Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino.Presentazione nazionale al Parlamento Italiano della Petizione Europea n. 1042/2022

Presentazione nazionale al Parlamento Italiano della Petizione Europea n. 1042/2022
e avvio della raccolta delle firme
Invito ai Parlamentari italiani, ai segretari politici ed ai rappresentanti di Governo
Il 16 novembre 2022, il Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino in collaborazione con Altragricoltura, ha presentato una petizione rivolta alla Commissione Europea denunciando le modalità con cui in Regione Campania (in particolare nella provincia di Caserta) si applicano le direttive comunitarie nel contrasto alle epizoozie (segnatamente alla BRC ed alla TBC bufalina).
La petizione è stata registrata con il numero 1042/2022 ed è stato fissato per il giorno 23 marzo 2023 l’incontro formale a Bruxelles per una sua prima valutazione di merito dopo che, l’8 dicembre 2022 è stata presentata pubblicamente in un evento nella Sede del Parlamento Europeo a Bruxelles.
L’evento (vedi l’articolo e la documentazione) si è tenuto in una conferenza pubblica ospitata dall’Europarlamentare Piernicola Pedicini ed ha visto la partecipazione di una delegazione di oltre 50 fra allevatori e esponenti istituzionali giunti dall’Italia, di diversi rappresentanti di organizzazioni sociali e parlamentari europei, dei rappresentanti dell’ambasciata italiana a Bruxelles e di due dirigenti dei servizi europei.
In quella occasione Gianni Fabbris (portavoce del Coordinamento Unitario) e il Prof. Vincenzo Caporale (già direttore scientifico dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo – Centro di Referenza Nazionale per la Brucellosi del Ministero. coordinatore scientifico del piano che risolse il problema della brucellosi e della TBC bufalina in Provincia di Caserta fra il 2007 e il 2011) hanno avuto modo di presentare le osservazioni e le richieste della Petizione al Dott. Laszlo Kuster (Direzione Generale Salute e Sicurezza Alimentare) e Carlos Martin Ovilo (Direzione Generale Agricoltura – Unità Prodotti Animali)
La petizione chiede che venga verificata la strategia e la pratica di intervento messa in campo negli ultimi 12 anni dalla Regione Campania allorquando, dopo che si è chiuso positivamente il ciclo di interventi gestito sotto la direzione del Centro di Referenza Nazionale e fondato sulla applicazione delle regole comunitarie ordinarie (il piano portò la prevalenza della Brucellosi dal 17% a meno dell’1%), la Regione decise di intervenire usando procedure in deroga giustificate dalla paventata “emergenza” che, tuttavia, non è mai stata dichiarata e motivata scientificamente. La Regione Campania nel 2015, con l’avvallo del Ministero della Sanità, ha nominato una Task Force Regionale attribuendo la gestione del Piano non più al Centro di Referenza Nazionale di Teramo ma all’IZSM di Portici che ha modificato la strategia facendo ampio ricorso a pratiche di emergenza con cui ha motivato la necessità di “forzare, interpretare e omettere le regole comunitarie ordinarie”.
A dodici anni di distanza e di applicazione di queste pratiche, i dati ufficiali certificano che la BRC in Provincia di Caserta è tornata ad una incidenza da meno dell’1% a +17% (i valori del 2007) mentre aumentano i focolai e i comuni coinvolti, ormai il 50% delle stalle è chiuso o a rischio di chiusura, con una perdita di circa 5.000 posti di lavoro, il Patrimonio Genetico degli animali a rischio, una perdita economica incalcolabile, la crisi sociale e ambientale che esplode, l’intera filiera nazionale di uno dei prodotti più conosciuti del made in Italy a rischio.
Diversi i fattori che da più parti sono stati indicati in questi anni come responsabili di questi saldi fallimentari (fra questi, l’aver reso prima illegale, poi irrealizzabile la vaccinazione e qualsiasi strategia di prevenzione, sorveglianza e coinvolgimento attivo delle imprese); la petizione si concentra sul mancato rispetto del regolamento Unitario 689/20 che definisce in modo inequivocabile “come si individuano e si trattano i casi positivi da BRC e TBC “.
La Regione Campania “interpreta ” le procedure disattendendo le regole ordinarie con il risultato impressionante che alle analisi postmortem solo l’1,4% degli animali abbattuti è risultato affetto dalla BRC e meno dell’1% alla TBC. Una inutile strage di animali (da noi stimate in circa 150.000) che non sta fermando l’espandersi della BRC e della TBC (che anzi aumentano); se fossero applicate le regole scientifiche previste dalla direttiva comunitaria 689, non sarebbe accaduta, inducendo, al contrario, ad applicare le procedure scientifiche previste dai regolamenti comunitari ampiamente rodate che hanno contribuito a risolvere i problemi in tante aree europee.
La Petizione ha l’obiettivo di chiedere alla Commissione Europea di accertare quanto sta accadendo e di verificare la possibilità di intervenire per riportare gli interventi operati in Regione Campania nel rispetto delle ordinarie procedure indicate dai regolamenti comunitari, segnatamente dal Regolamento Comunitario 689/20
Alla Conferenza stampa partecipano, fra gli altri,
On.le F. Mari (SI), On.le A. Caramiello (M5S), On.le G. Zinzi (Lega), On.le M. Cerreto (FdI).
Info, adesioni e contatti: https://altragricoltura.net/salviamolebufale-petizione-europea/ | salviamolebufale@altra