Coronavirus. A nudo le criticità della sanità casertana

L’emergenza Coronavirus mette a nudo le criticità dell’azienda ospedaliera di Caserta. Nonostante gli sforzi di dirigenti, medici e personale infermieristico è evidente che negli anni gli investimenti nella sanità casertana sono stati alquanto scarsi, e molto spesso, quella casertana, è probabilmente l’unica sanità in Campania che è stata lasciata sola ad arrangiarsi. Pieno il reparto di terapia intensiva con un totale di 9 posti letto, che oggi dovrebbe essere raddoppiato con la disponibilità di ulteriori 9 unità a disposizione, ma si ha la quasi certezza che saranno ben presto occupati. Tutto pieno anche nelle UOC di Infettivologia e Pneumologia con rispettivamente 9 (in totale 18) postazioni tutte occupate.

Per gli inizi di aprile, con la realizzazione di un ospedale da campo inviato dalla Regione Campania, i posti di terapia intensiva dovrebbero aumentare di altre 24 unità.

Per ora la situazione non è al collasso come in altre realtà – dice il Commissario straordinario dell’AORN Sant’Anna e San Sebastiano, avv. Carmine Mariano – ma se vogliamo non entrare in crisi la gente deve restare a casa, anche questa mattina c’erano troppe persone in giro”.

Anche a Caserta come a Napoli, alcuni medici tra specializzandi e professionisti in pensione, hanno risposto no alla richiesta di reclutamento dell’azienda ospedaliera.