di GIOVANNA PAOLINO
Quale e ‘ effettivamente la situazione del turismo a Caserta e nella sua provincia?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo allontanarci per un attimo dai brillanti risultati relativi alla gestione della Reggia di Caserta ed analizzare quanto , invece, la Regione Campania sta effettivamente realizzando per la promozione del turismo casertano.
Come si ricordera’ , con decreto del presidente della giunta regionale n. 183 del 04-08-2016 i Commissari degli enti turistici della regione Campania sono stati sostituiti da un Commissario liquidatore unico, o SuperCommissario, l’Arch. Mario Grassia già dirigente presso la Direzione Generale Programmazione economica e Turismo.
L’Architetto Grassia , in base ai poteri conferitigli dalla Regione Campania, entro il 31.12.2016, avrebbe dovuto portare a scioglimento gli enti di promozione del turismo Ept e le aziende di promozione del turismo Apt a condizione di creare l’Agenzia Regionale del Turismo organismo preposto allo svolgimento di attività tecnico-operative di interesse regionale in materia di turismo .
Sta di fatto che , a tutt’oggi, l’ Architetto Grassia non ha ancora provveduto ne’ a sciogliere i precedenti enti turistici ne’ ad attivare la costituzione dell’Agenzia Regionale del Turismo.
Il decreto di nomina, inoltre, stabilisce che il SuperCommissario, inoltre, avrebbe dovuto costituire , insieme con il Sindaco della citta’ di Caserta, il cosiddetto Ambito sulla base della stipula di una convenzione, appunto , per ambito territoriale. Il tutto per promuovere non solo il turismo legato alla Reggia di Caserta ma alla intera citta’ di Caserta.
Neanche questo adempimento normativo e’ stato espletato.
L’unica cosa certa e’ che la Regione Campania ha prorogato di altri sei mesi all’Architetto Grassia la nomina di Commissario Liquidatore Unico per il Turismo.
Premesso tutto cio’ , si tratta adesso di verificare cosa sta succedendo a Caserta dove , se da un lato la promozione turistica della Reggia di Caserta ottiene risultati brillanti, dall’altro lato , la citta’ vive una asfittica situazione turistica . Al di la’ delle varie proclamazioni di intenti, esiste ancora un muro invalicabile tra il turismo della Reggia di Caserta e il turismo all’interno della citta’ di Caserta.
Non bisogna dimenticare che la maggior parte delle migliaia di visitatori che accedono al sito vanvitelliano rientrano in un pacchetto turistico che ha il seguente itinerario : Napoli, Centro Commerciale Reggia Outlet di Marcianise, Reggia di Caserta. Rimane esclusa da questa rete la citta’ di Caserta , ancora una volta , nonostante l’avvicendarsi della normativa e delle istituzioni, ” figlia di un dio minore”.
Al momento del suo insediamento – 31.12.2016- il SuperCommissario Grassia dispose la chiusura dell’Infopoint in Piazza Gramsci , struttura di gestione centralizzata delle informazioni turistiche allestita dall’Ept , fino ad allora guidato dal Commissario Lucia Ranucci , per la promozione del territorio della citta’ di Caserta e della intera provincia. La struttura dell’Infopoint turistico era di proprieta’ di un privato e sorgeva su suolo demaniale.
La novita’, pero’, sarebbe un’altra: il SuperCommissario Grassia avrebbe autorizzato il Direttore della Reggia , Mauro Felicori, ad aprire un nuovo Infopoint Turistico alla Stazione Ferroviaria di Caserta, sulla base di una convenzione, che dovrebbe essere stipulata nei prossimi giorni, tra la Reggia di Caserta e Trenitalia.
Ma non e’ tutto.
Sembra anche che l’Infopoint alla Stazione di Caserta dovrebbe essere realizzato con finanziamenti prelevati dal fondo dell’Ept , che, va detto per completezza di cronaca, non e’ stato ancora sciolto. L’Ente , anche se privato dalla Regione Campania, delle funzioni di promozione turistica svolge ancora le sue funzioni amministrative . Addirittura , sembra che si stia procedendo ad elaborare anche il nuovo bilancio dell’ente, che , allo stato dei fatti, non si comprende quale ruolo , istituzionale e turistico, svolga.
A questo punto emerge evidente che il nuovo Infopoint, quello alla Stazione Ferroviaria, andrebbe a beneficio solo del turismo della Reggia di Caserta , mentre , a quanto pare, nessuna analoga struttura informativa e’ stata creata sul territorio, al posto del disciolto Ept, al fine di promuovere esclusivamente il turismo della citta’ di Caserta e della sua provincia.
Resta ancora da chiedersi per quale ragione e’ stato chiuso l’Infopoint in via Gramsci , porta di accesso al turismo della intera provincia, per poi costituire ex novo una nuova struttura alla Stazione di Caserta , a beneficio, a quanto pare, solo della Reggia, Museo Antonomo e ,dunque diverso e distinto dall’intero territorio casertano, che vanta altri e altrettanto pregiati siti architettonici e culturali.
Questa decisione avrebbe avuto un senso legato all’interesse della promozione dell’intero nostro territorio solo se , sempre rispettando la normativa regionale, si fosse proceduto a costituire , di concerto con il Comune di Caserta, il cosiddetto Ambito previsto dalla normativa regionale.
Come abbiamo detto, questa attivita’ non e’ stata svolta. In un primo momento , l’Architetto Grassia aveva preso accordi con il Sindaco di Caserta Carlo Marino e con il Consigliere Regionale Luigi Bosco. Ma poi niente di fatto. Anzi, sembra che ogni tentativo di applicazione della leggere regionale da parte del Sindaco Carlo Marino sia stato fermato proprio dai vertici regionali.
Carlo Marino si sarebbe rivolto direttamente al Presidente della Regione Campania , Vincenzo De Luca, ed a Corrado Matera, Assessore Regionale al Turismo, per la realizzazione dell’Ambito. Ma avrebbe trovato dinanzi a se’ un muro di gomma al punto da procedere , nell’ambito dei suoi poteri di organo alla guida dell’ente autonomo Comune, alla costituzione dell’Ufficio Unesco con l’obiettivo di redigere e monitorare il Piano di gestione previsto dalla Convenzione Unesco 1972 per la promozione, conservazione, valorizzazione e gestione della Reggia di Caserta, dell’Acquedotto vanvitelliano e del Complesso di San Leucio, per attivare e coordinare collegamenti tra i soggetti, per gestire i finanziamenti destinati al Piano di Gestione ed ai relativi Piani di Azione, per redigere relazioni, per promuovere, realizzare e coordinare studi e ricerche sulla storia della città.
In altri termini, un ufficio , quello Unesco, che si propone , in piena autonomia, di svolgere le funzioni che avrebbe dovuto svolgere l’Ambito Turistico per la promozione della citta’ di Caserta in seguito allo scioglimento dell’Ept.
Quasi una sorta di ribellione di Carlo Marino al rifiuto di Vincenzo De Luca e di Corrado Matera.
Questa, dunque, al momento la situazione turistica a Caserta: in seguito alla cessata attivita’ turistica dell’Ept e in seguito alla mancata applicazione della legge regionale , per la citta’ di Caserta non vi e’ alcun progetto regionale serio e concreto per la promozione del territorio. L’ultimo baluardo di informazioni turistiche , l’Infopoint di via Gramsci, e’ stato chiuso e al Sindaco Carlo Marino non viene consentito di operare nel modo conforme alla ratio legis .
A quanto pare, poi, la Reggia continua ad essere una sorta di ” Repubblica di San Marino” e nei prossimi giorni , l’Infopoint, che il Direttore Mauro Felicori proprio non voleva in Piazza Gramsci, dovrebbe essere aperto alla Stazione Ferroviaria, ma dal Museo Autonomo Reggia di Caserta , e a suo beneficio, e non dalle altre Istituzioni del territorio che potrebbero operare in modo sinergico ed efficiente per il turismo casertano.
A questo punto non serve dire altro : ancora una volta, sono i fatti a parlare per la nostra terra.