documentato video realizzato da ” Gli amici di Beppe Grillo di Caserta “, ha rilevato che, presumibilmente, Clp non rispetta la ” Carta dei Servizi ” approvata con Regolamento Regionale n° 3 del 16.03.2012 e l’ articolo 15 del contratto, circa il monitoraggio del servizio e i dati relativi al numero di corse effettuate e quelle soppresse e la percentuale delle corse con ritardo compreso in fasce di 15 minuti.

Inoltre sembrerebbe che, come da documento Asl datato 18 Dicembre 2014, i mezzi non rispettino le disposizioni sulla sicurezza, prescritte dal DLgs n° 81/2008.

Lo stesso Sindaco Marino, insieme al consigliere Ursumando , quando era all’ opposizione presentò un’ interrogazione al Comune di Caserta, manifestando le stesse perplessità.

Oggi  lo stesso Carlo Marino tace su questa vicenda che merita risposte  concrete sia per l’utenza che per i lavoratori.

 

La Provincia di Caserta conta 923mila 257 abitanti, distribuiti su un’area di 2mila 651 chilometri quadrati, la terza più popolosa  della Campania dopo le aree di Napoli e Salerno. Molti centriabitati si distribuiscono lungo la dorsale appenninica, arroccati    sulla cima di colline e montagne come la Catena del Matese.
Particolare non superfluo se consideriamo l’aspetto del trasporto  pubblico: esclusi i centri del Basso Casertano, quelli più vicini al                     capoluogo Napoli e costruiti in pianura, la maggior parte di questi
paesi è raggiungibile solo tramite autobus e navette.      Il Tpl su gomma assume quindi una valenza strategica
importante per il diritto alla mobilità di migliaia di persone,  assolto fino al 2012 dall’azienda Acms (Azienda Casertana Mobilità e Servizi), composta per il 51% da quote della Provincia e per il 49%  da Comune di Caserta e altri 42 centri dell’area.  Nel triennio 2009-  2012 l’azienda opera sotto la guida di un Commissario
Straordinario dopo la sentenza n. 52 del 21 luglio 2009 emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Con tale provvedimento, i giudici sammaritani dichiarano insolvente Acms per aver contratto debiti ormai insanabili con i propri fornitori.

E qui si evidenzia il  primo passaggio fondamentale della vicenda: l’azienda pubblica fu
prima commissariata e poi dichiarata fallita perché era a sua volta  creditrice di fondi mai ottenuti da parte degli enti proprietari (i lComune di Caserta, nel 2011, dichiarò persino il dissesto).
Nel marzo 2012 viene così definitivamente dichiarato lo status di  fallimento dell’Acms. La Regione Campania, senza il parere della   Provincia di Caserta retta all’epoca da Domenico Zinzi e senza  provvedere ad alcun bando di gara pubblico52, decide di affidare   alla Clp Spa Sviluppo Industriale il compito di subentrare   all’Acms, stipulando apposito contratto di servizio di durata    annuale per un totale di 18 milioni di euro. Il 24 maggio del 2012,
presso la sede dell’Area generale di coordinamento Trasporti e   Viabilità regionale, l’accordo viene stipulato da Giuseppina   Esposito (in rappresentanza di Clp Spa) e dall’avvocato Gaetano Botta (in vece della Regione Campania): la società diventa    affidataria dei servizi minimi di trasporto locale su gomma di
interesse regionale per circa 1 milione di chilometri annui e di   servizi minimi di interesse del territorio provinciale di Napoli per   circa 260mila chilometri.

Alla società viene dato mandato, inoltre,   di gestire i servizi minimi dell’Acms che riguardano il Comune di
Caserta e gran parte del territorio della Provincia, per un   ammontare complessivo di circa 6 milioni di chilometri annui. Nel contratto di servizio viene stabilito anche il servizio minimo di  45  trasporto pubblico regionale nelle tratte Napoli-Avellino-Foggia,    Napoli-Campobasso via Benevento e Napoli-Campobasso via
Telese; infine, alla Clp sono affidate anche le corse sulla tratta di   interesse provinciale Volla-Cercola-Pollena Trocchia, nel territorio della Provincia di Napoli.

Un anno dopo, il 30 luglio  2013, la Clp Spa viene colpita da una prima ostativa antimafia
emessa dalla Prefettura di Napoli nell’ambito di una gara d’appalto   per la gestione di Eavbus, altra società in house della RegioneCampania anch’essa dichiarata fallita per gli stessi, identici motivi  di Acms Caserta.

Una seconda ostativa, che conferma la prima, sarà   poi emessa dallo stesso ente prefettizio nell’agosto dell’anno
successivo.