Concluso lo sciopero delle ferrovie.

Comunicato degli organizzatori.

Comunicato stampa fine sciopero autorganizzato dei Macchinisti e dei Capitreno delle ferrovie. Conclusa l’azione di protesta indetta dall’Assemblea Nazionale PdM-PdB nonché da Cub, Sgb e Usb. La clamorosa riuscita dello sciopero dimostra l’enorme malessere che investe i Capitreno e i Macchinisti. Siamo dispiaciuti per disagi causati ai viaggiatori, i quali a nostro avviso non sono stati sufficientemente informati dai mass-media. I treni fermi sui binari, i tabelloni pieni di cancellazioni e ritardi dimostrano che si è trattato di uno sciopero storico, con la ritrovata unità dei lavoratori che sono determinati a protestare per migliori condizioni di lavoro. Nonostante tattiche aziendali volte a confondere i lavoratori e a delegittimare l’azione di protesta e nonostante Trenitalia abbia violato gli accordi di qualche mese fa sui servizi da garantire (L. 146/90) e adottato comportamenti già sanzionati per condotta antisindacale, lo sciopero ha registrato un’adesione altissima. Nazioni come la Francia e la Germania non hanno limitazioni sul diritto di sciopero. In Italia sembra che non basti neppure la stringente regolamentazione – che già soffoca il diritto di sciopero – e si ricorre a metodi tipici dei regimi. Così, si insegna ai lavoratori che il rispetto delle regole vale solo per loro, mentre le aziende possono impunemente violarle. C’è la consapevolezza che non sarà una vertenza facile o breve, ma il movimento è in crescita ed il percorso democratico e di partecipazione fin qui seguito dall’Assemblea Nazionale lascia ben sperare nel futuro. La piattaforma rivendicativa, nata dalla diretta consultazione dei lavoratori, deve trovare risposte concrete. Il lavoro svolto è di “supplenza” ad un’attività di cui dovrebbero farsi carico i sindacati firmatari i quali, però, ci invitano ad attendere le proposte aziendali per poi discutere quelle (sic). In realtà è quello che fanno da 20 anni ed i risultati sono disastrosi. Adesso non è più rinviabile: ● una profonda modifica delle norme sull’orario di lavoro, con minore durata delle prestazioni e maggiori tempi di recupero psico fisico, nonché una diluizione dei servizi notturni e un miglioramento degli ambienti di lavoro e della sicurezza del personale; ● un adeguamento dei tempi e delle fasce orarie per la consumazione del pasto; ● un reintegro degli organici per poter fruire delle ferie; ● un adeguamento del salario, sia nella parte fissa (enormemente erosa negli ultimi 3 anni) che in quella accessoria (quest’ultima sostanzialmente bloccata da decenni). La vertenza prosegue con scioperi ad oltranza. Come macchinisti e capitreno siamo consapevoli di essere in prima linea sui treni: siamo noi che garantiamo la sicurezza (essere riposati è importantissimo); siamo noi i responsabili di ciò che succede durante la marcia e a bordo del treno; e siamo sempre noi i primi ad essere additati e sanzionati quando si verificano inconvenienti e/o incidenti. Fine comunicato.