Continua la protesta del giovane imprenditore casertano

Tanta la rabbia e la delusione di Virgilio Gesmundo

Già, lo scorso mercoledi, attraverso una intervista rilasciata al nostro editore, Antonio De Falco,  il giovane imprenditore casertano, Virgilio Gesmundo, incatenato alla serranda del suo negozio in segno di protesta, aveva avuto modo di tirare fuori tutta la sua rabbia e la sua delusione nei confronti di coloro che ci governano.

La sua vicenda è iniziata lo scorso venerdì, quando si è visto recapitare dai carabinieri della Compagnia di Caserta, un decreto di sequestro d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, appena poche ore dopo la sentenza della Corte di Cassazione con la quale emergevano dubbi sulla legittimità di vendita di articoli del genere.

Virgilio, prova a far comprendere la situazione non facile che sta vivendo. Dopo 4 anni di attività, nella quale ho investito tutti i miei risparmi – dichiara – in un’attività il cui scopo era quello di contrasto alle piazze di spaccio.

La sua rabbia, la esterna, anche attraverso dei segni concreti. Come suo simbolo esteriore ha scelto di indossare un “gilet giallo” aggiungendo queste poche ma significative parole: “Non mi sento più italiano, onestamente mi sento molto di più francese”. Parole dure, che ci devono aiutare a comprendere quanta possa essere forte la rabbia di colui che prova un senso di “non fiducia” nelle istituzioni.